S’intitola Noblesse Oblique l’ultimo lavoro di Nadia & The Rabbits, ed è un progetto dal respiro internazionale, che compone l’attitudine pop-folk della cantante insieme al jazz, a un tocco di bossanova, alle sonorità elettroniche vagamente ispirate allo stile dei Depeche Mode. I nove brani dell’album, in uscita per l’etichetta Mescal il prossimo 29 gennaio, hanno strutture armoniche semplici, a tratti arricchite dalle incursioni di trombe e violini, con sonorità che si incastrano tentando la sintesi melodica dei continenti, e l’incontro con la frontiera dell’elettronica. Il risultato è quello di un amalgama leggero, che sa di luoghi familiari e confortevoli, dove si possono rileggere i ricordi e soprattutto le speranze del futuro, che per Nadia coincidono con la ricerca costante della libertà, lo strumento privilegiato per la costruzione di noi stessi. <<L’universo non è mio>>, ci dice. <<E’ lui che mi possiede›>. La passione per la musica, e la ricerca della libertà, spingono la cantante e compositrice, di origini tedesche, a esibirsi fin da giovanissima, passando dal palco del Rolling Stone ai bar delle Galapagos, sino all’incontro, nel 2009, con i Rabbits, che Continua a leggere “Nadia and The Rabbits: Noblesse Oblique – la recensione”
Categoria: Recensioni
Stefano Vergani: Concerto alla Salumeria della Musica – la recensione
Una serata incantevole alla Salumeria della Musica in Via Pasinetti 4 a Milano, (la programmazione è ricchissima, se non ci siete mai stati fatelo il prima possibile, info QUI). Stefano Vergani in concerto con una formazione eccezionale: Luca Butturini a chitarra, mandolino e ukulele, Alberto Pirovano alla chitarra classica, Stefano Fascioli al contrabbasso, Felice Cosmo al pianoforte, Mariella Sanvito al violino e Cristiano Novello alla batteria. Canta Vergani. Ed è una festa. Per chi lo conosce, poco c’è da aggiungere alla bellezza dell’esperienza di un suo concerto dal vivo. Una voce incredibile, una leggerezza che confonde, un’ironia totale e meravigliosa che è un elogio alla capacità di non prendersi sul serio riuscendo a regalare emozioni fortissime. Il pubblico è concentrato, c’è gioia nell’aria. È molto bello guardare i sorrisi sui volti dei musicisti, dalle bocche e dalle mani viene fuori un’energia grande, un trasporto splendente. Tutto questo senza rinunciare a momenti di profonda malinconia, specie quando Vergani si siede al pianoforte e resta sul palco da solo per qualche brano. Ben disegnata la scaletta racconta la strada percorsa dal cantautore brianzolo attraverso i tre dischi che ha all’attivo (“La musica è un pretesto, la sirena è una metafora” del 2005, “Chagrin d’amour” del 2007, “E allora pensai che mai…” del 2011) e allo stesso tempo accoglie, oltre ai pezzi storici come l’acclamatissima “Bellosguardo”, molti inediti tra i quali spunta per meraviglia “Ammalato di questa musica”, un inno d’amore e
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Mariage à Trois: concerto all'Ohibò – la recensione

I Mariage à Trois riescono con grazia e morbidezza a riscaldare l’Arci Ohibò in una serata di ritmi ricercati, voci profonde e colori invernali. Il gruppo nasce a Milano all’inizio del 2010 dall’incontro di Annabella Di Pasquale (voce) e Giovanni Melucci (pianoforte). Ai due dopo poco si aggiunge il contrabassista Stefano Fascioli (da qui il loro nome che allude ad un trio) ed è con questa formazione che iniziano ad esibirsi. Alla fine dello stesso anno il trio si allarga con l’ingresso del batterista e percussionista Alessio Russo e prepara il suo primo EP autoprodotto “4 Pezzi a forma di Pera” (il titolo dell’opera è un omaggio a Satie e alla sua idea di libertà espressiva, a cui i Mariage à Trois restano fedeli). Un lavoro composto da quattro brani arrangiati con arte e raffinatezza, quattro pezzi notevoli, armoniosi e ricchi, pieni, data l’alchimia decisamente Continua a leggere “Mariage à Trois: concerto all'Ohibò – la recensione”
Massimo Bubola: il nuovo album "In alto i cuori" – la recensione
Il 22 gennaio 2013 esce dopo quattro anni di silenzio il nuovo disco del maestro Massimo Bubola, “In alto i cuori”. Undici brani che fotografano in modo sincero e lucido l’Italia di oggi. Instant songs che prendono spunto da storie realmente accadute per disegnare il profilo di un paese “finto”, complicato e pieno di grandi, ormai grandissime, contraddizioni. Una voce meravigliosa, una sonorità semplice ma potente, un forte rimando, forse una grande dedica a tutto quello che è stato ed è il cantautorato italiano. I brani scorrono raccontando storie diverse e toccanti. Al centro i temi sociali e le tensioni di un paese che si è perduto e che forse anche quando prova dolore lo fa solo per finta (“piangevo e sembran finte anche le mie lacrime”). Ogni brano un piccolo viaggio da accogliere, un piccolo flash di realtà parallele, realtà che siamo soliti immaginare distanti dalle nostre e che invece scopriamo poi essere così assolutamente simili. Da ascoltare sicuramente la traccia 4 “Al capolinea dei sogni” brano tessuto di parole amare e musica malinconica che racconta il forte disagio di una generazione che “è arrivata al punto di non riuscire più a togliere la polvere dal proprio cuore”, e la traccia 10 “Ridammi indietro” un inno nostalgico e molto poetico che è anche poi uno dei testi più belli dell’album: “Ridammi indietro il tempo, un altro non ne ho, ridammi indietro il tempo e te lo renderò. Riportami il mio cuore, un altro non ne ho, ridammi indietro il cuore e te lo ridarò”. E forse è questa la direzione del disco, che le storie dovrebbero essere usate per costruire qualcosa di migliore, che la vita che accade dovrebbe renderci più coscienti. Perché forse è vero che qualcosa ci è stato tolto. Ed allora è giusto, è veramente giusto, chiederlo indietro.
“HANNO SPARATO A UN ANGELO”
Le date del tour:
09 febbraio -VERONA Continua a leggere “Massimo Bubola: il nuovo album "In alto i cuori" – la recensione”
Tales from the Pizzeria: il nuovo album di Alley
Un incredibile successo il release party del nuovo album di Alley che, dopo il primo album realizzato da solista nel 2011, torna con un bel gruppo al seguito e con tanti nuovi sound per le sue canzoni. Sarà perchè la sua musica ricorda i tempi in cui ci si emozionava a sentire nuovi arrangiamenti, nuovi ritmi, nuova musica e non potevi fare altro che farti travolgere. Con il primo disco”Nag Champa” inizia una nuova parentesi musicale per lui ma nel 2012 si forma la “combricola” composta da Davide Chiari ( voce, chitarra, tastiera), Samuele Pedrazzani (cori, chitarra, tastiera, sax), Giacomo Parisio ( basso), Damiano Negrisoli ( voce, chitarra, tastiera), Moreno Barbieri ( batteria) è legata da una lunga amicizia e forse è proprio per questo che sul palco si crea un’energia speciale che in pochi sanno comunicare. La creatività è l’elemento che caratterizza tutte le canzoni dell’album; carica, nostalgia, felicità, tante emozioni in ogni traccia con un’ispirazione diversa, stili differenti che nell’insieme completano l’ultimo lavoro di Alley.

La canzone di apertura “Welcome back” nasce e finisce “al Forcone”, Continua a leggere “Tales from the Pizzeria: il nuovo album di Alley”
Kafka On The Shore: Beautiful But Empty… un inizio esplosivo!
“Beautiful But Empty” primo lavoro discografico dei Kafka On The Shore in uscita il 18 Gennaio 2013 per La Fabbrica. Undici tracce che percorrono chilometri di strada, dalla Sicilia fino alle terre d’oltreoceano, per poi arrivare fin su nello nello spazio. Si perchè tutto nasce quando Vincenzo Parisi con il pianoforte in spalla decide di migrare dalla Sicila a Milano, per trovare nuovi orizzonti e nuove ispirazioni “cambiando” musica passando dalla classica al rock‘n‘roll. Qui, uno dopo l‘altro conosce quelli che saranno i componenti di una band esplosiva: Elliot Schmidt, un cantante americano nato a Dusseldorf con il blues di Chicago nel sangue; Daniel Winkler, un tedesco in carne e ossa con un senso del ritmo decisamente nero; e Freddy Lobster, un chitarrista incendiario. “Beautiful But Empty” rispecchia tutto ciò che sono i Kafka On The Shore, esplosivi e irreali. Una musica sospesa in un continuum tra sogno e realtà, colorato da pianoforti indiavolati che la fanno padrone in tutto l’album, una voce forte e grintosa che passa dai timbri decisamente graffianti del rock a quelli più dolci del soul. Il tutto sfumato con chitarre elettriche dal suono irriverente.
Un album che farà sudare sicuramente nelle esibizione dal vivo, vi farà spingere l’acceleratore alla guida delle vostre auto, pezzi come “Berlin” e “Lost in wood”, saranno una delle cause principali per la perdita dei punti della vostra patente. Continua a leggere “Kafka On The Shore: Beautiful But Empty… un inizio esplosivo!” Twister: The Band That Ties You Up In Knots – la recensione
Punk Rock old-school senza troppe pretese mixato all’hardcore melodico. Basta questo a descrivere brevemente “The Band That Ties You Up In Knots” dei Twister. Non possiamo certo dire che la band romana, nonostante questo sia il loro primo EP, sia alle prime esperienze con il panorama musicale. Infatti tutti i membri provengono da altre esperienze punk-hardcore in band come Think About, Remove, TestText, Meglio Gruppo e i The Coffeens. Insomma, quella che un tempo veniva definita “la scena romana hardcore”. L’EP in questione, totalmente autoprodotto, contiene 6 tracce, tutte molto veloci ed adrenaliniche, decisamente influenzate dal punk rock californiano anni’90 e da quello newyorkese anni’80. Nessuna ricerca di sound all’avanguardia e tracce che raramente superano i 2 minuti e mezzo; sembrano quasi voler ricordare band come i Ramones, che avevano fatto della velocità uno dei loro punti di forza, tanto da essere soprannominati, dai media e dai fans, i “Fast Four”. Il primo singolo scelto per la promozione è St.Paul Party, di cui è anche stato girato un video,(lo trovate di seguito), prodotto da Officine Sonore. In conclusione, si tratta di un album divertente e movimentato, che sicuramente piacerà molto ai fans del genere in questione.
Andrea Bertocchi
Potete vedere i Twister live il 23 febbraio con The Leeches (trovate la loro recensione QUI) e Dear Dust al Muzak in via di monte testaccio a Roma, DOVE? QUI.
Visitate la loro pagina fb: Twister Rock
TRACKLIST CD:
01 Liver
02 Goats
03 Bean
04 St.Paul Party
05 Mexico
06 Best Rocker
St.Paul Party
The Van Houtens: Flop! – FaceLikeAFrog Records
Avevamo parlato di loro nemmeno un mesetto fa durante il live report all’Ohibò per la rassegna “Il Cielo sotto Milano”, ed ecco che ci troviamo a parlare di Flop!, il primo disco dei Van Houtens. Partiamo subito dal controverso nome dell’album; Flop in realtà è il nome dell’orsetto di peluche ritratto in compagnia della fantomatica Betty Karpoff sulla copertina del disco. La copertina in questione, e la relativa booklet sono state realizzate dall’illustratore e fumettista Alessandro Baronciani. Di Betty Karpoff se ne torna a parlare anche nel disco, all’interno della canzone “John Ferrara & Betty Karpoff”, primo singolo estrapolato dall’album, il cui video su YouTube, girato in stile fotoromanzo d’altri tempi , (con la partecipazione di Andrea De Berchi, volto noto agli spettatori di Beautiful nella stagione ‘99/’00) ha già superato le ventimila visualizzazioni.
La canzone in questione è un piccolo capolavoro della musica pop; spensierata, allegra ed orecchiabile, che ti rimane in testa con un facilità disarmante. È inoltre la canzone “poliglotta” dell’album. Infatti, nonostante sia cantata prevalentemente in inglese, contiene qua e là parole e frasi in francese ed italiano, come nell’attacco iniziale “She turned down the radio in Saint Tropez, my love come back ormai les jeux sont fait”. Il secondo singolo del disco, “I Want To Tell You” è nella posizione immediatamente successiva della tracklist. Il videoclip, girato in parte a Londra e in parte in una villa vicino a Verbania, coniuga perfettamente le origini anglo-ossolane della band. Anche il ritmo di questa canzone vi resterà facilmente impresso nella mente. Arrivati alla quinta canzone, potreste avere una sensazione di déja vù; infatti il brano in questione, “(It’s a) Beautiful Day” era stato utilizzato come colonna sonora nello spot di McDonalds “Chicken Gourmet” nel lontano 2008. Il resto dell’album si attiene allo stesso paradigma musicale, intervallato però da sprazzi malinconici e nostalgici (ne sono un chiaro esempio “Paper Plane” oppure “Waiting For The Sun”), o electro-pop fine anni ’80 (come il brano conclusivo “1987 Souvenir”). È senza dubbio un album che vale la pena di ascoltare, con arrangiamenti efficaci, curati in maniera maniacale fino all’ultimissimo dettaglio. Con queste caratteristiche, e la loro “musica per teenagers” (come si autodefiniscono sul web) i Van Houtens sono molto probabilmente una delle migliori espressioni del panorama indie-pop italiano.
Al seguente link trovate il fumetto di presentazione di Baronciani:
https://www.facebook.com/media/set/?set=a.444093345612242.99366.186134614741451&type=1
Andrea Bertocchi
Tracklist:
01. Automatic Girl
02. John Ferrara & Betty Karpoff
03. I Want To Tell You
04. Matala
05. (It’s A) Beautiful Day
06. Paper Plane
07. Tosa Come Back
08. Baby Don’t Lie
09. Waiting For The Sun
10. 1987 Souvenir
Party Flyers 26/7/12 Peter Hook & Carl Barat @ Roma: le foto
Grande successo del primo Party Flyers di easyJet: chi volerà al Best of British di Londra?
Per il primo Party Flyers di easyJet, che si è svolto presso il Roma Vintage il 26 luglio scorso, Peter Hook dei New Order e Carl Barat dei Libertines hanno fatto ballare oltre 2000 scatenati partecipanti!
Un vero successo per easyJet, che con questo evento ha voluto celebrare l’estate con i suoi clienti e fan a Roma, seconda base della Compagnia in Italia.
Il prossimo appuntamento è a Londra per assistere al Best of British, l’attesissimo concerto rock che avrà luogo a Hyde Park il prossimo 12 agosto, e a cui parteciperanno coloro che hanno preso parte al contest su fb di cui già vi parlammo.
Vi lasciamo con alcune foto della serata, a dir poco unica e spettacolare… parliamo di Peter Hook, di cui siamo grandi fan, e che poche settimane fa abbiamo visto in occasione dell’HJF in quel di Rho insieme ai New Order.
Tindersticks 23/7/12 @ Villa Arconati: recensione e foto
Una delle formazioni più importanti e imitate della musica britannica, entrata nella storia per aver inventato il genere pop orchestrale e con 20 anni di attività e 9 album alle spalle, i Tindersticks arrivano a Villa Arconati per presentare il loro ultimo “The Something Rain” che presenta 9 tracce strutturate in assetto orchestrale.
La band, nata nel 1991 a Nottingham, entrata nella storia per aver inventato il genere pop orchestrale, un “chamber pop” raffinato e visionario, una musica caratterizzata da testi tormentati e atmosfere cupe, con una miscela che fonde richiami al cantautorato di artisti come Leonard Cohen sia per l’utilizzo di strumenti classici alternati a quelli elettronici. Il risultato? Archi, fiati e sonorità psichedeliche danno vita a uno stile unico e originale.
Il concerto presentato in villa Arconati, risicato nelle tempo solo un ora e poco più di spettacolo, si è incentrato principalmente sui brani tratti dal nuovo album, nove tracce in cui la perdita, lo smarrimento, l’amore, la morte tornano a indossare uno degli abiti più dignitosi ed eleganti, nella storia del pop d’autore degli ultimi vent’anni, e il concetto di esistenza riprende fiato, per svelarsi in tutto il suo fascino e la sua inquietudine. Un live dove gli universi musicali miscelati si percepiscono in maniera fredda per la loro perfezione. Il tempo sufficiente a congelare i pensieri.
F.P.
Eccovi le foto della serata:

