Meg e Colapesce – Bipolare Tour: live report e foto di una simbiosi incredibile

[shashin type=”photo” id=”59″ size=”medium” columns=”max” order=”user” position=”left”]Serata musicale che promette suggestioni ed emozioni variegate, elettronica e cantautorato fusi insieme come una leggendaria figura mitologica o un esperimento di provenienza aliena. Oppure, diciamocela tutta, l’incontro di un alternanza di due condizioni opposte, l’incontro avvenuto su di un satellite, della reginetta dell’alternative italiana e il nuovo principe dell’indipendenza, Colapesce e Meg, arrivati al Magnolia con il loro Bipolare Tour, lo scorso 31 gennaio. Un incontro che porta all’interno dello stesso show atmosfere acustiche ed elettroniche, suoni analogici e digitali, energia pulsante ed intime emozioni.meg.colapesce-30 Entrambi i protagonisti della serata, oltre la voce ci mettono le mani, entrambi ci mettono il suono oltre che la voce, Meg con gli amati giocattoli della mela di cupertino e vari altri effetti elettronici, e Colapesce si alterna tra chitarra e percussioni. Il risultato sorprendente,il pubblico coinvolto che canta e ascolta, come ipnotizzati. Due diversi repertori, lontani, due facce diverse, un unica grande emozione.

Se volete un assaggio di ciò che è la “simbiosi” sintonizzatevi su Continua a leggere “Meg e Colapesce – Bipolare Tour: live report e foto di una simbiosi incredibile”

Tindersticks 23/7/12 @ Villa Arconati: recensione e foto

Una delle formazioni più importanti e imitate della musica britannica, entrata nella storia per aver inventato il genere pop orchestrale e con 20 anni di attività e 9 album alle spalle, i Tindersticks arrivano a Villa Arconati per presentare il loro ultimo “The Something Rain”  che presenta 9 tracce strutturate in assetto orchestrale. La band, nata nel 1991 a Nottingham, entrata nella storia per aver inventato il genere pop orchestrale, un “chamber pop” raffinato e visionario, una musica caratterizzata da testi tormentati e atmosfere cupe, con una miscela che fonde richiami al cantautorato di artisti come Leonard Cohen sia per l’utilizzo di strumenti classici alternati a quelli elettronici. Il risultato? Archi, fiati e sonorità psichedeliche danno vita a uno stile unico e originale. Il concerto presentato in villa Arconati, risicato nelle tempo solo un ora e poco più di spettacolo, si è incentrato principalmente sui brani tratti dal nuovo album, nove tracce in cui la perdita, lo smarrimento, l’amore, la morte tornano a indossare uno degli abiti più dignitosi ed eleganti, nella storia del pop d’autore degli ultimi vent’anni, e il concetto di esistenza riprende fiato, per svelarsi in tutto il suo fascino e la sua inquietudine. Un live dove gli universi musicali miscelati si percepiscono in maniera fredda per la loro perfezione. Il tempo sufficiente a congelare i pensieri.

F.P.

Eccovi le foto della serata:

Seventh Wonder @ Torino 12/4/12

Lo scorso 12 Aprile abbiamo assistito al live dei giovani progster svedesi: i Seventh Wonder, gruppo metal svedese. Direttaente da Stoccolma per ben 4 tappe in Italia la band composta da: Andreas Blomqvist (bassista), Johan Liefvendahl  (chitarrista), Tommy Karevik (cantante), Andreas Söderin (tastierista), ha già suonato proprio in questi giorni a Trieste, Parma e Milano e Torino. Due le demo ad oggi pubblicate dal gruppo: Seventh Wonder del 2001, e Temple in the Storm del 2003, parliamo invece di 4 album dal 2005 al 2010: Become (2005), Waiting in the Wings (2006), Mercy Falls (2008), The Great Escape (2010). I Seventh Wonder sono riusciti negli anni a evitare l’omologazione dalle influenze più evidenti in campo metal, riuscendo a costruirsi una propria identità; e se una critica a loro effettuabile è legata al fatto di non aver mai osato buttarsi in esperimenti sonori particolari (ci riferiamo agli ultimi due album in particolare), d’altra parte è evidente che è proprio in questa scelta di optare più per un’attenzione verso la ricerca melodica, sia di sonorità che di testi, e la cura dei dettagli, ad aver reso giustizia alla band scandinava. Ascoltatevi Alley Cat”, dall’ultimo album “The Great Escapee guardate le foto dello show @ Peocio, Torino 12 aprile 2012:

Foto by: Marco Cometto
12 Aprile – Il Peocio, Torino (+ Highlord, From The Depth)

il Medieval Rock dei Folkstone @ Novara

Cornamuse, bombarde ed arpa celtica sono gli strumenti alla base dell’alchimia rock medievale che mettono in scena ad ogni concerto i Folkstone. La band sorge in quel di Bergamo tra il 2004 e il 2005 con l’intento di riportare in vita antiche sonorità della tradizione folk e sonorità metal/rock, mantenendo però dei testi ben ancorati alla realtà attuale. La formazione dei Folkstone attuale vede sul palco Lore- Voce, cornamusa, Rauschpfeife, Federico- Basso elettrico, coro, Roby- Cornamusa, voce, bombarda, rauschpfeifes, Teo- Cornamusa, bombarda, rauschpfeifes, coro, Edo- Batteria, percussioni, Silvia- Arpa celtica, tamburello, coro, Andreas- Percussioni, cornamusa, rauschpfeifes, coro, Maurizio- Cornamusa, rauschpfeifes, flauti, Cittern, coro, Walter- chitarra elettrica, coro. L’ultimo lavoro dei Folkstone è “Il Confine”, l’album con 13 tracce uscito proprio quest’anno, il quinto, che segue: Sgangogatt (2011) Damnati ad Metalla (2010) Folkstone (2008) Briganti di Montagna (2007). Lo scorso 7 aprile li abbiamo seguiti live al concerto alla ROCK ‘N’ ROLL ARENA di Romagnano Sesia (NO), eccovi le foto della serata (by Marco Cometto):

Noemi "RossoNoemi Tour" @ Teatro Dal Verme Milano 5/4/12

 Noemi a un concerto ci mancava. Immaginare poi, Noemi, sì quella di X-factor, al Teatro dal Verme di Milano sold out, pareva cosa ancora più improbabile, eppure eccola lì con il suo pianoforte e la sua band, a mettere in scena un live che percorre in due ore il pop, il rock, il blues che da sempre caratterizzano i brani di Veronica Scopelliti, in arte Noemi. La prima parte del concerto ci sembrava l’inizio di qualcosa di fin troppo lento e poco coinvolgente, ma dal settimo brano in poi è stato un crescendo. Inizia la parte rock and blues, un taglio netto lo da “Odio tutti i cantanti” (il suo secondo singolo dell’ultimo album, brano scritto per lei da Diego Mancino), seguono poi le cover di Battisti, Battiato e  Morgan, (Amarsi un po’, La Cura e Altrove) e così il concerto ha preso vita. Tra il pubblico personaggi noti, (Enzo Miccio, Syria),e parte del fan club, un Teatro dal Verme sold out per la rossa romana non deve essere stato cosa da poco. Era prevista anche la presenza di Fiorella Mannoia, con cui Noemi avrebbe dovuto duettare “L’amore si odia”, e “Sulla mia pelle”, ma per impegni con Radio Italia la presenza della più grande interprete della canzone italiana è saltata; nonostante ciò Noemi le ha mandato gli auguri di compleanno e continuato lo show. Un solo cambio d’abito per onorare il suo talent scout Morgan e cantarne le parole di Altrove armata di bombetta e smoking, per il resto al centro c’era solo la musica, pochi merletti e accenti all’estetica, ma carte puntate tutte sui brani. E così al suo concerto lo scorso 5 aprile ci siamo resi conto che probabilmente Noemi può seguire le orme della sua prima “compagna di canzone”, Fiorella. Noemi proprio nei pezzi non suoi, ma comunque scelti da lei, ha mostrato il suo lato migliore, il massimo a parer nostro quando ha interpretato “la cura” di Battiato. Tornando ai suoi brani, parte la standing ovation per il brano ”Vuoto a Perdere”, il pubblico del teatro in piedi unito in un solo coro e in un grande applauso. Ammettiamo che anche l’ottavo singolo della cantante romana, il brano presentato alla 62 edizione del Festival di Sanremo “Sono Solo Parole” ci è rimasto nelle orecchie, sarà che è stato scritto per Noemi da Fabrizio Moro uno dei cantautori italiani di nuova guardia che merita attenzione; e proprio su questo brano Noemi dice che “È un testo sull’incomunicabilità, sull’importanza dei gesti al di là delle parole, sul fatto di riuscire a risolvere i problemi e ad andare sempre avanti nella vita.” Un po’ il concetto del non prendersi troppo sul serio, soprattutto se di mezzo ci sono i sentimenti.  In “Rossonoemi”, è questo il titolo dell’ultimo album, i 9 brani sono stati per la quasi totalità scritti da lei, sia per quanto riguarda il testo che la musica, ma troviamo anche le partecipazioni di artisti già citati come Diego Mancino, e anche Federico Zampaglione, Kaballà e Pacifico, nonchè Fabrizio Moro. Né pop, né rock, né blues, ma tutto questo messo insieme e centrifugato, è così che si genera il “rossonoemi”, ed è la cover di Etta James a fine concerto a confermare tutto questo. Il blues è il filo rosso, le influenze di Aretha FranklinRobert JohnsonBillie Holiday,Janis JoplinErykah BaduJames Brown che da sempre afferma la cantante siano presenti in lei, si fanno sentire e hanno reso Noemi ai nostri occhi una cantante meritevole di ascolto!

Eccovi la scaletta del concerto e qualche bella foto:

Poi inventi il modo

Up

Fortunatamente

Non so amare che te

Briciole

Musa

Odio tutti i cantanti

Sono solo parole

La cura (cover Battiato)

Amarsi un po’ (cover Battisti)

Bugiardo Incosciente

Le Luci dell’alba

All’infinito

Per tutta la vita

In un Giorno qualunque

Vuoto a perdere

Altrove (cover Morgan)

L’amore si odia

Sulla mia pelle

Etta (cover Etta James)

Sono Solo Parole (bis)

Foto by: Anji

Il Cile Showcase @ Rock’n Roll Milano: Cemento Armato

Anche questa è vita… Inizia (ma probabilmente continua visti i suoi pregressi come autore per i Negrita nell’album “Dannato Vivere”) il percorso nel duro mondo discografico per Il Cile, giovane cantautore aretino, in cui hanno già intravisto qualcosa di buono i già nominati Negrita e anche il Liga. Lo scorso 3 Aprile incuriositi dall’ascolto del singolo che gira in questi giorni in radio “Cemento Armato” siamo andati alla presentazione del suo primo album di inediti. Un live acustico, in cui Lorenzo  Cilembrini ha presentato 6 pezzi dell’Ep in uscita a fine Maggio. Si inizia con Tamigi, una canzone per la quale ci viene da chiedere a Lorenzo quanto sia autobiografica?! La storia è di quelle già sentite, un amore tormentato e di mezzo la distanza, un testo che coinvolge perché mette insieme il tema dell’esperienza all’estero con l’amore, e ben sappiamo che la generazione rappresentata dal Cile è la generazione dei cervelli in fuga, quella dell’esperienza di lavoro all’estero, di coloro che sono alla continua ricerca della rinascita ritrovandosi però nella “precarietà” che è, a detta di Lorenzo “diffusa ai ragazzi di tutto il mondo”. Questo è il tema che si collega alla canzone successiva, “Siamo morti a 20 anni”, presentata con un sorriso ironico. Non il solito testo in cui ci si lamenta in maniera poco costruttiva, bensì una riflessione che ha in sé il messaggio della rinascita; il racconto di un punto di stallo che può diventare però un nuovo inizio. Finalmente qualcuno che cerca di vedere il lato positivo, pur ammettendo che “si è morti a 20 anni” altrettanto si afferma che da qui si può ripartire. Questo brano è strettamente legato a parere nostro col il quarto presentato, “La mia generazione”; filo rosso nello showcase sembra essere il racconto in note della generazione-Cile, quella degli anni ‘80; in maniera più arrabbiata e forse meno positivistica qui si canta di coloro che non ci provano, “la mia generazione” dice Lorenzo, vive una “guerra persa con se stessa”. Terzo brano inedito che abbiamo ascoltato è dedicato a tutte le ragazze presenti, “La ragazza dell’inferno accanto”, la strega e sirena presente in ogni donna. Entusiasmo che non si risparmia per il brano che fa da singolo ed è ormai diventato un tormentone, Cemento Armato. Molto orecchiabile, è di gran lunga reso degno di ascolto dalla voce graffiante del Cile, se ce la immaginiamo cantata da altri probabilmente la sentiremmo come una canzonetta banale dando peso solo “al prato di viole”, live è ancora più bella. A conclusione dello showcase “Tu che avrai di più”, anche questa come tutte le canzoni presentate, ha ricevuto una dedica, in questo caso indirizzata a tutti gli innamorati presenti, passati e futuri. Se dovessimo fare una critica al Cile, potremmo pensare che il tema fisso dell’amore non soddisfa chi cerca in lui qualcosa di nuovo e diverso. Ma in realtà tra amore, e riflessioni generazionali, possiamo senz’altro dire che l’album non annoia anzi invita all’ascolto di ogni canzone con orecchio nuovo. Sonorità rock miste pop, ma non ripetitive, testi freschi, che fanno delle canzoni una successione di ascolti moderni, sognanti ma ben legati alla realtà, sarà che con il Cile condividiamo il momento generazionale, fatto sta che ci sentiamo di consigliarne l’ascolto. La capacità di esprimere bene in versi, concetti di un certo tipo contraddistingue questo ragazzo che ha collaborato recentemente con i Negrita, suoi compaesani, nella stesura di Brucerò per Te e altri pezzi.

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L’abbiamo intravisto in alcune performance su Rai2, e a VideoItalia, ma anche ai concerti della band in quel di Assago e per le altre tappe del tour. “Prato di viole” non da quindi giustizia all’esaustività del lavoro di Lorenzo Cilembrini, sappiamo che l’uscita dell’album è per fine Maggio, inizio Giugno, ma ci auguriamo, anzi consigliamo a lui e al suo team di accelerare i tempi, siamo curiosi e ansiosi di sapere cosa ne pensate anche voi!
Setlist Showcase il Cile @ Rock ‘n Roll Milano 3/4/12:
1_Tamigi
2_Siamo morti a 20 anni
3_La ragazza dell’inferno accanto
4_La mia generazione
5_Cemento Armato
6_Tu che avrai di più

Lorenzo Cilembrini (Il Cile): Voce RIccardo Presentini: Chitarra Saverio Crestini: Chitarra Andrea Squarcialupi: Batteria Nicola Pasquini: Basso Marco Faralli: Tastiere