Blastema "Lo stato in cui sono stato": la video intervista

blastema_salumeria_della_musica_emiliano_boga_1063 (1)Lo scorso 19 marzo, Lamusicarock.com ha intervistato i Blastema. Li abbiamo incontrati alla Salumeria della Musica di Milano in occasione del live che da il via al tour “Lo stato in cui sono stato”. Dal significato reale di Blastema, all’esperienza di Sanremo, al futuro in cui si vuole pensare solo ai live, fino al probabile nuovo disco, per chiudere con la nozitia di questi giorni… l’apertura dei concerti degli Skunk Anansie. “È lecito interrogarsi su quale sia questo stato. Lo stato interiore, dimesso e mai pienamente appagato? Lo stato sociale, sempre più scollato, precario, fragile? Lo stato ‘nazione’, oramai sconsacrato da quegli stessi simboli che avrebbero dovuto garantirne la legittimità e il decoro? Lo stato dei fatti, degli accadimenti, delle cose, come declinazione d’esistenza appena trascorsa. Un liberato che guarda la cella ancora tiepida del proprio umano tepore. Destarsi al di fuori. Nel successivo. Nel susseguente; aprire gli occhi e nell’incertezza del coraggio, della paura, guardare»

Blastema “Lo stato in cui sono stato” – la video intervista de LaMusicaRock.com

 

I BLASTEMA sono: Matteo Casadei (voce), Alberto Nanni(chitarre, cori), Michele Gavelli (Pianoforte, Synth, Hammond),Luca Marchi (basso) e Daniele Gambi (batteria).

a cura di Elena Contenta

Emiliano Boga

Nobraino live @ Circolo Agorà Milano: La recensione

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Dopo l’intervista di stamattina ecco la recensione dello splendido concerto dei “Nobraino” al Circolo Arci Agorà lo scorso Venerdi, 1 Marzo. Dopo aver parlato con Lorenzo Kruger a cena nel locale di Cusano Milanino le luci si spengono e comincia una grande serata. La scaletta è ottima. Raccoglie buona parte del nuovo disco ma non manca di vecchi indimenticati successi (l’ouverture è la bellissima “Ballata stocastica”) e brani inediti che Kruger e compagni amano portarsi dietro come vecchi amici di cui è difficile fare a meno. Un live dei Nobriano è un viaggio esagitato, un crescendo poetico e strepitoso che regala brividi, sudore ed energia. Non si risparmiano i quattro membri storici e il trombettista “aspirante Nobraino” (particolarmente in grazia stasera). Sanno dare completamente sé stessi e il risultato è bellissimo. Il palco sembra ad un tratto incapace di contenerli e infatti Kruger ne evade in tutti i modi possibili (scende addirittura a ballare assieme al pubblico).
Iniziano con dolcezza in bilico tra lo ska e il folk, crescono poi brano dopo brano per trasformarsi in un animale decisamente più rock
(notevole il lungo intermezzo strumentale che divide le due parti del concerto) e finiscono con una forza più lenta ma non meno decisa. Raccontano in due ore un universo di storie, prestando ai personaggi corpo e voce e anima. Si inventano un’immensa Boule-de-neige e la cosa va così. Quando si poggiano sul palco la magia è tanta e quando vanno via vorresti solo capovolgere la stanza e ricominciare da capo. Kruger splendido durante “Bunker”, pezzo che resterà nei cuori dei malati di “Massimo volume” e “Offlaga disco pax”. Andiamo a casa riflettendo su cosa saranno i Nobraino domani. Così, a intuito, nel futuro li aspetta il futuro. Per quello che sarà. Ma dalla bellezza del loro lavoro e dalla coerenza delle loro scelte sarà certamente qualcosa di lucente. Se li avete persi i “Nobraino” saranno il 15 marzo al Vox di Nonantola (Mo) e il 16 marzo al Velvet di Rimini. Non perdeteveli!

Pagina Fb: https://www.facebook.com/nobraino

Nadàr Solo “Diversamente come?”: L’intervista

nadar-solo-color9Sabato sera, dieci e trenta al Cox 18, davanti all’ingresso pennellato dei disegni dello street -artist Blu fa meno freddo del solito. Stiamo per incontrare i Nadàr Solo, a Milano per presentare live l’ultimo lavoro, “Diversamente Come?”, pubblicato il 29 gennaio per l’etichetta Massive/Arts/Self. Ci accoglie Matteo De Simone, voce e basso di questo progetto che vede anche il coinvolgimento di Federico Puttilli (chitarra e cori) e Alessio Sanfilippo (batteria e cori); e vede la partecipazione di Pierpaolo Capovilla, compositore e musicista raffinato e irruente de “Il Teatro degli Orrori” e dei “One Dimensional Man”. 

Partiamo da “Il vento”. E partiamo da Don Chisciotte, “che non sa più con chi combattere”. Terzo pezzo dell’album, “Diversamente come?”, “Il vento” è stato scritto insieme a Pierpaolo Capovilla, ed è sintesi delle vostre intenzioni poetiche, ho letto.La parola chiave è immobilità, resa nella immagine di un vento che non vuole più soffiare, “e io –dite- non saprei cosa fare”. Sembra essere la resa peggiore possibile. Adattarsi al nulla, non agire ma “essere agiti”, significa perdere a tavolino l’eterna lotta tra noi, capaci in quanto esseri umani di fare e di creare, e il caso, burattinaio che ci smonta e ci trascina senza logica. E’ questo il rischio che avvertite nel nostro tempo? Sì. Quella del vento è una metafora semplice, immediata, fondata sull’immagine di una forza della natura che smettendo di soffiare mette al rischio la vita stessa. E’ il simbolo di un sentimento collettivo, che deriva dallo stallo politico e anche psicologico di una società che si sente immobile, che ha la sensazione che qualunque cosa si tenti di intraprendere sia una fatica enorme. E’ comprensibile: in un tempo dominato dall’economia di mercato se non c’è offerta la ricerca del lavoro diventa ovviamente un dramma. Da adolescenti eravamo Continua a leggere “Nadàr Solo “Diversamente come?”: L’intervista”

LaMusicaRock intervista i Punkreas: Noblesse Oblige Tour 2013

[shashin type=”photo” id=”174″ size=”medium” columns=”max” order=”user” position=”center”]Dopo averli visti live in occasione della data di apertura del loro nuovo tour al Live Club di Trezzo, eccovi l’intervista che abbiamo fatto ai re del punk rock italico: i Punkreas.

Si dice che l’Indie-Rock sia il nuovo punk (ovvero la musica che va contro al mainstream). Come vivete questa trasformazione? Io ricordo l’indie rock come qualcosa che risale a inizi anni ’90 in ambito internazionale. E il concetto di musica che va contro il mainstream aveva senso in quegli anni. Non mi sembra un dibattito attuale

Rimpiangete i primi periodi in sala prove da ventenni? Per niente. Siamo in sala prove molto più spesso oggi che non quando avevamo vent’anni. Ed è anche più divertente. E’ tutto il resto che rimpiangiamo 🙂

Nel vostro ultimo disco c’è un featuring con Zulu. Com’era il vostro rapporto negli anni ’90? Puramente virtuale, nel senso che abbiamo ascoltato e amato i 99 da subito, dalla prima compilation italiana che conteneva “Salario garantito” che penso fosse del ’91-‘92 o giù di lì. Le canzoni dei 99 fanno parte della nostra colonna sonora, quella di ciascuno di noi e anche quella di noi come band. Ma ci siamo conosciuti di persona solo poco tempo fa. A quel punto doveva scattare qualcosa per forza. E infatti… Per inciso, l’intervento di Luca in Polenta e Kebab per me è geniale!

Molta gente si è sempre aspettata un vostro featuring con Pornoriviste, Gerson, Shandon, PAY e Caparezza… come vedreste queste ipotetiche collaborazioni? Vedrei bene quella col Capa. Ti spiego perché: se ci troviamo con un altro gruppo che ha più o meno la stessa formazione, non è molto facile tirare fuori qualcosa di sensato: che te ne fai di due batterie, quattro chitarre, due bassi? Qualcuno finisce per essere escluso per forza, e questo non è un bel modo di cominciare. Invece col Capa andrebbe benissimo. Ci stimiamo reciprocamente e penso che non sia impossibile. Se capiterà l’occasione giusta la coglieremo di sicuro. Nel frattempo abbiamo fatto una canzone con Fedez, che uscirà Continua a leggere “LaMusicaRock intervista i Punkreas: Noblesse Oblige Tour 2013”

Giuradei, Radio Pop e le Orecchie del Coniglio: recensione del live

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Avevamo voglia di perderci. Per questo venerdì sera siamo andati ad ascoltarlo, Ettore Giuradei, all’Auditorium Demetrio Stratos di Radio Popolare. Perché la sua musica è di quelle che ti allungano le orecchie come un coniglio, ma poi ti attraversano anche gli occhi, e lui, invitandoti “a un banchetto di vino e carne” (“Era che così”), capita che trascini via nell’incanto onirico o nell’incubo, ma con la leggerezza del pianoforte e dei violini. Per questo eravamo curiosi, e attendevamo contenti la pubblicazione del nuovo lavoro del musicista e compositore bresciano, che si chiama proprio “Giuradei”, come lui e suo fratello Marco, da sempre complice del “fattaccio”. In uscita per Picicca Dischi questo lunedì 11 febbraio, il quarto disco della band si avvale della collaborazione di Alessandro Pedretti alla batteria, Nicola Panteghini alla chitarra elettrica e Giulio Corini al basso , oltre che della partecipazione di numerosi altri musicisti, tra cui Depedro dei Calexico, alla chitarra in Senza di noi. Venerdì sera. La sala dell’Auditorium di Radio Pop è gremita di gente che aspetta che Ettore, già sul palco, finisca l’intervista in diretta per il network, e incominci il concerto. Notiamo cheha un fare per nulla ammiccante o vanitoso, ma tratta il suo lavoro come un artigiano il legno che ha modellato, e fa sorridere quel po’ di timidezza che traspare da come si muove. Quando il piano che introduce il primo pezzo dell’album incrementa progressivamente il suo ritmo, capiamo di trovarci di fronte a un concerto rock, e che l’urgenza di temi più attuali e politici fa il verso a sonorità decisamente più graffianti rispetto al passato. Le dieci canzoni di “Giuradei” hanno smesso di inerpicarsi per stradine tortuose e avvincenti, e vagano attraversando la realtà, alla quale danno una lettura più cruda, ma senza mai perderne in capacità evocativa. Non da poco. Un sound più semplice, che non ha bisogno di procedere per stacchi temporali e virtuosismi strumentali, ma esiste perché ci sono i papalagi, i bianchi coloni e corruttori della terra di Samoa; “questa scuola di coglioni” che “fanno anche i professori/ e non scopano abbastanza. Oppure esiste perché deve riconoscere una verità che, per quanto chiara, succede che riesca a nascondersi pure dietro a una corda di violino; “è la tristezza che ci nasconde/ perle coperte di polvere” (La Tristezza). Bello anche l’incipit di Mi dispiace amore mio, dove sonorità da cabaret corrono dietro a rumorose incursioni elettriche, in un legame molto veloce. Insomma, le orecchie del coniglio che esce dal cilindro non ci sono più. Ma le nostre, di orecchie, sono rimaste lunghe per tutto il concerto. E pure tutto il resto se l’è vista bene. Ascoltatelo!

Margherita D’Andrea

Meg e Colapesce – Bipolare Tour: live report e foto di una simbiosi incredibile

[shashin type=”photo” id=”59″ size=”medium” columns=”max” order=”user” position=”left”]Serata musicale che promette suggestioni ed emozioni variegate, elettronica e cantautorato fusi insieme come una leggendaria figura mitologica o un esperimento di provenienza aliena. Oppure, diciamocela tutta, l’incontro di un alternanza di due condizioni opposte, l’incontro avvenuto su di un satellite, della reginetta dell’alternative italiana e il nuovo principe dell’indipendenza, Colapesce e Meg, arrivati al Magnolia con il loro Bipolare Tour, lo scorso 31 gennaio. Un incontro che porta all’interno dello stesso show atmosfere acustiche ed elettroniche, suoni analogici e digitali, energia pulsante ed intime emozioni.meg.colapesce-30 Entrambi i protagonisti della serata, oltre la voce ci mettono le mani, entrambi ci mettono il suono oltre che la voce, Meg con gli amati giocattoli della mela di cupertino e vari altri effetti elettronici, e Colapesce si alterna tra chitarra e percussioni. Il risultato sorprendente,il pubblico coinvolto che canta e ascolta, come ipnotizzati. Due diversi repertori, lontani, due facce diverse, un unica grande emozione.

Se volete un assaggio di ciò che è la “simbiosi” sintonizzatevi su Continua a leggere “Meg e Colapesce – Bipolare Tour: live report e foto di una simbiosi incredibile”

U2 "10 reasons to exist", Bono: "Non ci interessa se ci vorranno dieci anni"

u2-bonoDoccia fredda per i fans degli U2 e in generale per tutti quelli che aspettano il nuovo album della band irlandese. Le recenti dichiarazioni di Larry Mullen (il batterista degli U2 ndr), avevano infatti lasciato presagire come il disco potesse arrivare nei negozi già dal mese di settembre. Così non è. A frenare gli entusiasmi è l’autorevole parere di Bono Vox che al Sun ha dichiarato: “Siamo pazzi di gioia per il ritorno, non vediamo l’ora di finire il nuovo disco. Però non ci interessa se ci vorranno altri dieci anni” non solo: “Non ci interessa nemmeno se addirittura non dovesse mai accadere: l’unica cosa che ci interessa è fare le cose nel modo giusto”.
Insomma alla luce di quanto dichiarato da Bono pare difficile che il disco possa veder la luce entro la prossima estate. Sembra invece trovare conferme, anche se parziali, la voce che vorrebbe l’album intitolato : “10 reasons to exist“. “Noi abbiamo già cominciato a chiamarlo così” dice Bono, anche se poi aggiunge: “però abbiamo almeno altre sei opzioni che riteniamo ancora valide”.

Noel Gallagher intervista Mario Balotelli

In attesa della sua prossima esibizione italiana, in programma il prossimo 14 Marzo@La Salumeria della Musica di Milano, Noel Gallagher non ha certo bisogno di ingannare il tempo. Nonostante però i mille impegni che caratterizzano la vita della rock star, Noel non ha certo potuto lasciarsi sfuggire l’occasione d’intervistare per la BBC l’attaccante del “suo” Manchester City: Mario Balotelli.
Per Noel Mario è un autentico idolo: “Non appartiene a noi, è di un altro pianeta – ha detto – Io lo amo” aveva dichiarato Noel in una precedente intervista. SuperMario al cospetto della rockstar si è mostrato rilassato. I due assieme hanno dato vita ad una simpatica intervista, in cui Balotelli ha risposto alle domante dell’intervistatore Noel, in merito al suo rapporto con la stampa ed al suo rapporto con Roberto Mancini.
“Qui in Inghilterra sono felice, ma se non ci fosse stato Mancini non sarei mai venuto qui. Ora sto bene e sono contento. Io sono una persona che ama molto la privacy e non mi piace che la gente parli delle mie cose e della mia vita. Io sono molto riservato, qualcuno può pensare che io sia arrogante o qualcosa del genere, ma io sono fatto così. Non mi interessa sapere cosa pensano, possono dire quello che vogliono”. Parole che sarebberto tranquillamente potute uscire anche dalla bocca di Noel Gallagher. Effettivamente a giudicare da queste dichiarazioni risulta evidente l’affinità quasi totale fra i due: ” io voglio solo camminare in città come un ragazzo normale, andare al pub, ci vado, ma non per bere“.Ecco appunto, quasi totale…

Bjork presenta il nuovo album: "Biophila"

Il suo nuovo album “Biophilia” uscirà il prossimo 26 settembre. Stiamo parlando di Bjork. L’artista islandese ha presentato il suo nuovo album al quotidiano inglese “The Guardian”. Incalzata dal cronista, la cantante ha dovuto riconoscere come di base “Biophilia” sia un disco pop, anche se:”Preferirei chiamarlo di musica folk, musica folk d’oggigiorno. Non sono mai stata una grande fan di Warhol e di tutta quella storia del pop. L’ho sempre sentita come un po’ superficiale. Preferisco il folk. La gente. Gli umani”ha dichiarato Bjork.La quale parlando poi del nuovo brano “Thunderbolt” presentato a Manchester ha detto: “Il mio scopo principale è quello di non annoiare troppo me stessa. Sento che, se sono curiosa o elettrizzata, allora è molto più probabile che anche l’ascoltatore sia curioso o elettrizzato. Alla fine quello che conta è più la sensazione dell’avventura che i dettagli dell’avventura. Quindi in breve: qualsiasi cosa ti faccia eccitare”.