Ordem: The Quiet Riot – la recensione

20130120123754ORDEM, la band nata nel 1998 presenta il primo full-length album: The Quiet Riot. Noi de lamusicarock.com lo abbiamo ascoltato, aggrappandoci ad ogni singola parola e ad ogni singolo brano, come loro stessi vogliono che l’ascoltatore faccia. Gli Ordem sono: Dario Floro (chitarre, backing vocal nonché membro fondatore), i fratelli Luca Garrone (chitarre, backing vocal) e Matteo Garrone (basso), Gian Marco Rebaudengo (batteria e percussioni) e alla voce di Dario Scalese. L’album è prodotto da Massimo Visentin, storico collaboratore di Paolo Conte, e contiene 13 canzoni. I testi sono tutti scritti e cantati in inglese, e offrono racconti d’amore, esperienze e sbagli di vita, ma soprattutto Continua a leggere “Ordem: The Quiet Riot – la recensione”

Fan Report: Mumford and Sons Live @ Alcatraz Milano 14/3/2013

mumford_and_sons-3Ancora una volta lamusicarock.com lascia spazio alla voce dei fan che vivono i live   tra code, attese, lì giù dal palco, tra sudore, lacrime e sorrisi. Ecco a voi la recensione di Anthea, che aveva uno degli ambiti biglietti del live sold out dei Mumford and Sons @ Alcatraz Milano 14/3/2013.

La prima cosa che stupisce, una volta arrivati davanti all’Alcatraz di Milano, non è finalmente trovare un bel tempo dopo 2 giornate uggiose e piovose, ma l’enorme coda che avvolge il locale. Sono le 18.00 del pomeriggio e la fiumana di gente accorsa per assistere al concerto dei Mumford And Sons è in coda ordinata, nessuno spinge per superare, nessuno urla, anzi, tutti chiacchierano con tutti con fare affabile, come se si conoscessero già da anni. Il clima pare già molto bello all’inizio, la band può essere la migliore del mondo, ma è soprattutto il pubblico che rende speciale il concerto con la sua presenza ed il suo calore. “Come hai fatto ad avere il biglietto?”, chiede qualcuno, “sono andati sold out in 4 ore!”  E’ una domanda che mi ha fatto riflettere: cosa piace così tanto dei Mumford da creare sold out così immediati in tutte e 3 le date italiane, e in tutto il mondo? Non posso ancora rispondermi, per me questa sera sarà la prova del nove, dopo essermi persa Verona, lo scorso 2 luglio 2012, e vivendo di racconti entusiasti di varie amiche che non fanno altro che aumentare le aspettative. Finalmente le porte aprono e la gente lentamente fa breccia dentro l’Alcatraz. Due gli artisti in apertura: Jesse Quin e il duo femminile delle Deap Vally.  Jesse è un solista munito di chitarra acustica e canzoni che sarebbero perfette come sottofondo di una puntata di O.C, accolto bene dal pubblico stupisce a metà performance chiamando sul palco tutti i Mumford che Continua a leggere “Fan Report: Mumford and Sons Live @ Alcatraz Milano 14/3/2013”

Lilies On Mars feat. Franco Battiato: Dot To Dot – la recensione

liliesonmarsEsce il 25 marzo Dot To Dot (Long Song Records/Audioglobe), terzo album di Lisa Masia e Marina Cristofalo, ovvero le Lilies On Mars. Il duo dreampop ha annunciato l’uscita di questo ultimo lavoro con il videoclip del primo singolo estratto Oceanic Landscape. Brano realizzato con la partecipazione di Franco Battiato. Le due marziane si presentano in una nuova forma sonora, una forma più intima. Con un suono che descrive la necessità di sognare, di dar sfogo all’immaginazione. Un inversione di marcia dai precedenti lavori, dando vita a calde visioni, donando la capacità all’ascoltatore di lasciare il proprio corpo tra chitarre sognati, voci ipnotiche e suoni psichedelici, in una sospensione temporale che si apre alle porte del sogno. Un sogno, che Continua a leggere “Lilies On Mars feat. Franco Battiato: Dot To Dot – la recensione”

"1991" la guerra dei Bad Black Sheep

1991” è l’album d’esordio dei Bad Black Sheep. Il disco, anticipato nel maggio del 2012 dall’omonimo singolo, ha visto la luce lo scorso 9 marzo. Dodici tracce piene di ciò che sono i Bad Black Sheep, tre ragazzi nati poco più di venti anni fa che attraverso il rock hanno deciso di cantare le disillusioni del loro tempo. Sì perché per Filippo Altafini (chitarra e voce), Teodorico Carfagnini (basso e cori) e Emanuele Haerens (batteria e cori) il “1991” è, se possibile, qualcosa di più del titolo del loro disco d’esordio.

black sheep 1991

1991” è innanzitutto l’anno di nascita di tutti e tre i Bad Black Sheep. “1991” è l’anno in cui le televisioni mondiali hanno per la prima volta trasmesso in diretta la guerra del Golfo. “1991” è l’anno in cui in America cominciava a diffondersi quel sentimento di disillusione urlata in musica, che passerà alla storia come “grunge”.  Un sound le cui contaminazioni si riflettono eccome nell’opera prima dei Bad Black Sheep. Tre elementi chiave che si rincorrono e intrecciano per tutto il disco, fondamentali per comprenderne a pieno il significato. Temi che Filippo Altafini racconta con una vocalità capace di mostrare una maturità sorprendente se riferita alla giovane età. Continua a leggere “"1991" la guerra dei Bad Black Sheep”

Suoniamo musica perchè ci piace! Mamasuya – la recensione

retromamasuyaI Mamasuya sono un trio originario di Gavi, in provincia di Torino. Questo trio è composto dal chitarrista Matteo Cerboncini, dal bassista Nicola Bruno, e dal batterista Stefano Resca. Come potrete notare, non ho fatto riferimento ad alcun cantante, perché infatti il loro album d’esordio, che porta il loro stesso nome è completamente strumentale. Sonorità jazz, mescolate sapientemente con rock classico, funk e blues, che nelle 10 tracce contenute nell’EP riescono a produrre un sound pieno e quasi frenetico, oltre che spontaneo, come ogni vera band jazz che si rispetti. Nella produzione di questo disco tutto è stato scelto nei minimi particolari e nulla è stato lasciato al caso, a partire dai musicisti che hanno collaborato in alcuni tracce, (Luca Dell’Anna al pianoforte e all’organo, Manuel Rodriguez al clavinet e Marco Scipione al sax) alla fotografia e al video di presentazione del singolo “Boogaloo Street” (che è anche la prima traccia dell’album) presente su YouTube. Personalmente ho trovato molto interessante il brano posizionato alla traccia numero 8 del disco, “My Irish Kangaroo”, decisamente più rockeggiante delle altre tracks, incalzante ed “aggressivo”. Un album di cui noi de LaMusicaRock.com vi consigliamo caldamente l’ascolto.

Andrea Bertocchi


TRACKLIST CD:

01 Boogaloo Street
02 Tommy & Jeff
03 Count Down Basie
04 Cattitude
05 Seattle Connection
06 Welcome to the Pits
07 Temporary Blues
08 My Irish Kangaroo
09 Seattle Confidential Blues
10 Mama

Sigur Rós: foto del live di Milano – 19 Febbraio 2013

20022013-DSC_3825Il quartetto di REYKJAVIK è tornato in Italia lo scorso Febbraio, dopo aver partecipato nell’estate 2012 al A perfect Day Festival. Un grandissimo successo per chi ha vissuto le tappe di Jesolo e Milano, e una seconda chance in arrivo per chi non ha acquistato il biglietto.. torneranno infatti nella prossima estate (26-28 Luglio Ferrara e Roma). I Sigur Rós, islandesi e connazionali di Bjork, dopo aver passato 4 anni lontano dai palchi tornano alla grande. Abituati a suonare in piccoli teatri, città abbandonate, parchi nazionali e luoghi desolati, li vediamo e sentiamo stretti e sacrificati, in ambienti come palazzetti e forum che gli offriamo per le tappe italiane. Nonostante questo lo spettacolo resta mistico e stupefacente. Qualsivoglia location diventa per loro, ambiente ideale per un palcoscenico ( per farvi un’idea, vi consigliamo di dare uno sguardo al documentario che hanno girato “Heima). Il live ad Assago di cui vi proponiamo gli scatti di Valentina, è stato strabiliante, con il solito pizzico di follia che li contraddistingue. I Sigur Ros sono l’eccellenza nel loro genere (che poi li ascolti, e cerchi ogni volta di capire, come poterli definire in “un genere”). Stranamente l’audio del Forum di Assago era impeccabile, nota stonata invece parte del pubblico. Un concerto di una tale importanza a Milano, ha visto tra i presenti anche chi dei Sigur Ros non sa molto. Sarà che più gente c’è più si alza la probabilità di trovare il famoso “idiota”, oppure, sarà che magari c’era gente che viveva il suo primo concerto dei Sigur Ròs e quindi incapaci di rispettare i loro tempi, le loro azioni, spesso incomprensibili, come i lunghi silenzi, o il loro particolare linguaggio completamente inventato da Jonsi Birgisson, che spazia tra islandese ed inglese, hopelandic! Sicuramente tra chi ha vissuto il live parterre e il restante pubblico c’era un abisso, giù i veri amanti, su tutti gli altri. La nostra Valentina era giù. Ecco i suoi scatti:

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Venerdì 26 Luglio Ferrara, Piazza Castello FERRARA SOTTO LE STELLE

Domenica 28 Luglio Roma, Ippodromo delle Capannelle ROCK IN ROMA

 

Nobraino live @ Circolo Agorà Milano: La recensione

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Dopo l’intervista di stamattina ecco la recensione dello splendido concerto dei “Nobraino” al Circolo Arci Agorà lo scorso Venerdi, 1 Marzo. Dopo aver parlato con Lorenzo Kruger a cena nel locale di Cusano Milanino le luci si spengono e comincia una grande serata. La scaletta è ottima. Raccoglie buona parte del nuovo disco ma non manca di vecchi indimenticati successi (l’ouverture è la bellissima “Ballata stocastica”) e brani inediti che Kruger e compagni amano portarsi dietro come vecchi amici di cui è difficile fare a meno. Un live dei Nobriano è un viaggio esagitato, un crescendo poetico e strepitoso che regala brividi, sudore ed energia. Non si risparmiano i quattro membri storici e il trombettista “aspirante Nobraino” (particolarmente in grazia stasera). Sanno dare completamente sé stessi e il risultato è bellissimo. Il palco sembra ad un tratto incapace di contenerli e infatti Kruger ne evade in tutti i modi possibili (scende addirittura a ballare assieme al pubblico).
Iniziano con dolcezza in bilico tra lo ska e il folk, crescono poi brano dopo brano per trasformarsi in un animale decisamente più rock
(notevole il lungo intermezzo strumentale che divide le due parti del concerto) e finiscono con una forza più lenta ma non meno decisa. Raccontano in due ore un universo di storie, prestando ai personaggi corpo e voce e anima. Si inventano un’immensa Boule-de-neige e la cosa va così. Quando si poggiano sul palco la magia è tanta e quando vanno via vorresti solo capovolgere la stanza e ricominciare da capo. Kruger splendido durante “Bunker”, pezzo che resterà nei cuori dei malati di “Massimo volume” e “Offlaga disco pax”. Andiamo a casa riflettendo su cosa saranno i Nobraino domani. Così, a intuito, nel futuro li aspetta il futuro. Per quello che sarà. Ma dalla bellezza del loro lavoro e dalla coerenza delle loro scelte sarà certamente qualcosa di lucente. Se li avete persi i “Nobraino” saranno il 15 marzo al Vox di Nonantola (Mo) e il 16 marzo al Velvet di Rimini. Non perdeteveli!

Pagina Fb: https://www.facebook.com/nobraino

Viva Lion!: la recensione di The Green Dot

viva_lionPrima di parlare del disco, un paio di precisazioni: Viva Lion! è lo pseudonimo del cantautore romano Daniele Cardinale, che dal 2009 vive tra Roma, Toronto e Los Angeles; il titolo “The Green Dot” invece, si riferisce al puntino verde della webcam del pc portatile quando è quest’ultima è accesa. L’album in questione è davvero singolare; tutte le canzoni presenti sono state scritte dall’artista per la sua ex ragazza californiana, per cercare di mantenere vivo un rapporto a distanza davvero complicato (separato da circa 7000 miglia). In ogni brano inoltre, l’autore si avvale della partecipazione di un altro artista (italiano o internazionale) per completare al meglio le sonorità musicali del brano. Citiamo alcuni che hanno partecipato: i Velvet, Roads Collide, Gipsy Rufina, Megan Pfefferkorn, Milk White e altri musicisti. Brani malinconici e nostalgici, come l’introduttiva “Even if”, seguiti da brani più rassicuranti, con sfumature folk e country come “Good Morning, Good Night”, passando alla totale rassegnazione di “The Thrill”, terzo brano del disco, di cui è stato anche girato il video, presente su YouTube. La malinconia torna anche nella quarta traccia, “Some Investments Are Recession Proof”, anche se con minore forza rispetto al brano precedente. Il disco si conclude con una cover, “Footloose” riarrangiamento del brano di Kenny Loggins, rivisto in chiave decisamente più elettronica.

Un EP notevole, che merita senz’altro un ascolto.


 

Andrea Bertocchi

TRACKLIST CD:

01 Even If
02 Good Morning, Good Night
03 TheThrill
04 Some Investments Are Recession Proof
05 Footloose

Gianni Resta: Discorocksupersexypowerfunky – la recensione

cover

È uscito il 20 novembre 2012 il nuovo disco di Gianni Resta, “Discorocksupersexypowerfunky. Incontro il cantautore milanese in Porta Genova. Ci regaliamo una colazione mentre su Milano scende ancora la neve. Una volta seduti mi passa il disco. Dalla copertina e dal booklet il concetto sembra già piuttosto chiaro. “Discorocksupersexypowerfunky” è un disco bianco. “Discorocksupersexypowerfunky” è un disco nero. Esiste un grande contrasto nell’album, un contrasto forte, rintracciabile poi altrettanto chiaramente nell’ascolto. Un contrasto che non è conflitto bensì affascinante dialogo tra i diversi elementi. Tutto infatti spinge all’incontro. Un incontro semplice, ironico e intenso di voci, suoni, idee, parole e personalità. Il primo pezzo che presta il nome all’intero album è l’ouverture necessaria ad un’opera differente, un’opera che sa fare della propria diversità il suo punto di forza più grande. Inizia così con un sound inusuale per il nostro panorama, con un funk redivivo e labirintico “che è una cosa che non te l’aspetti” il nuovo lavoro di Gianni Resta, classe 1974, già molto apprezzato nel 2004 per il suo disco d’esordio “Vinco e torno”. Poi anni di silenzio, anni di riflessione, anni necessari a produrre qualcosa che gli somigliasse di più (così racconta Resta di sé stesso mentre mangiamo Continua a leggere “Gianni Resta: Discorocksupersexypowerfunky – la recensione”

Pending Lips Festival 2013: 1° serata passano: We Are Waves, JJ LaMorve, La Sindrome della Morte Improvvisa

pending lipsLunedi 25 Febbraio, prima serata del Festival Pending Lips al Maglio di Sesto S.G. Sei band in gara, una “salvata” dalla giuria tecnica di cui facciamo parte, e due dal pubblico. We Are Waves (voto giuria tecnica) JJ LaMorve // La Sindrome della Morte Improvvisa (giuria popolare).

LUISENZALTRO 1 basso, 1 chitarra + voce, 1 sintetizzatore, e a sorpresa un sax. Melodie psichelediche, a tratti confuse. Luisenzaltro? in realtà “altro” c’è. Consigliamo l’ascolto agli amanti del genere Bluvertigo.

DIVERS ON THE MOON 4 giovanissimi subaquei sulla luna. Ci conquistano. Li ascoltiamo attentamente e li osseriviamo uno ad uno aiutati dall’assenza della voce. Band solo stumentale in cui il cantante è davvero un “accessorio” superfluo. Cultura musicale invidiabile, cresceranno bene. Adolescenti di oggi prendete esempio.

WE ARE WAVES (votati dalla giuria tecnica) alternative rock, qualità certificata, arrivano da Torino. Obiettivamente sono Continua a leggere “Pending Lips Festival 2013: 1° serata passano: We Are Waves, JJ LaMorve, La Sindrome della Morte Improvvisa”