Nadar Solo: il nuovo disco "Diversamente, come?" – la recensione

NadarSoloEsce il 29 Gennaio per Massive Arts/Self il nuovo disco dei Nadar Solo, “Diversamente, come?”. La band si era già fatta apprezzare da pubblico e critica per il suo primo lavoro “Un piano per fuggire” del 2010, a seguito del quale i tre ragazzi torinesi avevano avuto modo di intraprendere un corposo tour e di aprire durante il 2012 i concerti di Bugo, The Niro, Pan del Diavolo, Perturbazione e Amor Fou, oltre a figurare tra le 5 band di supporto ufficiali del tour 2012 del Teatro degli orrori. Escono oggi con un concept album nato senza accordi. Uno spazio altro dominato da un fil rouge silente e prodotto da un’urgenza condivisa, da un bisogno naturale di raccontare storie simili. “Diversamente, come?” è un diario di amori falliti per incapacità, di vite in stand by ammalate di impotenza. Un taccuino di pensieri riportato attraverso gli occhi di anime perdute in un paese devastato emotivamente e psicologicamente. Una lista della spesa sporca e disordinata scritta con la bocca impastata, quando ci si risveglia il “giorno dopo e la testa ronza ancora”. La traccia 3 “Il vento” è stata scritta assieme a Pierpaolo Capovilla (voce del Teatro degli orrori) ed è il primo singolo estratto dal disco. Molto interessanti e profondi i testi (uno su tutti quello della traccia 8 “Perso”, brano creato con la collaborazione a testo e arrangiamenti di Gigi Giancursi e accompagnato dal violoncello di Elena Diana, entrambi membri dei Perturbazione) e il sound che, pur non sfuggendo alla poco originale moda indie, trova in questo trio nuovo slancio e nuova vitalità. Non saranno orecchiabili come certi Zen Circus e nemmeno taglienti come certi Verdena o Luci della centrale elettrica ma hanno una grande capacità di sorprendere (specie in brani come “La ballata del giorno dopo” o “Non conto gli anni”). Possiedono una singolare capacità di raccontare e un “fiero cipiglio” che non ha niente di arrogante ma è solo manifestazione di una grande personalità e di una splendida profondità, di un tratto tra musica e parole che somiglia ad un triste sorriso in cammino verso l’orizzonte. Da ascoltare, in attesa curiosa di una serata live.

I Nadar Solo sono: Matteo De Simone (voce, basso), Federico Puttilli (chitarra, cori), Alessio Sanfilippo (batteria, cori).

Info: http://www.facebook.com/nadarpress/info

Che succede a Elisa? da Morricone a Fabri Fibra: Dagli sbagli si impara

Dagli sbagli si impara, è una nuova canzone di Fabri Fibra, feat Elisa Toffoli. L’inedito tratto dall’album Guerra e Pace, disponibile dal 5 febbraio 2013, ci è capitato tra le mani per caso. Cosa ci fa ora Elisa con Fabri Fibra? Abbiamo appena finito di ascoltarla, adorandola, sulle note di Ancora Qui. Elisa e Ennio Morricone per la colonna sonora di Django. Ora la riscopriamo in un featuring con il più famoso, meritevole?, rapper italiano, Fabri Fibra. Restiamo incerti, giusto un po’ spaesati, ascoltiamo il brano di seguito e continuiamo a chiederci, perchè? Elisa, perchè?

Fabri Fibra – Dagli sbagli si impara feat. Elisa ( guerra e pace )

Sound & Comfort Winter Festival: Quando la città fa buona musica (di martedì)

IMG_0125Al Sound&Comfort Winter Festival, in rassegna lo scorso 29 gennaio al Teatro Martinitt (zona Lambrate), noi ci siamo arrivati da intrepidi (e trafelati) viaggiatori della notte metropolitana, già assordati dal traffico e dai fumi dell’inverno milanese, e ardentemente in attesa di buttarci alle spalle clacson e imprecazioni varie. Al calduccio, coccolati dalle poltroncine rosse, con un professionale colpetto di tosse ci siamo preparati all’ascolto di Alessandro Grazian, venuto con la sua band  a presentare  “Armi”, ultimo lavoro uscito nell’ottobre del 2012, e Umberto Maria Giardini (ex Moltheni), pure lui al rientro sulla scena, dopo quasi tre anni, con “La dieta dell’imperatrice”.

Quando Grazian sale sul palco, capiamo da subito che ci siamo incamminati su sonorità lontane dallo stile tendenzialmente cantautoriale al quale molte delle precedenti sue apparizioni ci avevano abituati. E’ il rock’n’roll bellezza, nella forma di un graffiante ed elettrico noise, che ricorda vagamente i Motorpsycho, puntellato di ballate evocative (Se tocca a te), e di temi ripetuti come mantra ossessivi (Non devi essere poetico mai). Il lavoro di Grazian è ben interpretato dagli ottimi musicisti che ne hanno condiviso la serata, Giovanni Calella al basso elettrico e Alessio Russo alla batteria, che poi a concerto finito ci lasciano intendere che peccato c’è stato poco tempo, durante il soundcheck, per creare un insieme strumentale ancora più pieno di così.

Ma si sa, succede quando sul palco ci si alterna in due, e la performance di Umberto Maria Giardini, benché pure venata dal sacro fuoco degli anni settanta (soprattutto per batteria e organo hammond), assume più i contorni di una ricerca che ha l’intento preciso di generare visioni, con sonorità spesso rarefatte e lente, senza però per questo uscire dai canoni del tipico modello del rock inglese.

Il risultato complessivo è che accendiamo l’ultima sigaretta prima di andar via con quasi tre ore di buona musica nelle orecchie, in un pigro e poco nottambulo martedì. Insomma… lode alla metropoli (e al Martinitt), quando offre buona musica di martedì! E passino (con moderazione) pure i clacson.

Margherita D’Andrea

Arm on Stage: nuovo disco su Musicraiser

Arm on stage

Gli Arm on Stage tornano dopo “Sunglasses under all stars” con un nuovo progetto: una raccolta fondi attraverso il noto portale “Musicraiser” per dare vita al loro nuovo disco. Per chi non li conoscesse gli Arm on Stage sono Folco Orselli, Stefano Piro, Alessandro Sicardi, Alessio Russo e Lorenzo Corti. Il nuovo disco vedrà la produzione artistica di Paolo Benvegnù con l’aiuto di Michele Pazzaglia. Il gruppo si era già fatto apprezzare dal pubblico per il suo eccezionale sound psichedelico e già dall’anteprima il nuovo lavoro promette tantissimo. Cercateli. Ascoltateli. Sosteneteli. Ne vale davvero la pena.


http://www.facebook.com/events/406351379452798/?fref=ts

www.facebook.com/pages/OFFICIAL-ARM-ON-STAGE-Fan-club/120359511318915?fref

www.musicraiser.com/it/projects/510-arm-on-stage-nuovo-album

Modena City Ramblers “Niente di nuovo sul fronte occidentale”: racconti di sogni, di fallimenti e di riscatto

14-16-18-47-_D7W1548Niente di Nuovo Sul Fronte Occidentale. Il nuovo album dei Modena City Ramblers, esce oggi 5 Febbraio per la Mescal/MC Records, noi de lamusicarock.com lo abbiamo ascoltato e ve lo raccontiamo, in attesa di vederli di nuovo live. I MCR non li puoi ascoltare con l’attitudine del critico musicale che definisce similitudini di genere, e stabilisce quanto sono nuovi e armoniosi i suoni. I Modena City Ramblers ti raccontano storie che ti entrano nella pancia, e ti commuovono perché non sono ammiccanti, ma esprimono la passione di chi quelle storie se le sente dentro, e te le deve far conoscere. E allora succede che ascolti la voce di Davide Morandi detto “Dudu”, e lo percepisci che, sebbene calda e chiara, ha la stessa purezza di un flusso d’acqua. E lo senti cantare di via Gradoli e Capaci (“Nostra signora dei depistati, il tuo profumo sa di oblio del mio ricordo”), o del povero Barot, contadino piemontese che non vuole andare a combattere i briganti (“La guerra D’L Barot”), e l’effetto è come voltarsi indietro da adulti, e riacciuffare i pezzi perduti e dimenticati, come se lasciarli scorrere lontano significasse perdere tutte e due le gambe, e poggiare sul niente. Le 18 istantanee contenute in “Niente di nuovo sul fronte occidentale” esprimono Continua a leggere “Modena City Ramblers “Niente di nuovo sul fronte occidentale”: racconti di sogni, di fallimenti e di riscatto”

La Crepa: Violenza-Punk-HardCore dalla Brianza

la crepa punkA volte ritornano. “La Crepa” gruppo hardcore brianzolo nasce nel 2007 da un’idea di Nico (voce) e Teo (basso) sfornando nel 2008 (ai due si aggiungono da subito Miguel alla batteria e Doc alla chitarra) un demo di 6 pezzi niente male registrato nella sala prove “Brainstorming” di Vimercate. Poi più niente per tre anni. Un progetto abbandonato fino a quando, spinti dalla nostalgia (e forse dall’alcool, sicuramente dall’alcool), i quattro si sono ritrovati in un concerto che è stato una vera e propria “reunion”. Un nuovo esordio e un nuovo entusiasmo. Siamo nel 2012 e dopo essersi allargati con l’ingresso della seconda chitarra (Novac) la band registra 6 nuovi pezzi. Il sound è inconfondibile, figlio naturale del punk rock più duro nato tra i settanta e gli ottanta, anche la rabbia è decisamente la stessa e i testi ne sono dimostrazione esatta. Parole dure e vortici interessanti nei quali lasciarsi trascinare per un ascolto che non delude. Avranno forse bisogno di altre prove per affinare la loro identità e rendersi più riconoscibili ma il tocco c’è, ed è deciso. Regalano brani che trascinano e non mancano certo di spessore e carica. Da ascoltare tra i pezzi sicuramente la traccia 4 della nuova registrazione, “Libero”. Il nuovo lavoro assieme ad un estratto di 3 brani contenuti nel precedente demo verranno presentati in uno split con i “Nekropunta” l’8 febbraio all’Arci Blob di Arcore. Per gli amanti del genere un appuntamento da non perdere (tutte le info QUI)
Per info e ascolti: La Crepa

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Linea 77 "La speranza è una trappola tour 2013": scaletta

Lo scorso primo di febbraio, al Black out di Roma, è ufficialmente partito “La speranza è una trappola tour 2013″, la serie di concerti che porterà i Linea 77 in giro per l’Italia. La band presenterà al pubblico l’ultimo album “La speranza è una trappola”.

linea77_2012Queste le date del tour:

01 Febbraio, Roma – Black Out
02 Febbraio, Reggio Emilia – Tempo Rock
08 Febbraio, Torino – Hiroshima Mon Amour
09 Febbraio, Assago (Mi) – Mediolanum Forum
15 Febbraio, Bologna, TPO
16 Febbraio, Perugia – Urban
23 Febbraio, Caserta – Vidia
02 Marzo, Roncade (TV) – New Age
08 Marzo, Trieste – Etnoblog
09 Marzo, Colle Val d’Elsa (SI) – Sonar
15 Marzo, Bellinzona – Garage Music
16 Marzo, Brescia – Latte +

I biglietti sono disponibili presso i circuiti autorizzati, all’abborbabile cifra di 11.50 euro. Per chi volesse assistere allo show, questa la scaletta preparata dai Linea 77:

Il Veleno
Sempre Meglio
Moka
La Speranza È Una Trappola
Avevate Ragione Voi
Evoluzione
Vertigine Continua a leggere “Linea 77 "La speranza è una trappola tour 2013": scaletta”

"Live Kom 2013" le sette fatiche di Vasco

vasco-rossi-tour-2011-LIVESaranno in tutto sette le tappe di “Live Kom 2013” il tour che segna il ritorno sulle scene di Vasco Rossi. Il Komandante ha infatti annunciato un’altra data allo Stadio Olimpico di Torino, per rispondere alla grande richiesta di biglietti da parte dei fans.

Queste le date di Live Kom 2013:

09 giugno, Torino – Stadio Olimpico
10 giugno, Torino – Stadio Olimpico
14 giugno, Torino – Stadio Olimpico
15 giugno, Torino – Stadio Olimpico Continua a leggere “"Live Kom 2013" le sette fatiche di Vasco”

Andrea Labanca & The Fisheye Band: "Perderesti tutto"

images (6)ANDREA LABANCA & THE FISHEYE BAND prossimi all’uscita di “Carrozzeria Lacan” per PRELUDIO RECORDS (produzione artistica di GIANLUCA DE RUBERTIS), rilasciano un anticipazione: “PERDERESTI TUTTO”,  “E’ una canzone in cui tutto/niente, vuoto/pieno giocano a scambiarsi le maglie”  sono le parole di Andrea Labanca per descrivere questo singolo. Un brano caratterizzato  dal iperrealismo surreale dei testi marchio di fabbrica di Labanca, e dalle sonorità trasversali dai suoni elettrici, dai riverberi “vintage”, dalla contaminazione contaminazione che solo la FISHEYE BAND è capace di creare con il suo gruppo di musicisti eclettici e trasversali.  Una storia che prima di essere racconto è, soprattutto, attualità e denuncia: nel rapporto padri e figli, nel mito della ricchezza ostentata e della droga che ne accompagna i fasti e nel potere che tutto si permette fino a negare, in modo nauseante, qualsiasi attimo di dignitoso riscatto per “perdere tutto” in un’ora di ricattabile perversione.
Non metafora moralistica, ma verità accaduta e, attenzione: “accadibile” (“… ma se tutto ha senso nulla ha più senso …”).

Di seguito il video di “PERDERESTI TUTTO”
Sanfabe

Alì: La rivoluzione di un “rifugiato” in un Monolocale

images (5)La rivoluzione nel Monolocale. Non siamo di fronte allo slogan di un gruppo extraparlamentare o di una agenzia immobiliare. Siamo di fronte al primo lavoro di Alì, che non è nemmeno il pugile, ma bensì un siciliano dal nome Stefano. Cantautore, nato a Catania e cresciuto a Siracusa, da qualche anno “rifugiato” in un monolocale a Belvedere. Cantautore che la nostra epoca fatta di spread colloqui andati a male, curricula sempre più lunghi e aspettative sempre più corte ha formato. Ed è di questo che nei nove brani de “La rivoluzione nel Monolocale” Alì racconta  (La vigna Dischi; prodotto da  Lorenzo Urciullo meglio conosciuto come Colapesce, Albanopower). ali_coverAttraverso la sua dimensione casalinga, ad esperienza di vita amori e lavori precari, attraverso vicissitudini visioni quotidiane ci rilascia un folk rock piacevole, in cui voce e chitarra predominano su tutto e in tutti i brani. Una chitarra che sfiora la Malinconia in “Racconti di viaggio”, che da carica in Cash. Musica è parole che fanno pensare, in cui ci si può specchiare. Un album decisamente fatto Continua a leggere “Alì: La rivoluzione di un “rifugiato” in un Monolocale”