Tutta la follia dei Jaspers: Mondocomio – la recensione

531475_10200706720099231_4667481_nNon è assolutamente facile definire il genere suonato dai Jaspers. Potremmo dire che il loro genere è fondamentalmente pop, con spunti elettronici. Oppure potremmo anche affermare che fanno hard rock con influenze reggae. Ma non ci sbaglieremmo neppure se dicessimo che fanno tutti i generi appena elencati, fusi assieme. Perché in effetti è così, dato che nelle 9 tracce di Mondocomio, il loro disco di esordio, i Jaspers mescolano tutti questi generi. E il risultato è qualcosa di davvero folle, decisamente a tema con lo stile adottato dalla band. Non per questo però dovete pensare che il risultato sia negativo. Anzi, tecnicamente parlando, il disco è notevole, e vi dico questa cosa per due semplici motivi: sia perché ci vuole una certa tecnica per riuscire a fondere tanti stili diversi, sia perché il risultato ottenuto dalla band milanese è decisamente orecchiabile e coinvolgente. La follia è ovviamente il tema principale che accompagna tutto l’album; follia che potrete ascoltare dal vivo stasera al Goganga, in via Cadolini 39. Noi de LaMusicaRock ci saremo, e voi?

Andrea Bertocchi

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Mirrors: We, The Modern Age! – la recensione

mirrorsFRONTMirrors è l’album d’esordio dei “We, The Modern Age!”, band varesina formatasi nel 2009; Il loro genere è un misto tra il brit-rock/pop e il rock americano. Alcuni brani, come PLS o Standing On The Shore Of Nowhere ricordano molto lo stile degli Oasis, mentre in altri, come ad esempio Golden Years o Brooke Stevens notiamo una certa somiglianza con gli Strokes e il cantato “alla Julian Casablancas”. Non mancano nel disco anche canzoni più “ruvide”, come Gotta Love You More, o decisamente più tendenti alla ballata old-school, come la traccia conclusiva Ride. Quello che ci sentiamo di dirvi dopo aver ascoltato le dieci tracce dell’ep è che ci troviamo decisamente di fronte ad un bel disco, interessante e piacevole da ascoltare. Inoltre c’è anche da dire che avremo modo di ascoltarli dal vivo molto presto, ovvero lunedì 25 marzo alla terza serata del Pending Lips Festival, presso il locale Il Maglio, accanto al Carroponte. Il mio consiglio è quello di presenziare, poi ovviamente fate voi…

Andrea Bertocchi

TRACKLIST CD:

01 Intro

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Suoniamo musica perchè ci piace! Mamasuya – la recensione

retromamasuyaI Mamasuya sono un trio originario di Gavi, in provincia di Torino. Questo trio è composto dal chitarrista Matteo Cerboncini, dal bassista Nicola Bruno, e dal batterista Stefano Resca. Come potrete notare, non ho fatto riferimento ad alcun cantante, perché infatti il loro album d’esordio, che porta il loro stesso nome è completamente strumentale. Sonorità jazz, mescolate sapientemente con rock classico, funk e blues, che nelle 10 tracce contenute nell’EP riescono a produrre un sound pieno e quasi frenetico, oltre che spontaneo, come ogni vera band jazz che si rispetti. Nella produzione di questo disco tutto è stato scelto nei minimi particolari e nulla è stato lasciato al caso, a partire dai musicisti che hanno collaborato in alcuni tracce, (Luca Dell’Anna al pianoforte e all’organo, Manuel Rodriguez al clavinet e Marco Scipione al sax) alla fotografia e al video di presentazione del singolo “Boogaloo Street” (che è anche la prima traccia dell’album) presente su YouTube. Personalmente ho trovato molto interessante il brano posizionato alla traccia numero 8 del disco, “My Irish Kangaroo”, decisamente più rockeggiante delle altre tracks, incalzante ed “aggressivo”. Un album di cui noi de LaMusicaRock.com vi consigliamo caldamente l’ascolto.

Andrea Bertocchi


TRACKLIST CD:

01 Boogaloo Street
02 Tommy & Jeff
03 Count Down Basie
04 Cattitude
05 Seattle Connection
06 Welcome to the Pits
07 Temporary Blues
08 My Irish Kangaroo
09 Seattle Confidential Blues
10 Mama

Viva Lion!: la recensione di The Green Dot

viva_lionPrima di parlare del disco, un paio di precisazioni: Viva Lion! è lo pseudonimo del cantautore romano Daniele Cardinale, che dal 2009 vive tra Roma, Toronto e Los Angeles; il titolo “The Green Dot” invece, si riferisce al puntino verde della webcam del pc portatile quando è quest’ultima è accesa. L’album in questione è davvero singolare; tutte le canzoni presenti sono state scritte dall’artista per la sua ex ragazza californiana, per cercare di mantenere vivo un rapporto a distanza davvero complicato (separato da circa 7000 miglia). In ogni brano inoltre, l’autore si avvale della partecipazione di un altro artista (italiano o internazionale) per completare al meglio le sonorità musicali del brano. Citiamo alcuni che hanno partecipato: i Velvet, Roads Collide, Gipsy Rufina, Megan Pfefferkorn, Milk White e altri musicisti. Brani malinconici e nostalgici, come l’introduttiva “Even if”, seguiti da brani più rassicuranti, con sfumature folk e country come “Good Morning, Good Night”, passando alla totale rassegnazione di “The Thrill”, terzo brano del disco, di cui è stato anche girato il video, presente su YouTube. La malinconia torna anche nella quarta traccia, “Some Investments Are Recession Proof”, anche se con minore forza rispetto al brano precedente. Il disco si conclude con una cover, “Footloose” riarrangiamento del brano di Kenny Loggins, rivisto in chiave decisamente più elettronica.

Un EP notevole, che merita senz’altro un ascolto.


 

Andrea Bertocchi

TRACKLIST CD:

01 Even If
02 Good Morning, Good Night
03 TheThrill
04 Some Investments Are Recession Proof
05 Footloose

L’Officina Della Camomilla: Senontipiacefalostesso Uno – foto & recensione

officinaAvevamo parlato di loro nella serata organizzata da WhenMusicAttacks al Club56 e siamo andati a vederli alla data milanese del loro Tour al Rocket (foto QUI). Il loro disco uscirà il 5 febbraio ma noi de LaMusicaRock siamo riusciti ad ascoltarlo in anteprima (l’immagine è della copertina). Stiamo parlando dell’Officina della Camomilla, una delle band più controverse del panorama indipendente italiano. Il loro è un genere abbastanza indefinibile; potremmo definirlo un pop rock atipico, con testi cinici, surreali ed allucinati, accompagnato da musiche spensierate, in bilico tra poesia e follia. Dalla prima data assoluta nel 2009 al Lato B a Milano ad oggi, l’Officina della Camomilla ha avuto molteplici cambi nella formazione; Il nucleo principale attualmente ruota attorno ai due membri fondatori rimasti, ovvero Francesco De Leo e Claudio Tarantino, affiancati dalle “nuove leve” Marco Amadio, Ilaria Baia Curioni e Anna Viganò. Tutti questi cambi avvenuti nel tempo, hanno giovato particolarmente alla band, rendendola più matura musicalmente ed artisticamente. Dopo un paio di EP autoprodotti e pubblicati viralmente su Youtube, la band approda alla Garrincha Dischi, e l’album in questione, è il primo album ufficiale della band. Devo dire che il titolo è particolarmente affine alla personalità della band ed inoltre, come lascia intuire quell’uno posto alla fine del titolo, uscirà anche un “Senontipiacefalostesso Due”, ma per ora non ci sono ancora date precise sull’uscita. Il primo singolo estratto dal disco è Continua a leggere “L’Officina Della Camomilla: Senontipiacefalostesso Uno – foto & recensione”

Lactis Fever: la recensione

Lactis FeverA due anni di distanza dal primo disco “The season we met”, la formazione comasca torna con un nuovo album omonimo, Lactis Fever appunto. L’album contiene 9 tracce, tutte molto orecchiabili e decisamente easy-listening. Come sonorità, inoltre notiamo una certa “internazionalità” che pervade tutto il disco; si possono infatti notare in diverse tracce riferimenti melodici degni degli scozzesi Glasvegas o degli americani The Killers. Rispetto all’album precedente, il suono è molto più curato, molto più tirato e nell’insieme non si perde mai il “filo del discorso”. Una canzone tira l’altra insomma. Nei circa 30 minuti complessivi di durata del disco, avrete l’opportunità di ascoltare un album piacevolissimo, leggero e melodico. Molto carina anche la cover, che rappresenta un cerchio divisi in 9 spicchi irregolari (come le canzoni presenti nell’album, N.d.R.) che stanno a significare che per la band il pop è da considerare come una filosofia di vita, ed è composta da parti composte, che possono essere spigolose e asimmetriche. Il primo singolo estratto dal disco è “The Sun is shining”, il cui videoclip (disponibile su Youtube) è stato diretto da Marcello Perego.

Andrea Bertocchi

TRACKLIST CD:

01 The Worst Thing You Ever Done
02 The Sun Is Shining
03 Shadows
04 Ela
05 Oh Lord
06 So High
07 To Be Loved
08 Lesson: To Be Quiet
09 Tomorrow

Twister: The Band That Ties You Up In Knots – la recensione

W203Punk Rock old-school senza troppe pretese mixato all’hardcore melodico. Basta questo a descrivere brevemente  “The Band That Ties You Up In Knots” dei Twister. Non possiamo certo dire che la band romana, nonostante questo sia il loro primo EP, sia alle prime esperienze con il panorama musicale. Infatti tutti i membri provengono da altre esperienze punk-hardcore in band come Think About, Remove, TestText, Meglio Gruppo e i The Coffeens. Insomma, quella che un tempo veniva definita “la scena romana hardcore”. L’EP in questione, totalmente autoprodotto, contiene 6 tracce, tutte molto veloci ed adrenaliniche, decisamente influenzate dal punk rock californiano anni’90 e da quello newyorkese anni’80. Nessuna ricerca di sound all’avanguardia e tracce che raramente superano i 2 minuti e mezzo; sembrano quasi voler ricordare band come i Ramones, che avevano fatto della velocità uno dei loro punti di forza, tanto da essere soprannominati, dai media e dai fans, i “Fast Four”. Il primo singolo scelto per la promozione è St.Paul Party, di cui è anche stato girato un video,(lo trovate di seguito), prodotto da Officine Sonore. In conclusione, si tratta di un album divertente e movimentato, che sicuramente piacerà molto ai fans del genere in questione.

Andrea Bertocchi

Potete vedere i Twister live il 23 febbraio con The Leeches (trovate la loro recensione QUI) e Dear Dust al Muzak in via di monte testaccio a Roma, DOVE? QUI.

Visitate la loro pagina fb: Twister Rock

 TRACKLIST CD:

01 Liver
02 Goats
03 Bean
04 St.Paul Party
05 Mexico
06 Best Rocker

St.Paul Party