I VANZ migliorano ancora: "AVENGE THE SURFERS"

Sono tornati i Vanz con “Avenge The Surfers” confermandosi e migliorandosi rispetto ai lavori precedenti. Sicuramente sono forti, spontanei, tutt’ora motivati; hanno tutte le carte in regola per competere con i gruppi punk rock a livello mondiale anche; la batteria gira bene e non ha paura di metterci  del suo, belli gli stacchi; le chitarre suonano in pieno stile punk rock, con quel tocco di freschezza portato dai suoni vintage e non troppo distorti e dalla tipologia di suonata, evitando i power-chords, almeno nelle strofe, tipici del genere. Tecnicamente anche le chitarre ci sono; quando devono osare, lo fanno alla grande, sempre all’interno di quello che il genere detta. Il basso segue bene i ritmi tracciati dalla batteria, e anch’esso non sfora mai dalle sonorità dei college californiani. La voce ha timbro normale, ma dà un senso di intraprendenza, di gioia, di spensieratezza; le melodie risultano belle ma semplici.

Il disco inizia, e fino alla traccia numero sette “I’m A Light” è un manifesto al genere sopracitato; dopodiché avviene una qualche sorta di cambiamento; nella seconda parte del disco, si riconosce una maturità più raggiunta, se non altro per la ricerca di evolvere dallo stile classico; la traccia numero otto “Remembering” e la numero undici “Party Crasher” ne sono un esempio; evolvono fino a trovare riflessi grunge come nella traccia di chiusura, che dà il nome all’album “Avenge The Surfers”, ascoltare la strofa per farsi un idea.

Si riconosce l’ottimo lavoro in studio, l’impegno messo nella creazione dei singoli pezzi, con i vari stop, controtempi, ritmi quasi sempre specifici per ogni brano, riff anche articolati, ricerca di sonorità particolari. Le idee di certo non mancano e la voglia di fare neppure, il problema è che sono totalmente vincolate all’icona del punk rock e delle suo leggi non scritte. Quello che ne esce è un genere ben definito, in tutte le tracce; tutte tranne una, la prima: “Intro – Leavin From FCO To DPS”. Sarà incredibile, ma per sonorità, per lo sfondo che si sente, per il tentativo, ben riuscito, di essere originali, la traccia più interessante dell’album è proprio questa.

Piccolo appunto, non si capisce come in un posto che ha dato i natali ai Doors, ad esempio,ed ha  contribuito alla loro psichedelia innovativa, abbia potuto far proliferare per così tanto tempo, si parla già di più di un ventennio, il punk rock. Il primo punk, che era cento volte più originale e “nuovo”, è durato solo qualche anno, mentre questa pseudo vena, che da quello in qualche modo discende, è sulla cresta dell’onda da vent’anni almeno. Il genere può piacere o meno, anche se è semplice ed orecchiabile, ma per tutto questo tempo è rimasto uguale senza una minima evoluzione, e questo purtroppo al giorno d’oggi non è più ammissibile.

contatti: http://www.vanz.eu

 

Davide Pinchiroli

La potenza degli EMILY WITCH trova il primo sfogo in "PAINFULLY SOBER AGAIN"

Painfully Sober Again” è il primo Ep pubblicato dagli Emily Witch. Che forza, che aggressività, che rock questi Emily Witch. Il sound è quello dei primi Nirvana, del primo Manson a tratti, dei primi Pearl Jam che si fa più pesante in alcuni passaggi, sfiorando il suono dei Korn, e più dark in altri ricordando il periodo down dei Cure. Che bello tornare a sentire la potenza della disperazione che si fa musica, con le chitarre così aperte tipiche del grunge, che si sfogano anche con assoli veloci e insistenti.

L’Ep, registrato senza badare troppo alla perfezione, ma dando il cuore come tradizione vuole, è composto da cinque pezzi che si alternano tra alti e bassi, tra buone canzoni ben definite ed altre che si perdono e che non comunicano fino in fondo il messaggio. Non si trovano canzoni da singolo in questo Ep, come nel primo album dei Nirvana in cui fu difficile individuare un singolo da proporre al grande pubblico, cosa cambiata poi col secondo album. Anche nell’Ep degli Emily Witch è difficile individuare un probabile singolo; ciò non toglie che ci siano passaggi mozzafiato all’interno del disco; una canzone su tutte “Gerbera”, seconda traccia del disco, che suona per nove minuti, il che non è da tutti, partendo aggressiva in pieno stile grunge, con un ritornello dalla bella melodia, cantato da una voce graffiante, e che da metà canzone si trasforma creando un’atmosfera, prima silenziosa in cui il basso scandisce la melodia con cenni di chitarra, ma che poi cresce sempre più d’intensità con l’ingresso delle chitarre finali, rabbiose e struggenti, da brivido.

La prima traccia dell’Ep, “Klang” e la terza, “Demenza Senile” sono un po’ i manifesti dello stile degli Emily Witch. La prima, bella veloce, da live. La seconda, dal riff sofferto e cupo che accompagna tutta la canzone, su cui gli altri strumenti, voce compresa,  trovano sfogo. Degna di nota anche la “ballad” dell’Ep, la canzone di chiusura, “Elevator”, registrata bene, con buone idee sugli arrangiamenti, in cui spicca la bella voce del cantante. Un buon punto di partenza per gli Emily Witch, da evolvere sicuramente in un album completo, alzando magari il livello della registrazione e aprendosi un po’ verso un pubblico più ampio.

 

Contatti: http://www.myspace.com/emilywitchcz, http://www.facebook.com/Emily.Witch

 

Davide Pinchiroli

20 Febbraio 1967, buon compleanno Kurt

Kurt Donald Cobain, nasceva ad Aberdeen il 1967. Oggi avrebbe avuto 45 anni, se il 5 Aprile del 1994 non avesse deciso di togliersi la vita, stanco di ciò che la sua vita, la sua villa e i suoi milioni di dollari, rappresentavano per lui. Dei suoi 27 anni di vita, gli ultimi 4 sono consacrati alla storia della musica. “Smell like teen spirit” esce nel 1991, poco dopo arriva l’album “Nevermind”. Da quel momento il rock non sarebbe più stato lo stesso. Per molti un’autentica rivoluzione, per altri l’inno di una generazione “X”. A Kurt probabilmente non importava, e del resto nemmeno a noi. Buon compleanno.

Leggi il testo di Lithium:

I’m so happy ‘cause today
I’ve found my friends …
They’re in my head
I’m so ugly, but that’s okay, ‘cause so are you …
We’ve broken our mirrors
Sunday morning is everyday for all I care …
And I’m not scared
Light my candles, in a daze
‘Cause I’ve found god
Hey, hey hey (x6)

I’m so lonely but that’s okay, I shaved my head …
And I’m not sad
And just maybe I’m to blame for all I’ve heard …
But I’m not sure
I’m so excited, I can’t wait to meet you there …
But I don’t care
I’m so horny, but that’s okay …
My will is good
Hey, hey hey Continua a leggere “20 Febbraio 1967, buon compleanno Kurt”

Verdena live @ Bloom: ultima data del Wow Tour

Quanti articoli vi abbiamo già proposto sui Verdena nel 2011? Bè molti…a chiusura di questo anno abbiamo assegnato a “Razzi Arpia Inferno e Fiamme” il posto numero 5 nella top Ten da noi stilata. Dopo averli visti direttamente live al Carroponte lo scorso settembre, il trio bergamasco l’abbiamo rivisto in occasione dell’ultimo concerto per il 2011 al Bloom di Mezzago (sì, il Bloom dei Nirvana). I fratelli Ferrari, Alberto, Luca, Omid Jazi e la grandiosa Roberta Sammarelli hanno concluso un anno ricchissimo di concerti e soddisfazioni per l’uscita del disco WoW, a cui ha fatto seguito il Wow Tour di cui noi de lamusicarock.com ci siamo appassionati; ma non solo noi, a giudicare dalle innumerevoli date aggiunte, e svoltesi in questo anno (oltre 80). La scaletta è stata ricca e intensa, i Verdena non si sono risparmiati (fluido, sorriso in spiaggia, rossella roll over, miglioramento, starless, Il caos strisciante, badea blues, nuova luce, lui gareggia, canos, logorrea, don calisto, castelli per aria, Angie, razzi arpia, scegli me, le scarpe volanti, è solo lunedi, dentro sharon, luna, miami safari, attonito, loniTerp, Dai cazzo nucleare (isacco nucleare) feat I soliti idioti, encore: A Capello, Elefante, Sotto prescrizione del Dott. Huxley).
Dopo avervi proposte alcune foto dei concerti di Napoli, Bari, al Miami 2011, e al Flippaut Alternative, e Carroponte, eccovi le ultime foto, quelle dell’ultima data dell’anno. Special guest “I Soliti Idioti”, con cui i Verdena hanno suonato “Dai cazzo nucleare (isacco nucleare)”. Francesco Mandelli nei panni di Ruggero, con l’immancabile Gianluca (cazzo!) hanno approfittato dell’occasione, in quanto fan appassionati della band. Non c’è altro da dire, se non che abbiamo assistito ad un vero concerto rock, appassionato, vivo, nonostante la “piccola” location. Ma ricordiamo che il Bloom è un un centro multiculturale che dal lontano 1987 è punto di riferimento per la musica definita dai più “alternativa”; come citano nel proprio sito: “Nomi? Così a memoria: Nirvana, Morphine, Hepcat, Cop Shot Cop, Murphy’s Low, Fishbone, Sepultura, Afterhours, Jon Spencer, Green Day, Toasters, Slackers, Beast of Borboun, Casino Royale, Almamegretta, Modena City Ramblers, Oneida, Unsane, Africa Unite, Shandon, Kyuss, Punkreas, Good Fellas, Subsonica, Bluvertigo, Reggae National Tickets, Mau Mau, Bluebeaters, La Crus, Cristina Donà, Selecter, Davide Van De Sfros.. e tantissimi altri”.

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"Nevermind deluxe edition" un box per celebrare il ventennale

Per celebrare il ventennale dall’uscita di Nevermind, verrà pubblicata un’edizione deluxe del disco che ha letteralmente stravolto la storia della musica rock. “Prima si scrivevano canzoni rock da 6-7 minuti. Ai brani di Nevermind ne bastavano la metà. Appena finito di ascoltarlo ci siamo chiesti: perchè non possiamo farlo anche noi?” affermava Billy Corgan leader degli Smashing Pumpkins in un intervista dell’epoca.
L’edizione deluxe uscirà nei negozi il prossimo 19 Settembre. Oggi ne vengono anticipati alcuni dettagli. Si tratterà di un cofanetto contenente 4 cd e un dvd.Oltre alla versione originale (e rimasterizzata) del disco, saranno presenti anche b-side dal vivo, provini e la prima versione ufficiale mixata da Butch Vig agli Smart Studios (accreditato come co-produttore e tecnico del suono, nell’originale), alla quale fu preferita quella del già collaboratore degli Anthrax Andy Wallace. Non mancherà anche un’altra versione del disco, battezzata “Devonshire mixes”. All’interno del DVD si può invece trovare l’esibizione di Seattle del 1991, realizzata per la BBC. Infine i fortunati che riusciranno ad accaparrarsi almeno una delle 40.000 copie inizialmente in commercio, troveranno un booklet originale di 90 pagine contenente rari scatti e documenti dell’epoca.
Questa la track list completa di “Nevermind deluxe edition”:

CD 1

Original album:
‘Smells like teen spirit’
‘In bloom’
‘Come as you are’
‘Breed’
‘Lithium’
‘Polly’
‘Territorial pissings’
‘Drain you’
‘Lounge act’
‘Stay away’
‘On a plain’
‘Something in the way’

The B-Sides:
‘Even in his youth’
‘Aneurysm’
‘Curmudgeon’
‘D-7’ (dal vivo alla BBC)
‘Been a son’ (live)
‘School’ (live)
‘Drain you’ (live)
‘Sliver’ (live)
‘Polly’ (live)

CD 2

The Smart Studio Sessions:
‘In bloom’ (inedito)
‘Immodium’ (‘Breed’ – inedito)
‘Lithium’ (inedito)
‘Polly’ (mix inedito)
‘Pay to play’
‘Here she comes now’
‘Dive’ (inedito)
‘Sappy’ (inedito)

The Boombox Rehearsals:
‘Smells like teen spirit’
‘Verse chorus verse’ (inedito)
‘Territorial pissings’ (inedito)
‘Lounge act’ (inedito)
‘Come as you are’
‘Old age’ (inedito)
‘Something in the way’ (inedito)
‘On a plain’ (inedito)

BBC Sessions:
‘Drain you’ (inedito)
‘Something in the way’ (inedito)

‘Nevermind’ – Super Deluxe Edition
Il primi due dischi sono identici a quelli della Deluxe edition, con, in aggiunta:
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Nevermind compie vent'anni, pronto un cofanetto deluxe

Nevermind fu pubblicato esattamente venti anni fa, e nel giro di qualche anno cambiò per sempre la storia del rock. Più di tutti è il disco che ha segnato il passaggio dalle illusione degli anni ’80, alle disullusioni degli anni’90. Per celebrare il ventesimo anniversario della pubblicazione del disco dei Nirvana, il prossimo 19 Settembre verrà pubblicata un cofanetto super deluxe edition del disco.  La nuova versione di Nevermind sarà arricchita da contenuti extra. Oltre al celeberrimo disco il cofanetto conterrà: quattro cd con rarità, brani inediti, b-sides, remix mai pubblicati, canzoni registrate dal vivo e un live esclusivo per BBC Radio. Non mancherà poi del materiale video, con un dvd registrato da uno show mai andato in onda su alcun network televisivo.

I dieci migliori album degli anni '90 secondo Rolling Stone

Un recente sondaggio, fra i lettori di Rolling Stone U.s.a, ha decretato quali siano i migliori album degli anni 90′. Vi proponiamo i risultati della graduatoria finale, non solo per l’interesse che questa classifica ha suscitato in noi, ma anche perchè è con parecchia nostalgia che abbiamo attraversato queste dieci tappe all’interno di un indimenticabile percorso fatto di chitarre, ricordi e personaggi capaci di incidere per davvero la storia della musica.

10_ “Use your illusion” – Guns n’Roses
Un doppio album, uscito però in contemporanea. Segnò il momento più alto dei Guns, che furono capaci di racchiudere nello stesso disco pezzi come “November Rain”, “Civil War” e “Don’t Cry”. Al termine del lunghissimo e sfibrante tour promozionale la band si divise, e Axl dichiarò che non avrebbe mai più diviso un palco con Slash.

9_ “The Mellon Collie and the infinite Sadness” – Smashing Pumpkins.
“Le altre band raccontano il sabato sera dei ragazzi, noi parliamo del lunedì”. Queste le parole con cui Billie Corgan definiva il sound degli Smashing Pumpkins. Il disco contiene i più grandi classici del gruppo come “Tonight Tonight” e “1979”, anche se a sorpresa non è stato decretato il migliore composto dalla band.

8_ “Grace” – Jeff Buckley. Uscito nel 1994, l’album assunse ben altro significato quando il suo interprete morì annegato tre anni dopo. Una delle voci più incredibili degli ultimi decenni, messa in risalto da brani come la cover dell’Hallelujah di Leonard Cohen. Continua a leggere “I dieci migliori album degli anni '90 secondo Rolling Stone”

Radiohead: "Ok Computer" è il miglior album rock degli ultimi 25 anni

Fine anno si sa, è tempo di bilanci e classifiche, impossibile sottrarsi alla tradizione anche per il mensile britannico “Q”. La rivista grazie un sondaggio fra i suoi elettori ha provato a stabilire quale potesse essere il miglior album rock, degli ultimi 25 anni. I risultati hanno premiato i Radiohead. Il loro “Ok Computer” album del 1997 contenente brani del calibro di “Paranoid Android” e “Karma Police”, si è classificato al primo posto. Immediatamente alle sue spalle altre due pietre miliari della musica rock. Al secondo posto di è piazzato infatti lo storico “Nevermind” dei Nirvana, mentre terzo si è classificato il capolavoro degli Oasis “What’s the story? Morning Glory”. Oasis che hanno piazzato in classifica un altro loro albumo, ovvero “Definitely Maybe”, classificatosi al quarto posto. Ultimo in top-five “Whatever people say I am that’s what I’m not” degli Arctic Monkeys. Questo quanto decretato dai lettori di “Q”, voi cosa ne pensate? Dite la vostra.