I MasCara ci aiuteranno a vincere la GUERRA: il nuovo EP

copertina_guerra_bnOdio, guerra, combattimento, lotta con sè stessi e lotta contro gli altri, si può, però, provare ad amare. Questa è la risposta dei MasCara, la cosa più cara (Mas-Cara), come sempre, è l’amore. La band torna a metà aprile con un nuovo EP che si chiamerà “Guerra” e avrà come protagonista l’omonima canzone, cover dei Litfiba più new wave (quelli di “Desaparecido” per intenderci); includerà anche 2 remix ufficiali e un nuovo video. A questo si aggiungerà un mini-tour in cui i MasCara, per l’occasione, eseguiranno tutto l’album “Desaparecido” live (vi aggiorneremo sulle date). Noi avevamo recensito il loro primo album “Tutti usciamo di casa”, e seguiti anche live @ Il cielo sotto Milano… perseveriamo!e ve li riproponiamo!

Finché l’uomo resta un animale, vive per il combattimento, a spese degli altri, teme e odia il prossimo. − La vita, quindi, è guerra.”

( Hermann Hesse – “Guerra e pace”)

Il nuovo Website dei MasCara

Tramonto, salsedine e viaggio con i Selton: Saudade – la recensione

228919_554739031225740_1089482010_nSaudade è tramonto, salsedine, viaggio. Tre immagini: colori, odori e sensazioni, questo è ciò che ho vissuto ascoltando il loro nuovo ep in uscita il prossimo 26 Marzo: “Saudade”. Dopo averli visti live all’auditorium di Radio Popolare lo scorso venerdì 22/3 ci siamo buttati nell’ascolto senza interruzioni del nuovo lavoro dei Selton. Qui nem giló. Le note della prima canzone, ti travolgono, sono inaspettate e a metà di questa prima traccia, ti si stampa sul viso un sorriso. Quando arriva “Piccola sbronza”, il primo singolo estratto dal nuovo album, non importa dove tu sia, la tua prima reazione è quella di seguire la musica, cantando, fischiettando e muovendo i piedi. E poi, ad un certo punto il “fil rouge”… senti le voci di Cochi e Renato. Coloro che insieme a Jannacci, diedero il loro contributo, per il primo album “Banana A Milanesa” del 2008, quasi a volerli consacrare come propri cosmopoliti eredi. selton (1)La canzone di cui sto parlando è “Vado via”. Portoghese e Italiano cantato allo stesso tempo, si fondono, la musica rende tutto più fluido e veramente piacevole all’ascolto. Nell’ultima canzone, la chiave di volta dell’album. Questi ragazzi ormai milanesi, hanno pubblicato un album che sia nelle sonorità, che nei testi, racconta il loro essere divisi tra tutti i luoghi dove hanno vissuto, le persone che hanno conosciuto e le esperienze che hanno vissuto e che hanno trovato nell’essere una band. Ed è la band l’unica loro vera patria. La musica di Saudade è Continua a leggere “Tramonto, salsedine e viaggio con i Selton: Saudade – la recensione”

Ordem: The Quiet Riot – la recensione

20130120123754ORDEM, la band nata nel 1998 presenta il primo full-length album: The Quiet Riot. Noi de lamusicarock.com lo abbiamo ascoltato, aggrappandoci ad ogni singola parola e ad ogni singolo brano, come loro stessi vogliono che l’ascoltatore faccia. Gli Ordem sono: Dario Floro (chitarre, backing vocal nonché membro fondatore), i fratelli Luca Garrone (chitarre, backing vocal) e Matteo Garrone (basso), Gian Marco Rebaudengo (batteria e percussioni) e alla voce di Dario Scalese. L’album è prodotto da Massimo Visentin, storico collaboratore di Paolo Conte, e contiene 13 canzoni. I testi sono tutti scritti e cantati in inglese, e offrono racconti d’amore, esperienze e sbagli di vita, ma soprattutto Continua a leggere “Ordem: The Quiet Riot – la recensione”

Pending Lips Festival – Preview w/ FARMER SEA + MasCara + Tequila Funk Experience

pending lipsL’anteprima del Pending Lips Festival inizia in maniera decisamente inaspettata: i MasCara, prima band sul palco, per via dell’assenza di 2 membri della band, tra cui il batterista, decide di suonare solo un pezzo in semi-acustico, che verrà subito dopo da loro definito la “Copertina del Festival” . Tanti applausi di incoraggiamento per loro da parte del pubblico presente e via con la band successiva, gli imolesi Tequila Funk Experience. Riscuotono un discreto successo tra il pubblico, con un rock anni ’70 bello carico (e a tratti anche psichedelico), mescolato sapientemente al folk rock. Mi ricordavano a tratti i primi Oasis e i più recenti Tame Impala. Nonostante fosse la prima volta che li sentivo, mi davano l’impressione di assistere al concerto di una band già affermata, con una buona personalità ed un’ottima tenuta del palco. Davvero bravi, personalmente vi consiglio un loro ascolto (recensione QUI). tequilafunkexperience_1Al termine della loro esibizione il pubblico chiede anche un bis, ma purtroppo non c’è tempo, siamo già andati lunghi (il festival è iniziato con un’oretta di ritardo) e passiamo quindi alla terza ed ultima band della serata, i Farmer Sea. La band in questione, proveniente da Torino, è nel bel mezzo del tour di presentazione del loro secondo disco, “A Safe Place”, uscito esattamente un anno fa. Il loro è un indie-rock più convenzionale, ma non per questo assolutamente banale. Hanno un sound che potremmo definire un mix tra lo stile dei R.E.M. e degli Ash, con venature autunnali e malinconiche mescolate a sprazzi di colore e freschezza sonora. Anche loro dimostrano di saperci fare sul palco, ma è anche vero che sono i “veterani” della serata, con un’esperienza quasi decennale e numerose apparizioni su palchi importanti tra i quali anche l’Heineken Jammin Festival. In conclusione, possiamo affermare che la preview del Pending Lips Festival è stata decisamente convincente; staremo a vedere ora cosa ci proporrà il Festival vero e proprio, ma state tranquilli, se la qualità resterà a questi livelli, vi dico che non ci sarà da preoccuparsi affatto… e poi lamusicarock.com ne è partner!C’è solo da fidarsi!

Andrea Bertocchi

 PENDING LIPS FESTIVAL  TUTTE LE INFO QUI

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Attesissimi debuttano i MASCARA con TUTTI USCIAMO DI CASA

Dopo un EP autoprodotto uscito due anni fà i MasCara debuttano con l’atteso primo disco “Tutti Usciamo di Casa”. Già dal titolo si percepisce che questo disco vuole rivolgersi ad ognuno di noi, parlando del passaggio esistenziale verso l’età adulta; è una sensazione, è un insieme di esperienze che tutti vogliamo raccontare, ed è proprio così.

Fin dal primo ascolto ci accorgiamo della particolarità di questo lavoro; la batteria è fortemente improntata sullo stile anni ottanta, ossia quel suono elettronico, campionato, liscio e minimale, ma che allo stesso tempo riesce a dare profondità e mestizia all’intera composizione. Anche gli altri strumenti hanno influenze derivanti da quegli anni, ma molto meno evidenziate. La chitarra, viceversa, quasi assente e sicuramente in secondo piano nella prima parte di quel decennio, in questo disco riveste un ruolo principale, sia nella ritmica, che nella melodia e attribuisce forte calore ad ogni traccia, giocando molto anche sugli effetti. La voce ha un timbro piuttosto grave, e questo genera nell’ascoltatore una sensazione di potenza e sicurezza, le melodie cantate sono originali ma sempre piacevoli. La freddezza della batteria e del basso, unita al calore di chitarra e voce si amalgamano a meraviglia in questo disco, il tutto miscelato con elementi di un’orchestra, che rendono la composizione a tratti empirea. “Tutti escono di casa” è un concept album, ossia un album che tratta lo stesso tema, solitamente una storia, per tutta la sua durata, che generalmente ha melodie che si ripetono e forniscono il tema principale, e molto spesso con canzoni che sono unite l’una con l’altra. Tutti questi elementi si riconoscono e sono espressi molto bene; forse manca la presenza di un tema musicale ben definito ricorrente; mancanza compensata dalla voce che gira molte volte intorno a melodie simili, insieme al timbro del cantante molto riconoscibile, ed alla metrica particolare che costui utilizza.

La traccia iniziale “Dorian (Postodern Parte 1)” si apre con un coro che introduce la canzone e il disco, anche questo elemento è tipico dei concept album; in “I Giorni Di Urano Contro” traspare un senso di tranquillità, di gioia, di pace dei sensi che si esalta con l’introduzione al ritornello; sensazione che si riscontra anche nella copertina del disco, veramente ben fatta e molto esplicativa; l’atmosfera e soprattutto la scelta delle note, che non seguono sempre la più logica melodia, hanno anche qui influenze anni ottanta. Il pezzo più rock dell’album è “La Stanza”, quinta traccia del disco. Settima canzone è “Dorian (Postodern Parte 2)” ripresa della traccia d’apertura, anche questo carattere specifico di questo genere di album, in cui ascoltiamo con piacere le note delicate di un flauto solista a cui viene dato ampio spazio e importanza. Si conclude con “L’ultimo Viaggio Di Argo” in cui ritroviamo le stesse sensazioni della copertina, gioia e pace, degna conclusione di un disco complesso strumentalmente, dagli arrangiamenti raffinati, ma che risulta molto piacevole.

La canzone finale, inserita all’interno del contesto dell’album, è da nove e mezzo; sfiora la perfezione ma non la raggiunge per il finale forse troppo poco valorizzato; proprio le ultime note, con l’ausilio magari dell’orchestra, sarebbero potute essere più incisive; anche l’inizio del disco, molto ben studiato ed eseguito, non convince fino in fondo. Poi attaccano gli strumenti, e la musica raggiunge livelli altissimi; tutto è stato fatto all’insegna dell’originalità e questo forse ci fa ancora più piacere.

Sito MasCara: http://www.mascarawave.it/

 

Davide Pinchiroli