Ad Austin, è stata l’ora del keynote speech di Dave Grohl, un simbolico discorso inaugurale al South by southwest, evento che si sta svolgendo in questi giorni in Texas (oggi parteciperà anche Jovanotti, e sono già passati anche Il Pan del Diavolo). Per Dave è stata l’occasione per confessare tutto il suo amore per la musica. Dall’infanzia nella sua cameretta ai Nirvana, dalla morte di Kurt Cobain alla resurrezione artistica con i Foo Fighters. Fino all’esordio da regista con il documentario Sound city. Dave che maneggia delle musicassette, prende la chitarra, suona. Parla ancora, e dice “The musician comes first” , conta solo la musica e chi la fa, più che tutto quello che ci sta intorno e che spesso non serve a nulla. Talent show come The Voice, criticati e oggetto di ironiche frecciatine… “Ve lo immaginate Bob Dylan che canta Blowin’ in the wind di fronte alla giudice Christina Aguilera?” Sentire nominare da Dave Grohl i One Direction, fa un effetto strano… eppure l’ha fatto, è stato anche il turno del “Gangnam style” “è una delle mie canzoni preferite del decennio. È forse meglio dell’ultimo album degli Atoms For Peace di Thom Yorke? Bisognerebbe controllare su Pitchfork. O forse no, non me ne frega un cazzo” . Come si può non amarlo? Iniziamo la giornata così… con Dave Grohl, un paio di occhiali, una camicia a quadri, che messa su una qualsiasi altra persona la renderebbe banalmente hipster, mentre su di lui… bè, è sempre il solito carbonaro, ribelle, punk, ROCK. Guardate tutto il video, fidatevi, più che un discorso… uno spettacolo!
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BOB DYLAN a Milano: The New Orleans Series
Bob Dylan a Milano per un mese, da domani, martedi 5 febbraio, fino a marzo. Non per esibirsi live, e non in veste di “poeta della canzone”, ma come artista visivo.
A Palazzo Reale, saranno esposti 22 dipinti della serie “New Orleans” realizzati recentemente dall’artista e liberamente ispirati ad alcune fotografie; i dipinti di Dylan alternano soggetti isolati a scene corali dove i personaggi vivono una tensione profonda e dove violenza e l’amore sono presenti sulla tela, definendo un’atmosfera sospesa. La mostra sarà gratuita, e aperta dal 5 febbraio gennaio al 10 marzo con i seguenti orari: lunedì dalle 14:30 alle 19:30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle 9:30 alle 19:30; giovedì e sabato dalle 9:30 alle 22:30; chiuso lunedì mattina.

Sarà l’opportunità per scoprire Dylan come artista visivo dopo la sua prima esposizione personale del 2007 al Kunstsammlungen di Chemnitz, dove ha presentato acquarelli e gouaches frutto del suo diario di viaggio, e la mostra al National Museum a Copenhagen nel 2010, che ha ospitato la serie di dipinti “The Brazil”. L’ambientazione della serie di dipinti dylaniani che saranno esposti a Palazzo Reale a Milano, è la città di New Orleans, non quella di oggi, sopravvissuta alla devastante alluvione, ma quella impregnata della decadente eleganza degli anni ’40 e ’50.
Il tempo si percepisce come rallentato e a questa sensazione contribuiscono i colori, applicati sulla tela in uno stile quasi cinematografico dove lo sguardo, come la lente di una cinepresa, prende la forma della registrazione piuttosto che del ricordo. Anche le emozioni sembrano intrappolate, in attesa di essere liberate dall’occhio dell’osservatore.
- Luogo: Palazzo Reale
- Città: Milano
- Data inizio: 04 Febbraio 2013
- Data fine: 10 Marzo 2013
- Costo del biglietto: ingresso gratuito
- Indirizzo: piazza Duomo 12
- Telefono: +39 02 88453314/ 02 88451
Kafka On The Shore: Beautiful But Empty… un inizio esplosivo!
“Beautiful But Empty” primo lavoro discografico dei Kafka On The Shore in uscita il 18 Gennaio 2013 per La Fabbrica. Undici tracce che percorrono chilometri di strada, dalla Sicilia fino alle terre d’oltreoceano, per poi arrivare fin su nello nello spazio. Si perchè tutto nasce quando Vincenzo Parisi con il pianoforte in spalla decide di migrare dalla Sicila a Milano, per trovare nuovi orizzonti e nuove ispirazioni “cambiando” musica passando dalla classica al rock‘n‘roll. Qui, uno dopo l‘altro conosce quelli che saranno i componenti di una band esplosiva: Elliot Schmidt, un cantante americano nato a Dusseldorf con il blues di Chicago nel sangue; Daniel Winkler, un tedesco in carne e ossa con un senso del ritmo decisamente nero; e Freddy Lobster, un chitarrista incendiario. “Beautiful But Empty” rispecchia tutto ciò che sono i Kafka On The Shore, esplosivi e irreali. Una musica sospesa in un continuum tra sogno e realtà, colorato da pianoforti indiavolati che la fanno padrone in tutto l’album, una voce forte e grintosa che passa dai timbri decisamente graffianti del rock a quelli più dolci del soul. Il tutto sfumato con chitarre elettriche dal suono irriverente.
Un album che farà sudare sicuramente nelle esibizione dal vivo, vi farà spingere l’acceleratore alla guida delle vostre auto, pezzi come “Berlin” e “Lost in wood”, saranno una delle cause principali per la perdita dei punti della vostra patente. Continua a leggere “Kafka On The Shore: Beautiful But Empty… un inizio esplosivo!” Le CENTO MIGLIORI CANZONI DEGLI ANNI ’60 secondo NME
Il settimanale britannico compie sessant’anni, e dal Marzo 1952 è al servizio della musica rock, scrivendo di chi ce l’ha fatta, proponendo nuove band e segnalando eventi musicali. E questa settimana esce con una classifica mozzafiato sulle cento migliori canzoni degli anni ’60. C è dentro tutto! Tutto è nato da queste cento pietre miliari e chi è prima o seconda o ventesima non ha alcuna importanza, sono tutte da conoscere a memoria;
di seguito le prime 10:
10 – Marvin Gaye, “I heard it through the grapevine” ottobre 1968
9 – Bob Dylan, “Like a rolling stone” luglio 1965
8 – Elvis Presley, “Suspicious minds” agosto 1969
7 – Rolling Stones, “Sympathy for the devil” dicembre 1968
6 – Velvet Underground, “I’m waiting for the man” marzo 1967
5 – Shangri-Las, “Leader of the pack” giugno 1964
4 – Jimi Hendrix Experience, “All along the watchtower” settembre 1968
3 – Beach Boys, “Good vibrations” ottobre 1966
2 – Ronettes, “Be my baby” agosto 1963
1 – The Beatles, “A day in the life” giugno 1967
E qui il link della classifica completa: http://www.nme.com/list/100-best-songs-of-the-1960s/263950
Laura Pausini @ Assago: Inedito Tour
Tappa inconsueta per noi de lamusicarock.com che lo scorso 23 dicembre abbiamo avuto l’opportunità di assistere a uno dei live più attesi dell’anno, quello di uno dei colossi della musica pop italiana: Laura Pausini. L’Inedito World Tour, che porterà la cantante sui palcoscenici di tutto il mondo per un anno intero, si è aperto con le tappe milanesi, le quali sono state le più significative, in quanto hanno riportato l’artista al suo pubblico. Lo spettacolo propone uno show ben strutturato e per nulla noioso, travolgente, ricco di momenti in cui la cantante si soffermava a cantare e soprattutto parlare con i fans accorsi entusiasti. Marco Balich (executive producer dei maggiori eventi dei Giochi Olimpici di Rio de Janeiro 2016) ha curato la regia di ciascun momento del live, mentre Mark Fisher (architetto inglese e set designer per Pink Floyd e U2) ha realizzato per Laura Pausini un palco di forte ispirazione tecnologica con cinque schermi, videomapping e immagini tridimensionali e un set aereo con grandi effetti speciali. Catherine Buyse (costumista per film come “Star Wars”, “The Italian Job” e “The Tourist”) ha disegnato molti dei costumi del tour, ma alcuni sono stati creati appositamente per l’occasione da Roberto Cavalli. Vi chiederete cosa ci facevamo NOI a un concerto pop, bè, l’esperienza del live offre molti spunti di riflessione, e in questo caso ne ha offerti molti. Laura si è dimostrata una vera regina del palcoscenico, non esclusivamente pop ma con alcune sfumature rock, a contribuire a tutto questo Patrick Woodroffe (light designer per Bob Dylan, AC/DC, Depeche Mode, Rolling Stone), il quale ha portato la sua esperienza proponendo un set di luci particolarmente eleganti, che scandiscono lo show in 5 momenti diversi: uno acustico, uno completamente pop, uno orchestrale e uno dance e uno rock, perché forse sì, Laura Pausini potrebbe essere rock. A rendere il concerto una grande evento però sono stati i fans, migliaia, per uno show sold out in quasi tutte le date delle performance ad Assago. Osservare i giovani presenti, i bambini con i propri genitori, travolti dalla scaletta che offriva successi uno dietro l’altro ci ha fatto capire quanto Laura arrivi ai propri ascoltatori. I testi sono semplici, a volte ripetitivi, girano sempre intorno al tema dell’amore, ma proprio nella loro semplicità arrivano. Se pensiamo che noi de lamusicarock.com ci siamo sentiti impreparati solo su un paio di pezzi, possiamo senz’altro dire che la scaletta offerta dalla cantante per il suo tour di come back è stata più che generosa (Benvenuto, Io Canto, Resta in Ascolto, Con la Musica alla Radio, Un’emergenza d’Amore, E ritorno da Te, i medley de: Incaccellabile, la Solitudine, Straniamori, e poi ancora Tra te e il Mare, Non c’è, e moltissimi altri che vi assicuriamo, tutti -volendi o dolenti- ben conosciamo; a conclusione La mia Banda Suona il Rock e Non ho mai smesso). Tra il pubblico Concato, al quale la Pausini ha dedicato Fiore di Maggio in acustico. Vi postiamo alcune foto che meritano di essere guardate, anche perché Laura è una bella ragazza!
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Bob Dylan e Mark Knoplfer tour 2011: i prezzi dei biglietti
Bob Dylkan e Mark Knopfler, suoneranno assieme dal vivo per quattro date nel nostro paese. La notizia è nota già da tempo ai lettori de “LaMusicaRock”. L’aggiornamento rigarda i prezzi dei biglietti, diramati recentemente dall’organizzatore. Questi i prezzi delle quattro date che ricordiamo saranno nell’ordine:
09 Novembre – Palasport Arcella di Padova
11 Novembre – Nelson Mandela Forum di Firenze
12 Novembre – Palalottomatica di Roma
14 Novembre – Mediolanum Forum di Assago (Milano)
Per chi volesse seguire i due mostri sacri dal vivo, questi i prezzi dei tagliandi disponibili su TicketOne:
PADOVA
disponibili su TicketOne ai seguenti prezzi:
– Tribuna Numerata Intero 92,00 €
– Posto In Piedi Intero 57,50 €. Continua a leggere “Bob Dylan e Mark Knoplfer tour 2011: i prezzi dei biglietti”
Bob Dylan ft Mark Knopfler tour: in Italia per quattro date
Sarà senza ombra di dubbio l’evento più atteso del prossimo autunno. Bob Dylan e Mark Knopfler si esibiranno in giro per l’Europa in ben trenta date. Il tour, per la gioia dei fans italiani, toccherà anche il nostro paese. Nello specifico le città di Padova, Firenze, Roma e Milano.“Non vedo l’ora di essere on the road con Bob – ha dichiarato Mark Knopfler- in un anno così speciale per lui. Festeggeremo insieme i suoi 70 anni. E’ stato inoltre un onore essere invitato a registrare una delle sue canzoni per l’album che verrà stampato per celebrare i 50 anni di Amnesty International, congiuntamente al 70esimo compleanno di Dylan”. Stando a fonti vicine alle due pietre miliari del rock, pare proprio che i due non vedano l’ora di cominciare ad esibirsi.
Questi dettagli delle tappe italiane del tour:
9 novembre, Palasport Arcella, Padova
11 novembre, Nelson Mandela Forum, Firenze
12 novembre, Palalottomatica, Roma
14 novembre, Mediolanum Forum, Assago (Milano)
"Bob Dylan? Non è altro che un miserabile" Parola di Liam Gallagher
Liam Gallagher, si sa, ha sempre una parola buona per tutta. Se c’è una cosa che nel corso di questi anni Liam non ci ha fatto mancare, sono gli attestati di stima nei confronti dei colleghi. Così, dopo essersela presa con i Radiohead “Sono dei fottuti segaioli”, e con le band emergenti del panorama britannico “No, non c’è niente di nuovo che voglia ascoltare, non mi interessa. Io vivo il momento”. Il frontman dei Beady Eye ha deciso di far parlare ancora un pò di sè, andando a scomodare un mostro sacro come Bob Dylan.
Liam Gallagher ha così apostrofato il menestrello che con la sua musica ha segnato e influenzato la storia del rock, dai Beatles ai Rolling Stone. Liam ha espresso in questi termini la sua opinione su Dylan:”Per quel che mi risulta, però, a me non pare altro che un miserabile. Come quella canzone che ha fatto, ‘Lay lady lay’… La gente diventa matta, per lui, ma proprio non fa per me. E tutti quei cazzoni che continuano a suonare i suoi più grandi successi non sono altro che degli stronzi”. This is Liam Style.
Guns n' Roses: "Knocknig on haven's door" – Canzone del giorno
Apriamo la settimana con la versione made in Guns n’ Roses di “Knocking on Havens Doors”. Quello che divenne negli anni ’60 l’inno anti-Vietnam scritto da Bob Dylan, è stato nei decenni a seguire una delle canzoni più soggette a cover della storia del rock. La versione di Slash e Axl è senza alcun dubbio la migliore, al punto che, per i figli di chi sulle note di Dylan protestava l’impiego militare americano in Vietnam, è diventata una vera e propria versione sostituiva, degna, se dell’originale. Non più dedicata solo ai soldati, ma a tutti quelli che tutti i giorni “bussano alle porte del paradiso”
Leggi il testo di “Knockning on Haven’s doors”:
Mama take this badge off of me
I can’t use it anymore
It’s dark, too dark to see
I feel I’m knockin’ on heaven’s door
Knock, knock, knockin’ on heaven’s door
Knock, knock, knockin’ on heaven’s door
Knock, knock, knockin’ on heaven’s door Continua a leggere “Guns n' Roses: "Knocknig on haven's door" – Canzone del giorno”
Bob Dylan, knockin' on ParmaPoesia Festival's door
E come lo definisci, Bob Dylan? Musicista e poeta? Rocker, cantastorie, genio, innovatore? Sarà una marmellata di tutto ciò e della miriade di aggettivi non ancora spesi. Ma che inneggiano al grande Bob come uno di quelli che ha dato nuova linfa ai destini della musica.
ParmaPoesia Festival, invece, è un appuntamento entrato a far parte – di diritto, di dovere – nelle belle tradizioni – splendide – cui abituarsi. Di solito, fa da ponte tra le generazioni, Bob Dylan; non mancherà neppure stavolta. Tra folk and rock, esiste una terra di confine dove te l’immagini schierati uno accanto all’altro. I fan di Bob l’immenso. Quel varco che spiana la via verso il confine si materializza per una sera in Parma e nel Festival della Poesia della località emiliana: Bob Dylan ha confermato la sua presenza al festival cui prenderà parte con un concerto che si annuncia carico di energia e intriso di pezzi di storia. Venerdì 18 giugno alle 21.30 nel Parco Ducale: ad accompagnarlo, Denny Freeman (chitarra), Tony Garnier (basso), Donnie Herron (pedal steel/violin) e Stu Kimball (chitarra). L’antidivo per eccellenza – dunque – viaggia in buona compagnia e, nonostante i 70 anni e le decine (quasi 40) di album sfornati anno dopo anno, non ha ancora smesso di avere cose da dire. L’ultimo lavoro è uscito nel 2009: “Together Through Life”, cui ha fatto seguito, nel dicembre dello scorso anno, un disco di cover natalizie dal titolo “Christmas in the heart”. Non sono più gli anni ’70, non è più l’America verso cui occorreva solo scegliere la forma di protesta ma Bob resta sempre Bob. Quello di Blowin in the wind, Mr Tambourine Man, Knockin’ on heaven’s door, Maggie’s farm. Carico e incazzato, riflessivo e introspettivo, semplice come i grandi musici eppure in grado di spostare sempre più in là il limite percepito della virtù, dei virtuosismi. Robert Allen Zimmerman incanta e non ostenta. E può permettersi di non sfigurare mai, neppure tra i paesaggi ricreati ad hoc intorno alla figura di Giuseppe Verdi.