Blur novità per il concerto di Hyde Park

I Blur si esibiranno a Hyde Park (Londra) il prossimo 12 agosto. Dal momento in cui l’esibizione è stata ufficializzata, i membri della band hanno fatto letteralmente a gara a rilasciare dichiarazioni destinate ad aumentare la curiosità del pubblico.

Ultimo della serie è il chitarrista Grham Coxon:”Trovo sempre interessante suonare dal vivo brani ancora in lavorazione .Lo facciamo tutte le voltre, ma non credo che il concerto di Hyde Park sia l’occasione giusta. Di sicuro, non seguiremo la scaletta del concerto del 2009, eccezion fatta per le canzoni che la gente vuole sempre ascoltare”. E per quanto riguarda il nuovo disco? Si sa infatti che i Blur sono al lavoro sul seguito di “Think tank”, pubblicato nel 2003. Coxon non si sbilancia: “Abbiamo sempre voglia di suonare assieme e ci piace registrare. Probabilmente non ci saranno delle novità immediate, però è sicuro che i Blur faranno nuove registrazioni“.

A questo punto viene logioco chiedersi se qualcosa di nuovo potrà sentirsi già nel corso del concerto di Hyde Park. Coxon è ancora una volta allusivo: “Forse. Potrebbero esserci sorprese. Anche se non so cosa vi abbiano già detto gli altri del gruppo, e con queste dichiarazione si rischia sempre di finire nei guai”. Non vorremmo certo minare l’armonia ritrovata dei Blur?

Aerosmith: Tour Mondiale e Nuovo Album

Gli Aerosmith pubblicheranno a Luglio un nuovo album di inediti, nuovo album per Steven Tyler e soci il primo in arrivo dopo Honkin on Bobo dell’ormai lontano 2004. Ci mancavano. Il produttore sarà Jack Douglas, se non si hanno ancitipazione sul titolo dell’album, ne abbiamo invece riguardo a uno dei brani, Legendary Child, che potrà essere ascoltata perché pezzo della colonna sonora di G.J. Joe – La Vendetta (nelle sale dal 17 agosto) diretto da Jon Chu. Si prepara anche un tour mondiale, Global Warming, che inizierà il 16 Giugno da Minneapolis. Infine, tra i pochi dettagli resi pubbici, uno riguarda la partecipazione di Lauren Alaina, finalista della scorsa edizione di “American Idol”, di cui Tyler è stato giudice.

Sul sito ufficiale della band trovate le date del tour in America, restiamo in attesa di news sulle tappe europee!

Elisa e Niccolò Fabi per l' Ora della Terra: Musica, Earth Hour & WWF

Oggi 31 Marzo doniamo un’ora alla terra? L’iniziativa del WWF l’ Ora della Terra (Earth Hour) è il grande evento globale WWF nato per il clima, per dare al mondo un futuro sostenibile e vincere la sfida del cambiamento climatico. Cosa ci viene chiesto? di spegnere le luci, un atto al quale possiamo partecipare tutti contemporaneamente nel mondo, contribuiremo alla sensibilizzazione verso le tematiche ambientali. Un gesto simbolico, per gli scettici inutile, e futile, ma in realtà carico di significato, perchè solo con l’autoresponsabilizzazione verso l’ecologia e l’amore per il nostro pianeta possiamo continuare a viverlo e viverci. L’idea era partita nel 2007 nella sola città di Sidney, ma ad oggi, ha coinvolto 2 miliardi di persone, 5200 città e centinaia di imprese e organizzazioni in 135 Nazioni. Dopo la prima edizione, la “ola” di buio si è diffusa come un’onda, propagandosi in ogni angolo del pianeta e nel 2011 è letteralmente esplosa. Si sono messi in prima linea monumenti simbolo come Piazza Navona, il Colosseo, il Duomo di Milano, ma anche la Tour Eiffel, il Cristo Redentore di Rio, il Castello di Edimburgo, la ruota panoramica di Londra (London Eye), il Ponte sul Bosforo, le avveniristiche Kuwait Towers, le Cascate Victoria e il grattacielo più alto di Pechino. Va di moda essere green, andare in bicicletta, comprare bio, ma per una volta tanto, si parla di una moda sana e giusta! Tra gli eventi organizzati in Italia per l’Ora della Terra a Roma c’è “Palco a pedali – Goodbike” (è il primo eco-spettacolo al mondo) un concerto ideato con il mondo della bicicletta, che dona energia attraverso lo speciale palco a pedali, con i Tetes de Bois, ideatori del progetto Palco a Pedali. Ospiti d’eccezione, Elisa e Niccolò Fabi, che con la loro musica saranno accanto al WWF per testimoniare l’impegno per fermare il cambiamento climatico e per un modello di vita più sostenibile, anche in vista del Summit per la Terra di Rio. Allora uniamo l’utile al dilettevole, l’evento romano si svolgerà nei pressi di Castel Sant’Angelo , la regia è stata affidata a Danilo Nigrelli, mentre le immagini che saranno proiettate sono a cura di Licio Esposito. Parliamo ovviamente di un evento gratuito.

Per la prima volta quest’incredibile maratona planetaria sarà seguita dallo spazio grazie alla partecipazione dell’ESA e dell’astronauta olandese Andre Kuipers (@Astro_Andre) che racconterà il suo straordinario punto di vista su “twitter” postando foto e commenti.
MA TUTTI POTRANNO MANDARE LA PROPRIA FOTO dell’Ora della Terra su http://upload.wwf.it/earthhour.

Alle 20.30 ricordate di spegnere le luci delle abitazioni per l’Ora della Terra!

AFTERHOURS il primo singolo: "Padania"

Leggete mentre ascoltate qui il nuovo singolo in uscita oggi 30 marzo </strong! Inizia infatti oggi il passaggio in radio del nuovo singolo degli Afterhours: Padania. Questo è il brano che dà il titolo al nuovo album della band che sarà in uscita il 17 aprile. Qualche anticipazione sull’album: sarà di forte impegno sociale, e con soluzioni musicali avvincenti e di grande impatto emotivo. Prima di questo nuovo avvio, abbiamo potuto ascoltare “La tempesta è in arrivo”, il brano realizzato per i titoli di testa della miniserie di Sky Cinema “Faccia d’angelo”; svoltando pagina invece «Padania è uno stato della mente e dell’anima», dice Manuel Agnelli, «È il desiderio di cambiare la propria vita e il proprio destino. È un’aspirazione così forte che diventa un’ossessione, tale da far dimenticare i motivi per i quali si sta combattendo, che spinge a realizzare tutto, tranne se stessi». Di Padania arriverà presto anche il video diretto da Alessio Muzi, previsto in programmazione dal 10 aprile.
L’album Padania è autoprodotto dagli Afterhours per l’etichetta Germi e sarà distribuito da Artist First.
Gli Afterhours torneranno in tour a partire da giugno 2012, ma se volete vederli prima, eccovi un bel regalo da parte di noi de lamusicarock.com, le date di presentazione dell’album presso le FNAC di molte città italiane:
Lunedì 16 aprile – Milano
Martedì 17 aprile – Verona
Mercoledì 18 aprile – Torino
Sabato 28 aprile – Firenze
Domenica 29 aprile – Roma
Martedì 3 maggio – Napoli

Afterhours: official site

JAMES MORRISON @ MAGAZZINI GENERALI 22/3/12

Sarà per il nome (assonante a quello di qualcun’altro), sarà che molta gente ha bisogno di un cantautore inglese in grado di farli emozionare, fatto sta che lo scorso 22 marzo James Morrison ha fatto il pienone in quel di Milano, un sold out di una folla che andava dalle “sciure” alle “coppiette” alle giovani sostenitrici dell’artista inglese che tornerà questa estate (il 23/7) per il festival a Vigevano “10 giorni suonati”. Probabilmente non abbiamo colto la chiave di ascolto che tutti i fan presenti condividevano, che ci perdonino. Abbiamo assistito a un bel concerto, certo, ma per i nostri gusti troppo “flow”. Con quella voce che si ritrova James può cantare ciò che vuole ma auspichiamo si butti di più su terre inesplorate che lascino da parte le ballate, per qualcosa di più rock, nelle musiche, nei testi e soprattutto sul palco; se in passato nei live ci siamo ricreduti su artisti che ci sono sempre sembrati relegati alla scena pop (vedi Gavin Degraw), stavolta non siamo usciti con la voglia di riascolarlo il giorno dopo. Comunque una piccola luce di speranza la riserviamo, mai essere categorici, James Morrison continua a piacerci, ma in associazione a Jason Mraz, il loro duetto “Details in The Fabric” resta tra le nostre canzoni da IPod.
Eccovi le foto della serata:

 

MOVIE STAR JUNKIES focus on "SON OF THE DUST"

Appena inseriamo il disco nel lettore due cose saltano subito alle orecchie; il suono caldo ed avvolgente dato dalla modalità di registrazione, in presa diretta e dalla location, una vecchia stalla nel cuneese, e quegli arpeggi di chitarra così volutamente stonati da richiamarci i Babyshambles e l’Inghilterra malinconicamente vittoriana; E queste due sensazioni ci accompagnano per tutto l’album. Questo è il terzo album pubblicato dai Movie Star Junkies, il loro genere spazia da Nick Cave e le “murder ballads” al rockabilly più avvolgente; l’ album continua il percorso intrapreso nel 2008 e poi proseguito nel 2010; ma se con l’album d’esordio si presentavano più grezzi, spregiudicati, con riff di chitarra ed arpeggi di facile ascolto ed il rockabilly la faceva da padrone, e se con il secondo album, meno urlato, ma lo stesso molto diretto, avevano iniziato un’evoluzione musicale, distaccandosi dagli arbori giovanili degli early days, con “Son Of The Dust” la metamorfosi si completata con successo. L’album è di quelli che ascolteresti all’infinito; lascia il segno e si ascolta volentieri tutto dall’inizio alla fine, e se un album ha queste caratteristiche è un buon album. Per le atmosfere create richiama anche l’ambiente. Il disco è un lungo racconto in cui le vicende dei personaggi sono declinate in dieci brani; un viaggio che ruota intorno a tre personaggi: uno straniero, un prete ed un contadino, “son of the dust” appunto, che diventa il capro espiatorio di un paesino rurale che cerca di sconfiggere la siccità aggrappandosi a vecchie leggende e tradizioni. Dal disco emerge la malinconia che sfocia anche in paranoia con la ripetizione ossessiva di versi sopra giri strumentali che rivelano sofferenza. Emerge la grande passione per la vita vissuta, la sofferenza che essa ha causato e la gioia ormai lontana di giorni da invincibili che i ragazzi hanno voluto cantare in questo disco perché non riuscivano più a tenersela dentro. All’inizio ti sorride, poi ti prende per mano per un viaggio surreale dalle sfumature cinematografiche e questo è quanto. Si riconoscono come echi, come lampi in lontananza i Doors in “There’s A Storm”, neanche a farlo apposta; oppure la voce di Pink, ovvero di Roger Waters, in “Cold Stone Road” ed altri ancora, ma sono sfumature, omaggi. Il coinvolgimento massimo si ha sulle note di “The Damage Is Done”, forse la migliore dell’album, anche se l’atmosfera più alta, da pelle d’oca, è sicuramente raggiunta dal ritornello di “A Long Goodbye”, da brividi.Il disco è veramente bello, ma se si vuole muovere una critica negativa, difetta di individualità, il che è in linea con l’atmosfera di “uniformità” forse ricercata dalla band, ma chissà come si evolverebbe la musica con un buon riff o un solo particolare o un ritmo di batteria originale; si avverte forse anche la mancanza di una canzone indubbiamente bella, non un singolo da hit, ma di quelle che lasciano il segno, che danno il marchio alla band.

official site Movie Star Junkies

Davide Pinchiroli

James Taylor tour: la scaletta di Roma

James Taylor concluderà il 30 Marzo, la sua tourné italiana. L’icona del rock anni settanta, si esibirà all‘Auditorium Conciliazione. Il commiato al pubblico romano, sarà l’occasione per celebrare la fine del tour italiano. Questi i brani che James Taylor, stando a quento fatto ascoltare nelle altre tappe, proporrà al pubblico della capitale:

Everyday – cover
Something in the Way She Moves
Walking Man
Angry Blues
Your Smiling Face
Line ‘Em Up
My Traveling Star
Carolina in My Mind
Up on the Roof (Little Eva cover)
Country Road
Georgia On My Mind-Arnold McCuller
Western Plain – cover
Copperline
Jump Up Behind Me
Stop Thinkin’ About That
Don’t Let Me Be Lonely Tonight
Sweet Baby James
Steamroller
Fire and Rain
Mexico
Shed a Little Light
How Sweet It Is – cover
Shower the People

Bis:
You Can Close Your Eyes

OvO: Tour Europeo Milano, Pescara, Roma

Non parliano di noise, nè di metal, nè di punk, ma nemmeno rock and roll, ma tutto questo fuso assieme nel suono degli OvO, i quali riprendono il proprio tour europeo cominciato il 15 Marzo in Svizzera, e che culminerà con una tripletta di appuntamenti in Italia. Vi consigliamo la data di stasera al Magnolia, in cui gli OvO saranno accompagnati da Fuzz Orchestra e Zeus!

28.03.12 OvO FEST @ Magnolia – Milano + Fuzz Orchestra, Zeus!
29.03.12 Ex Tipografia – Pescara + M.I.L.F.
30.03.12 Traffic – Roma + M.I.L.F.

Contatti OvO: sito ufficiale

Gli Ovo arrivano in Italia per le ultime tre date sinora confermate, dopo quelle già effettuate a:
15/03 Basel, Switzerland @ Hirscheneck
16/03 Bern, Switzerland @ Brasserie Lorraine
17/03 Karlsruhe, Germany @ Halle14
18/03 Bruxelles, Belgium @ Magasin4 (w/Nadja)
19/03 Leiden, Netherlands @ SUB071
20/03 Gand, Belgium @ Kinky Star Club
21/03 Strasbourg, France @ Stimultania
22/03 Metz, France @ L’Astrophone
23/03 Charleroi, Belgium @ Rockerill
24/03 Amiens, France @ L’Accueil Froide
25/03 Caen, France @ TBA
26/03 Toulouse, France @ Les Pavillons Sauvages
27/03 Montpellier, France @ Black Sheep

Colapesce & le disavventure della musica live italiana

Una “serie di sfortunati eventi” per la band sicula dei Colapesce; una storia raccontata in una nota su facebook che narra la cronaca di una tappa del loro tour, il “Tour del Declino”, che li ha visti protagonisti di qualche problemuccio che fa da immagine a ciò che vivono i “piccoli” gruppi italiani, quelli degli zero privilegi per intenderci.
I problemi per chi vuole suonare le proprie canzoni su e giù per la penisola italica ci sono, sono molti, e “rendono la vita difficile a tutti quelli che si sbattono perché ciò avvenga”: gruppi, promoter e locali. “Tutti prigionieri di un meccanismo che non gira, o gira a fatica”. Noi come lamusicarock.com ben sappiamo quanto siano difficili e “ostacolati” i percorsi live delle band che vogliono semplicemente suonare davanti al proprio pubblico, soprattutto se dietro a queste band non ci sono nomi di organizzazioni di eventi grossi, ma realtà “piccole”, ma non perchè siano realmente piccole, ma forse perchè il divario con i “big” è propositato, mondo (discografico/mediatico) crudele! Torniamo a noi, anzi a loro… tutto inizia così: la scorsa domenica i Colapesce hanno una tappa dei loro live a Battipaglia, ma… continuate leggete il racconto di Lorenzo!

“Perfino il rock ti scava rughe sulla faccia…”
(Perturbazione, Del nostro tempo rubato)

Ci siamo sentiti in dovere di scrivere una lettera per raccontarvi quello che ci è successo tra la sera di ieri e questa mattina. Speriamo serva a qualcuno…

Quando diciamo che veniamo dalla Sicilia pare che i promoter si spaventino. Succede sempre. “E ora, come li sistemo, questi?”Per noi isolani andare in giro a suonare non è una cosa semplice: siamo svantaggiati dalla geografia, lontani dai club e dalle autostrade. Lontani da tutto. I Cani o i Bud Spencer Blues Explosion (solo per citare due band con cui condividiamo l’agenzia, di cui siamo felicissimi e orgogliosi, e in parte lo stesso team) partono da Roma ogni fine settimana e dopo un weekend di concerti possono tornare a casa, riposarsi e poi ripartire. Noi no. Fare avanti e indietro dalla Sicilia è praticamente impossibile: insostenibile dal punto di vista economico ma anche da quello del tempo. Gli spostamenti sarebbero troppo lunghi.Per questo abbiamo scelto di essere gestiti come una delle tante band straniere che vengono a suonare in Italia: quando ci muoviamo lo facciamo per periodi lunghi. Stiamo fuori settimane intere (in questo caso dieci giorni filati), suonando anche in giorni della settimana in cui di solito si sta fermi e affrontando viaggi molto più lunghi della norma.Non ci stiamo lamentando, siamo stati noi a scegliere come affrontare il tour: “Un meraviglioso declino” è uscito da poco, ma è il frutto di un anno molto stressante emotivamente e non solo. Non vedevamo l’ora di portarlo in giro, di “uscire fuori”, incontrare e conoscere le persone che lo avevano ascoltato.

L’altra sera, a Milano, è stato pazzesco. Il Magnolia era pieno di gente e tutti cantavano le canzoni. Lo sappiamo, succede a tutti quelli che suonano, ma noi ancora non ci siamo abituati all’idea. E come Milano, Roma, poi Bologna, Perugia, Bari. Anche nei posti più piccoli dove siamo stati, come il Morgana di Benevento e lo Youthless di Rieti, siamo stati accolti con grande calore e generosità sia da parte del pubblico che dagli organizzatori. Locali che pur senza gli stessi mezzi di quelli delle grande città ci hanno fatto sentire a casa. benvoluti e rispettati. Le ore interminabili trascorse in furgone, gli scazzi, il sonno arretrato valgono la pena quando poi si trasformano in serate che ci porteremo dentro e ricorderemo per un bel pezzo.

Per questo quando dopo la data di Milano, la nostra ultima di questa prima tranche del tour, ci hanno offerto di suonare anche a Battipaglia abbiamo accettato senza battere ciglio.Per spezzare il viaggio eterno che ci avrebbe dovuto riportare in Sicilia, e anche perché tra suonare e non suonare noi scegliamo sempre la prima. Ci era stato proposto un concerto in orario pomeridiano, ma da subito abbiamo fatto sapere all’organizzatore, Roberto Forlano, che non sarebbe stato possibile suonare alle 18, con la speranza che lui avvertisse i gestori del locale. Milano – Battipaglia non è proprio una trasferta facile e volevamo il tempo per poter fare il soundcheck, riposarci un po’ e poi suonare. Nei giorni precedenti al concerto la nostra agenzia di booking e il management che ci segue ci hanno confermato in più modi – dietro rassicurazioni dello stesso Forlano – che non ci sarebbero stati problemi a suonare in un orario più tradizionale. E che il locale non sarebbe stato aperto al pubblico prima della fine del nostro soundcheck. Ovviamente non è stato così: siamo arrivati poco dopo le 19 e già c’era la gente che ci aspettava. Gente venuta anche da fuori solo per sentire il nostro concerto.

Alla fine non abbiamo provato niente, siamo saliti sul palco e abbiamo suonato al nostro meglio.Poco prima di cominciare, uno dei gestori ci ha sgridato per il ritardo: per colpa nostra, ieri sera al Toop di Battipaglia, non hanno potuto trasmettere la partita della Juventus e per questo motivo hanno perso tre tavolate di clienti. E quindi dei soldi. Ci dispiace, ma noi eravamo stati chiari fin da subito: a Milano il nostro concerto sarebbe dovuto cominciare, secondo accordi, a mezzanotte e un quarto, per noi era impossibile rimetterci in viaggio prima di una certa ora e arrivare giù a Battipaglia entro le 17. Abbiamo messo comunque la sveglia all’alba e ci abbiamo provato, ma niente: con i miracoli ancora non ce la caviamo bene. Prima del concerto in tre abbiamo mangiato una pizza con la mozzarella di bufala.Da allora due hanno mal di pancia e febbre, mentre io – Lorenzo – ho passato tutta la notte a vomitare. Ma anche questo può capitare, non ne siamo felici, ma può capitare.Prima del concerto, il promoter aveva voluto comprare uno dei nostri vinili: noi li vendiamo a 15 euro, ma lui purtroppo ne aveva solo dieci. Ci ha promesso che a fine serata avrebbe provveduto a darci il resto. Non l’abbiamo più visto. Sparito.

Non è stato lui a pagarci e neanche lui ad accompagnarci nel luogo che aveva prenotato per farci dormire. Ero già stato qui con Santiago, il progetto che condivido con Alessandro Raina, e ci era capitato di dover dormire in un luogo non proprio confortevole. Per questo avevamo espressamente richiesto di poter essere ospitati in un albergo, visto anche il grande viaggio che avremmo dovuto affrontare oggi per tornare a casa. Ci è stato detto che così sarebbe stato e invece ci siamo ritrovati in un garage umido, senza riscaldamento, pieno di insetti e con un bagno fetido e puzzolente. Che volete che sia, ci siamo fatti forza, è il rock’n’roll. Un po’ meno rock’n’roll è stato scoprire che non ci sarebbe stato spazio per tutti. Cinque membri, quattro letti. E un divanetto piccolissimo su cui io sono stato capace di resistere due ore, tra una vomitata e l’altra. E gli attacchi di panico. Per niente rock’n’roll, ma altrettanto schifoso, era il paio di mutande maschili ritrovato tra le lenzuola di uno dei letti. Per non parlare del letto in cui riposava il nostro bassista Giuseppe, crollato a terra dopo pochi minuti. Normalmente una cosa del genere l’avremmo presa a ridere e forse ci saremmo spostati a dormire altrove, a nostre spese, ma ieri non ce l’abbiamo proprio fatta. Ci siamo sentiti sconfitti, umiliati e violati come musicisti e, soprattutto, persone.Con noi nella stanza, separato solo da una tenda, c’era anche il padrone del garage. Molto gentile nel fornirci un giaciglio ma non altrettanto carino nel russare e scorreggiare per tutta la durata della nostra permanenza in loco.

Così, tra una vomitata e l’altra, abbiamo deciso di partire. Metterci in strada e provare a tornare a casa. Senza avere chiuso occhio. Rischiando la vita.Cosa che è puntualmente successa quando, per un colpo di sonno del nostro Francesco, siamo stati tamponati sulla Salerno-Reggio Calabria. Un pneumatico è esploso e il furgone ha subito danni per un valore economico di circa settecento euro. Noi stiamo bene, e questa al momento è l’unica cosa che davvero conta. Per suonare la nostra musica in giro siamo disposti a sacrificare il tempo libero, gli affetti, le ore dovute al sonno, ma non la vita. L’incidente è stato sicuro una fatalità, ma tutto quello che è successo prima si sarebbe potuto e dovuto evitare. Sappiamo che molte agenzie hanno a che fare con lo stesso promoter e che da quelle parti sono passati e passeranno musicisti di assoluto livello. Ci chiediamo se verranno accolti tutti nello stesso modo, o se chi organizza concerti a Battipaglia, Campagna e Eboli abbia semplicemente un’idea classista della musica. Qualche settimana fa il nostro amico e conterraneo Cesare Basile ha subito un trattamento simile dalle stesse persone, finendo per dormire nella sua automobile, e anche altri gruppi ci hanno raccontato storie simili.

Noi ci siamo stufati di stare in silenzio e non c’importa se per questo motivo perderemo delle occasioni: vogliamo rispetto e vogliamo essere trattati da persone e non come bestie. Di sicuro non torneremo più a suonare in concerti organizzati da quel promoter, e speriamo che questa lettera aperta dia coraggio anche a qualche altra band costretta, anche altrove, a suonare in situazioni inaccettabili. Ci piacerebbe che da questo nostro sfogo potesse nascere una riflessione su cosa voglia dire fare musica in Italia ora come ora. Poche ore fa il signor Roberto Forlano ha scritto sul suo profilo Facebook che per “evitare le tragedie si sta attrezzando”. Complimenti per il sarcasmo, speriamo anche cominci ad attrezzarsi pure per ospitare le band in un posto accogliente e non costringerle a rischiare la vita.

Lorenzo e tutti i Colapesce

Fonte: Linkiesta

le altre date del tour:
Colapesce
07 Aprile Mercati Generali, Catania
15 Aprile Teatro Montevergini, Palermo
20 Aprile Appartamento Hoffman, Conegliano Veneto
21 Aprile Spazio 211, Torino
24 Aprile Barrumba, Pinarella di Cervia (Ra)
27 Aprile Sala Vanni, Firenze
29 Aprile Panic Jazz Club, Marostica (Vi)

Nickelback new video: "Lullaby" testo e traduzione

Per tutti i fans dei Nickelback ecco l’imperdibile premiere del video del nuovo singolo “Lullaby”:

Leggi il testo di “Lullaby”:

I know the feeling
of finding yourself stuck out on the ledge
and there ain’t no healing
from cutting yourself with the jagged edge
I’m telling you that
it’s never that bad
take it from someone who’s been where your at
laid out on the floor
and you’re not sure
you can take this anymore

So just give it one more try to a lullaby
and turn this up on the radio
if you can hear me now
I’m reaching out
to let you know that you’re not alone
and you can’t tell, I’m scared as hell
‘cause I can’t get you on the telephone
so just close your eyes
well honey here comes a lullaby
your very own lullaby

Please let me take you
out of the darkness and into the light
‘cause I have faith in you
but you’re gonna make it through another night
stop thinking about the easy way out
there’s no need to go and blow the candle out
because you’re not done,
you’re far too young and the best is yet to come

So just give it one more try to a lullaby
and turn this up on the radio
if you can hear me now I’m reaching out
to let you know that you’re not alone
and you can’t tell, I’m scared as hell
‘cause I can’t get you on the telephone
so just close your eyes
well honey here comes a lullaby
your very own lullaby

Everybody’s hit the bottom
and everybody’s been forgotten
and everybody’s tired of being alone
everybody’s been abandoned
and left a little empty handed
so if you’re out there barely hanging on
Continua a leggere “Nickelback new video: "Lullaby" testo e traduzione”