Subsonica "INSTANTANEE TOUR 2012" Milano: la Scaletta

Vi affannate a cercare la scaletta del “ISTANTANEE TOUR 2012”? eccovela ricavata direttamente dalla prima tappa del tour a Mantova lo scorso 21 aprile al Palabam (i brani sono in ordine sparso).

Un passo indietro ai 15 anni che furono, e che sono, perché come vedrete non mancano pezzi dell’ultimo album. Grande assente a quanto pare, e con sorpresa dei fans accorsi a Mantova, STRADE. Possiamo chiudere un occhio dai.

Noi stasera ad Assago ci saremo e voi?

NUVOLE RAPIDE

NUOVA OSSESSIONE

TU MENTI

PER UN ORA D’AMORE

ERRORE

DILUVIO

BENZINA OGOSHI

ISTRICE

GLACIAZIONE

COLPO DI PISTOLA

AURORA SOGNA

TUTTI I MIEI SBAGLI

DISCO LABIRINTO

CIELO SU TORINO

DEPRE

COME SE

ISTANTANEE

ONDE QUADRE

RADIO ESTENSIONI

GIUNGLA NORD

COSE CHE NON HO + DAITAN III

PRESO BLU

NICOTINA GROOVE

FUNKSTAR

Damien Rice, le date italiane

A luglio ben 4 date italiane per il tour del cantautore irlandese, Damien Rice (fonte e maggiori info: vivoconcerti)

Mercoledì 25 Luglio 2012
GRADO (GO) – DIGA NAZARIO SAURO
GRADO FESTIVAL

Venerdì 27 Luglio 2012
Ferrara, Cortile del Castello Estense
Piazza Castello

Sabato 28 Luglio 2012
Firenze, Cavea
Nuovo Teatro dell’Opera

Lunedì 30 Luglio 2012
Roma, Cavea Auditorium
Auditorium Parco della Musica

Ed ecco la possibile scaletta, tratta dal suo ultimo concerto:

The Professor & La Fille Danse
Delicate
Fool
Coconut Skins
9 Crimes (Piano Ver.)
Volcano
Eskimo
Rootless Tree (Piano Ver.)
Amie
Toffee Pop
Elephant
Older Chests
I Remember / Can’t Get You Out Of My Head
(Kylie Minogue cover)
Cannonball (W/o Microphone)
Encore:
Cold Water / Hallelujah
(Jeff Buckley cover)
The Blower’s Daughter
Cheers Darlin’ (After Drinking 1 Bottle of Wine)
Encore 2:
Baby Sister (Performed Outside of the Concert Hall with No Inform)
Everything You’re Not Supposed to Be
Childish

I SOUNDTRACK OF A SUMMER esordiscono con HOLES

Siamo lieti di presentare l’esordio ufficiale dei Soundtrack of a Summer  – SOAS – band emiliana che dopo un buon lavoro autoprodotto pubblicheranno a giorni il loro primo album “Holes”. L’uscita del disco è prevista per maggio 2012 e i SOAS sono decisamente “in pieno rock ‘n’ roll”; o meglio, “in pieno punk rock”, naturalmente marchiato U.S.A. Il disco ti mette addosso il buonumore tipico di questo genere, la spensieratezza propria degli anni del liceo o dei college americani, e la voglia di fare di tutto, caratteristica di una stagione tra tutte, quella estiva; e mai nome fu più azzeccato per la band. Il disco è potente e melodico al tempo stesso. Contiene dodici tracce, ed è una tirata unica dall’inizio alla fine. Tutto punk rock o pop punk puro, con le stesse distorsioni per la chitarra, le stesse tonalità e le stesse melodie per la voce, le stesse ritmiche per batteria e basso, sia che stiano suonando lenti o che siano pezzi veloci, dalla traccia di apertura a quella di chiusura il suono non cambia. Da sottolineare la traccia d’apertura dell’album “Better than this” molto coinvolgente, molto bella, della quale è stato girato anche il video; “Setting forth”, The same old song”, “The hardest thing-fiesta red”. E’ un ottimo album d’esordio, certo, la musica che fanno è abbastanza chiusa, ma se sei un ammiratore di questo genere è sicuramente un gran bel disco.

I SOAS fanno parte di tutto quel movimento underground musicale, che forse grazie alla tecnologia, forse grazie al moltiplicarsi di scuole musicali di buon livello, o forse perché la musica con la quale le nuove band sono cresciute è proprio quella musica fantastica che si chiama rock e che cinquant’anni fà non esisteva, ha raggiunto un livello di eccellenza. E’ come una piramide a quattro piani. Ci sono i gruppi che strimpellano, poi ci sono quelli che si impegnano, che hanno buone idee ma non riescono a trovare la giusta formula, poi c è un fitto sottobosco di band che hanno raggiunto l’evoluzione definitiva, con l’identificazione di un determinato genere musicale (quando non ne creano uno nuovo), che suonano la loro musica in maniera impeccabile, hanno una buona tecnica, hanno il giusto look che, unito alle canzoni, inviano un messaggio ben definito, e poi ci sono quegli artisti e quelle band che fanno parte ormai del mainstream.

Di eccellenza in Italia, che che se ne dica, ce n’è davvero molta; e il SOAS ne fanno parte, si collocano nell’insieme di quelle band che sono li, hanno chiaro il loro genere e lo suonano alla grande, e che sono  pronte a fare il salto nel  mainstream.

Siti band: http://www.soundtrackofasummer.com/, http://www.myspace.com/soundtrackofasummer

Davide Pinchiroli

AFTERHOURS e IL TEATRO DEGLI ORRORI: un concerto gratuito a L'aquila

 Abbiamo sempre apprezzato le iniziative a suon di musica e coscienza, e a questo giro sono gli Afterhours e il Teatro degli Orrori a decidere di organizzare qualcosa di utile e piacevole in quel de L’aquila. Sabato 19 maggio ore 21.00, Piazza Duomo, si cercherà senza alcuna pretesa ma con tante speranze di riportare l’attenzione su L’Aquila e sui suoi giovani  a 3 anni dal terremoto. Il concerto sarà gratuito, e a costo zero per l’Amministrazione locale, poichè a dare supporto ci saranno dei local promoter e dell’Amministrazione stessa. Ricordiamo ancora termini quali “zona rossa” che indicava proprio la zona più colpita dal sisma, e in cui si trova Piazza Duomo, e sarà proprio quella la location dell’evento, un luogo carico di significati simbolici della storia della città nel bene e nel male. Gli artisti e lo staff alloggeranno in locali e strutture come la Caserma della Guardia di Finanza che aveva ospitato il G8. La musica aveva già pensato ad impegnarsi per gli aquilani con il singolo “Domani” (registrato a tempo di record da oltre 56 artisti) che aveva portato ad una raccolta di  oltre 1 milione di euro interamente destinato alla ricostruzione, sapete che fine hanno fatto quei soldi? sono ancora inutilizzati. Proprio per questo Manuel Agnelli (che aveva partecipato alla registrazione ai tempi, di “Domani”) vuole ritornare e ridare voce a una realtà, non dimenticata, ma lasciata in stand-by. La speranza è che si giunga ad una soluzione in tempi brevi e che questi soldi possano essere utilizzati. L’assessore alla Cultura presso il Comune de L’Aquila, Stefania Pezzopane ha commentato così l’iniziativa: “Abbiamo accolto immediatamente la proposta degli Afterhours di donare ai giovani aquilani un evento completamente gratuito, che riporti l’attenzione dei media sulla nostra città, ancora tristemente ferita, anche nelle sue anime. La performance degli Afterhours porterà si solidarietà, ma anche un momento di socialità e di condivisione. Di nuovo il centro storico tornerà a vivere insieme ai giovani ed alla musica. Ringrazio gli organizzatori per aver scelto di voler dirottare sull’Aquila la loro professionalità e sensibilità, creando un evento che va ben al di là dello spettacolo.”

Concerto PRIMO MAGGIO 2012: Afterhours, Caparezza, Teatro degli Orrori, A Toys Orchestra, Dente e altri

Concerto del Primo Maggio alle porte, ed ecco annunciati prontamente coloro che parteciperanno alla lineup. Insieme a Mauro Pagani e l’Orchestra Roma Sinfonietta, ci saranno gli Afterhours (che proprio ieri a Milano hanno presentato il nuovo album Padania, di prossima uscita, noi l’abbiamo ascoltato in anteprima…bè tanta roba!), ci sarà poi Caparezza, che abbiamo visto questa estate al Carroponte con il suo Eretico Tour, ed ha già partecipato lo scorso anno al concertone di Roma, seguiranno Il Teatro degli Orrori, gli A Toys Orchestra, Dente, Sud Sound System, Marina Rei, Alessandro Mannarino e Nobraino. In Piazza San Giovanni a Roma ci sarà quindi un gran bello spettacolo, come sempre, all’insegna del rock. Questa è la parte italica, ma saranno anche presenti gli statunitensi Young The Giant. Se proprio non potete andare a Roma, come consuetudine ci sarà la diretta su Rai3.

Bruce Springsteen count down per il "Wrecking Ball Tour"

Da ormai qualche mese stiamo seguendo il Boss e le sue mosse in attesa del concertone, sold out, allo stadio San Siro di Milano il prossimo giugno. Il Wrecking Ball Tour con la E Street Band di Bruce Springsteen ha iniziato a girare. A East Rutherford, nel suo New Jersey, Bruce Springsteen ha affrontato il pubblico di Manhattan con due serate memorabili al Madison Square Garden di New York. In Europa arriverà il 13 maggio, e anche qui a casa nostra si vivranno tre ore (residenti di San Siro siate clementi) di spettacolo per celebrare quarant’anni di carriera, 185 milioni di copie vendute, 21 Grammy Awards e 17 album di studio. Eccovi la cronaca a opera di Repubblica.it del concerto di NY:

“La scena è spoglia, i ventimila sono distribuiti a 360 gradi intorno al palco. È il segnale che la protagonista, ancora una volta, sarà la musica, nessuna diavoleria scenica, gigantografie o fuochi d’artificio. L’unica civetteria che si concede è solleticare Manhattan con la voce di Sinatra che canta New York, New York, sulla quale s’inserisce dopo la prima strofa cantandoBadlands con una ferocia inaudita, coinvolgendo immediatamente la E Street Band in una jam session che non dà più tregua fino all’ultimo bis.

Il Boss aveva una scommessa da vincere: continuare a far esistere la E Street Band anche senza la carismatica

presenza del sassofonista Clarence Clemons, morto l’anno scorso 1. Pericolo scongiurato, il cast è comunque stellare. Non solo la presenza di chitarristi di valore come Nils Lofgren e Steven Van Zandt trascinano la platea con assoli vorticosi (Lofgren incomincia a ruotare come un derviscio e scatena il delirio sul finale di Because the night) e il pianista Roy Bittan restituisce fedelmente la grandeur sonora dei primi quattro album, ma Jake Clemons, il nipotino chiamato a rimpiazzare The Big Man, riesce a riempire, anche con la presenza fisica, il vuoto lasciato dallo zio carismatico.

Diciassette musicisti sul palco, con una violinista, la nutrita sezione di fiati, due coristi e l’immancabile moglie Patti Scialfa, non indispensabile ma coreografica, alla chitarra. Solo un leone riuscirebbe a far udire il suo ruggito su un’orchestra del genere. E qui il Boss vince la sua seconda scommessa: tenere la scena a 62 anni con la stessa travolgente energia degli anni 80.

Fasciato nei jeans che ormai sono diventati la sua seconda pelle (“Il più bel culo del rock’n’roll!”, esclama una signora attempata a un marito decisamente fuori forma), Springsteen non si risparmia. Sfida l’artrosi, gettandosi secchi d’acqua addosso quando si lascia cadere in ginocchio e scivola per dieci metri sul fronte del palco (Madonna al Superbowl? una dilettante al confronto).

Il Boss è Elvis e Woody Guthrie, Otis Redding e Leadbelly, James Brown e Bob Dylan in una sola, esplosiva figura di entertainer; il cantautore dei grandi contenuti e il rocker che brucia la scena. È esaltante, ma anche commovente quando intona gli inni al suo paese ferito e sconvolto dalla violenza:Death to my hometown, The rising, My city of ruins e American skin (41 shots). Lo Springsteen addolorato e riflessivo degli ultimi capolavori è tutto dentro l’amarezza di Wrecking ball e Jack of all trades, che recita con rassegnato populismo: “Il banchiere s’ingrassa, l’operaio dimagrisce / È successo prima e succederà ancora”.

C’è grande commozione al Madison quando la musica tace e un megaschermo trasmette il tributo a Clarence Clemons con immagini raccolte on the road nel corso dei suoi quarant’anni al servizio della E Street Band. C’è grande tensione al Madison quando il Boss si avventura in uno stage diving alla Kurt Cobain, in bilico sulle teste dei fan della platea, un giochetto che terrorizzerebbe anche il più spavaldo e incosciente dei rocker.

C’è ilarità al Madison quando Bruce punta il riflettore sulla sua famiglia e chiama sul palco le nipotine e infine sua madre, la novantenne Adele Zerilli (“Solo tu sai quanto desideravo salire su questo palco e con quali occhi guardavo New York dall’altra parte del fiume”). La coccola, la fa ballare, la prende in braccio – ora è lei la sua bambina – infine la consegna tra le braccia di un gorilla che la riaccompagna al suo posto.

C’è la stessa allegria di un veglione di San Silvestro al Madison quando il leader sfodera la sua grinta soul e esegue in un “Apollo Medley” mozzafiato The way you do the things you do di Smokey Robinson e 634-5789 di Wilson Pickett.

C’è devozione al Madison quando scandisce con una voce che non ha mai perso intensità i messaggi che ha da mandare all’America, quelli scritti nell’ultimo disco e nella canzone We take care of our own, un appello al Paese che ha tradito il patto stipulato con i cittadini dopo il Vietnam. “Ovunque sia volata questa bandiera/Noi ci prendiamo cura di ciò che è nostro”, canta il Boss, deluso come i suoi fan dalla politica moderata di Obama.

E finisce con una speranza, la certezza che l’epoca di Bush – per anni avversata con dischi e concerti e rally – è tramontata “e che niente sarà più come prima”. Salvo il rock”.

Fonte: Repubblica.it

 

Jovanotti e l'Agenda Digitale vs Libero

Jovanotti dice la sua via social network, (in questo caso Facebook, ma è attivissimo anche su twitter) riguardo all’articolo di Libero, in cui veniva titolato “l’uso” del cantante per fronteggiare la crisi da parte di Monti. “Il premier vuole ingaggiare il cantante per rifarsi l’immagine” affermazione forte e meritevole di  essere ben argomentata. E ci ha pensato Lorenzo Cherubini stesso a precisare e dire la sua, più o meno, sull’ agenda digitale ((http://www.agendadigitale.org/)

“Visto che il direttore Belpietro del quotidiano Libero ne ha parlato addirittura in prima pagina e mi sento di dire la mia sulla questione. Non mi ha chiamato il Presidente del Consiglio Mario Monti, che immagino e mi auguro che abbia cose più importanti da fare che pensare a me.
Qualche settimana fa ho ricevuto una email da un funzionario di un Ministero e in questa email si parlava dell’”agenda digitale” . E io che c’entro? Ebbene qualcuno deve aver pensato che io potessi essere un “testimonial” credibile per raccontare questa cosa attraverso i media. Una cosa normale che avrei anche potuto fare se non fossi già impegnato. Tra l’altro questa “agenda digitale” è una bella cosa, nata fuori dai partiti diversi anni fa, un passaggio utile che se si realizzasse anche in parte avvicinerebbe l’Italia agli altri paesi più tecnologicamente avanzati. Il mondo digitale e certe questioni come l’abbattimento del “digital divide” mi interessano ma il mio mestiere è un altro quindi ho risposto che non potevo, grazie di aver comunque pensato a me, ho detto… Insomma una cosa normale, nessuna chiamata d’emergenza per lucidare l’immagine del Governo.
La sua immagine è buona o cattiva solo come conseguenza dei provvedimenti e delle azioni che porterà avanti, credo.
Ringrazio quindi Libero per la caricatura che hanno messo in prima pagina, che è mitica e che terrò come ricordo, ma la notizia non c’è.
Se poi il Presidente Monti vorrà “rifarsi l’ immagine” gli posso sempre prestare le mie scarpe che luccicano, quelle che ho usato in tour, ma non penso che possano aiutarci ad abbassare lo spread.
Se invece vi interessa saperne di più ecco il sito dove si parla dell’agenda digitale, che non è il nuovo tablet di Belpietro:
http://www.agendadigitale.org/

Fonte: ilPost

Un piacevolissimo GIANMARCO MARTELLONI pubblica "FIAMME"

Piacevolissimo il secondo lavoro di Gianmarco Martelloni, “Fiamme” che esce proprio oggi, 17 aprile. Non credo che sia cambiato molto nel suono, dall’album precedente. E questo è decisamente un bene, perché questo ragazzo aveva già trovato la giusta combinazione tra rock e pop, tra originalità e melodia tradizionale. Ci sono voluti quattro anni per pubblicare il nuovo album, ed eccolo qua; semplicemente perfetto. Molto piacevole da ascoltare, suonato con accuratezza e cantato con molta precisione. La melodia la fà sempre da padrona; e questo rende molto gradevole l’intera composizione.
Chitarra, basso, batteria e tastiera aumentano d’intensità producendosi in ritmi coinvolgenti e diminuiscono creando forti atmosfere , ma si tengono sempre unite alle spalle della voce, esaltata in pieno stile cantautoriale italiano. La voce di Gianmarco è una bella voce, non è molto particolare, ma ha un buon timbro. Le melodie non sono mai scontate; a tratti lascia trasparire quella che potrebbe essere la sua  particolarità che si riscontra nella gestione del testo cantato, a volte fortemente ritmato, a volte gestito con un attento controtempo. Come i migliori cantautori, ci mette il cuore nel cantare e si sente; si avverte anche la sensazione, in alcuni punti, con l’incalzando del pezzo, che l’artista si carichi e che dentro di sé cresca forte la voglia di urlare, ma si tiene in linea con la melodia. Verso la fine del disco si percepisce una musica forse più aggressiva e più profonda. Saggio utilizzo delle seconde voci, che non risultano mai esagerate e sono usate nella giusta quantità. Il disco è composto da dieci pezzi. Sono tutte belle canzoni; non ci sono le classiche canzoni scritte per riempire gli album a cui gli artisti più blasonati si affidano sovente. Potrebbero essere tranquillamente dieci singoli. Cito “Ci sono fiamme”, “Il vento” o “Tre bandiere bianche”.

Particolare attenzione merita il primo singolo estratto dall’album, con relativo videoclip; s’intitola “Chiedici scusa”, in cui il rock si fà duro, la voce a tratti urlata e potente ed il testo molto audace con buon gusto. Per chi acquista la versione in digitale c’è anche la bonus track “Il vino”, cover di Piero Ciampi, nella quale Martelloni e la sua band creano una forte atmosfera dai caratteri jazz per l’introduzione e la strofa, per poi esplodere con un ritornello più forte, malinconico che va a riprendere i caratteri mediterranei dell’originale. Una bella rivisitazione che con i suoi caratteri a tratti disperati rende il giusto omaggio ad un’artista scuro, profondo e malinconico, considerato uno dei padri e degli esponenti più alti, della musica d’autore italiana.

Siti artista: http://www.martelloni.it/, http://www.myspace.com/gianmarcomartelloni

Davide Pinchiroli

Coachella: Radiohead, Kasabian, The Black Keys, Kaiser Chiefs e tanti altri

Se avessimo potuto saremmo volati immediatamente a Coachella, una città nella zona desertica della California, per il festival di arte e musica, che ha visto in 3 giorni salire sul palco oltre un centinaio di artisti della scena rock mondiale. Sono infatti più di 140 le band partecipanti sia per il weekend del 13-15 Aprile, che in quello prossimo, 20-22 Aprile; gli organizzatori hanno altruisticamente ben pensato di fare in modo che tutti gli artisti che hanno suonato nel weekend appena conclusosi ri-suoneranno anche il prossimo, compresi i Radiohead, che ripeteranno il concerto sabato 21, (questo per via del grande afflusso di pubblico degli scorsi anni gli organizzatori hanno deciso di estendere il festival da uno a due weekend, mantenendo lo stesso programma tra l’uno e l’altro). Altri nomi ai noi graditi Kasabian, The Black Keys, Arctic MonkeysNoel Gallagher e moltissimi altri!

Vi consigliamo di fare un salto sul sito ufficiale dell’evento e guardarvi i video che vi abbiamo linkato!

Qui la lineup del prossimo weekend nel caso foste da quelle parti!