The Offspring 13/6/12 @ Rock in IdRho Preview

Dexter Holland e co. hanno solcato il palco del Carroponte lo scorso 13/6/12. Il colpo appena la band al completo si è palesata on stage è stato proprio quello di un flash back indietro alla nostra adolescenza, ma purtroppo anche alla giovinezza degli Offspring che è rimasta un ricordo. La sensazione che ad essere sul palco ci fosse il papà di Dexter era condivisa dai più, ma puramente per una questione estetica, per la voce, e il rock, quello no…quello c’era!

Eccovi le foto della serata e la scaletta:

Gonna Go Far Kid

All I Want

Come Out And Play

Days Go By

Have You Ever

Staring At The Sun

Original Prankster

Bad Habit

Ska

Walla Walla

Hit That

Kristy

Get A Job

Americana

Want You Bad

Pretty Fly

Kids Aren’t Alright

Head Around You

Self Esteem

 

Un boss a Milano: Bruce Springsteen San Siro 07/06/2012

“Yeah, sing it hard and sing it well / Send the robber barons straight to hell / The greedy thieves that came around and ate the flesh of everything they’ve found / Whose crimes have gone unpunished now / Walk the streets as free men now.” (Death To My Hometown)

questi versi riassumono quello che Bruce ha urlato a gran voce nello stadio milanese lo scorso 7 giugno. Stesso tema affrontato anche a Berlino, probabilmente il filo rosso del tour del Boss. Il suo messaggio, come il suo nuovo album, Wrecking Ball, riguardava una questione di interesse universale: il saccheggio delle nostre economie e vite da parte delle banche che sfacciatamente divorano i nostri soldi. (bè i suoi forse non tanto quanto i nostri, ma sentire comunque un icona del genere parlare di questioni così a noi vicine fa sempre piacere). Springsteen si scaglia contro “ladri baroni”… “in America molte persone hanno perso il lavoro e so che in Europa i tempi sono duri”; riferimenti e dediche anche ai terremotati emiliani ovviamente e un concertone di quasi quattro ore che ha riportano a distanza di 4 anni a Milano l’ironia glaciale e rock del boss. L’inizio del concerto previsto per le 20.00 con qualche minuto di ritardo si apre alla notte magica di Milano, una notte di sorprese solo per chi non c’era nel 2008 visto che già si sapeva delle vicessitudini legate al “tirar tardi” del boss (nel 2008 Springsteen sforò i limiti d’orario imposti per i concerti a San Siro e il promoter si beccò una denuncia e un processo) a questo giro però ci si è portati avanti, come riuscire a chiudere la bocca al boss dei boss? in alcun modo… infatti il Comune di Milano gli ha concesso una deroga sui decibel e così il promoter non dovrà pagare alcuna multa. Notiamo sin da subito la poco sfarzosità del palco, minimal, quasi piccolo a vedersi, nessun effetto speciale in linea con gli show di altri grandi tour di artisti americani, solo ciò che serve: la SUA voce, il soul, il folk, e il rock, di Bruce e della sua magnifica band, una big band (due grandi assenti alla E Street Band purtroppo Clarence Clemons e Danny Federici, ai quali Bruce rende omaggio).
Si comincia con due brani dell’ultimo album: We Take Care Of Our Own e Wrecking Ball, seguono pezzi storici The E Street Shuffle, The Promise (eseguita piano e voce), Darkenss On The Edge Of Town, The River. A tutti i musicisti del mondo vogliamo solo dire una cosa: la prima e unica pausa ha avuto una durata di un minuto scarso, ed è arrivata alle 23.20, al 23esimo brano! (Vasco prendi esempio, in fondo vi passate solo 3 anni, ed è lui il più vecchio ad averne 63!!) una continua successione di brani a cui è difficile star dietro, fermarsi e prendere appunti, la scaletta ve la riportiamo di seguito, non possiamo avere la pretesa di raccontarvi “com’è stato” bisognava esserci! Solo alcuni aneddoti per farvi capire ciò di cui un artista vero deve essere capace di fare in un live: un ballo con una bambina che avrà avuto all’incirca 6 anni (la tira sul palco da una delle tre pedane delle prime file), fa toccare la chitarra ai fortunati delle prime file, risponde alla richiesta di una ragazza che espone un cartello con scritto “Can I dance with Jake?”, infatti un minuto dopo sta correndo verso Clemons jr il nipote di Clarence) per ballare con lui, e ciò che ogni fan vera dovrebbe e vorrebbe fare avviene, non contenta la fortunata salta in braccio a Bruce lo abbraccia, lo bacia, e forse senza rendersi conto regala un’invidia unica a tutti i 60.000 presenti, lei come anche il bacio dato ad un’altra ragazza del pubblico (ah il concerto era sold out ovviamente!)

A voi scaletta e foto: Bruce Springsteen Milano 07/06/2012

1.We Take Care of Our Own
2.Wrecking Ball
3.Badlands
4.Death to My Hometown
5.My City of Ruins
6.Spirit in the Night
7.The E Street Shuffle
8.Jack of All Trades
9.Candy’s Room
10.Darkness on the Edge of Town
11.Johnny 99
12.Out in the Street
13.No Surrender
14.Working on the Highway
15.Shackled and Drawn
16.Waitin’ on a Sunny Day
17.The Promised Land
18.The Promise
19.The River
20.The Rising
21.Radio Nowhere
22.We Are Alive
23.Land of Hope and Dreams

Encore 1.Rocky Ground
1.Rocky Ground
2.Born in the U.S.A.
3.Born to Run
4.Cadillac Ranch
5.Hungry Heart
6.Bobby Jean
7.Dancing in the Dark
8.Tenth Avenue Freeze-Out
9.Glory Days
10.Twist And Shout

Aerosmith: "Music From Another Dimension" & "Legendary Child"

Ci siamo, vi avevamo già parlato del nuovo album di inediti degli Aerosmith in arrivo a Luglio, in fondo dal 2004 ad oggi ne sono passati di anni e forse qualcosa di nuovo da parte di Steven Tyler e soci lo aspettavamo. L’album si intitolerà Music From Another Dimension, vi riportiamo la tracklist in anteprima e anche il singolo che apre a questo nuovo lavoro Legendary Child, il pezzo originale venne scritto durante la registrazione dello storico album della band “Get A Grip“, ma la nuova versione farà parte della colonna sonora del film G.J. Joe – La Vendetta (nelle sale dal 17 agosto) diretto da Jon Chu. “Legendary Child”, è ora disponibile su iTunes, e di seguito potete godervi la performance live ad America Idol della band che lo propone proprio sul palco dove Steven fa il giurata (anche lui è caduto nella trappola dei talent)

Aerosmith – Legendary Child – American Idol

 

invece l’album completo “Music From Another Dimension” sarà rilasciato il 28 agosto, ed ora è disponibile per il pre-ordine su iTunes. La tracklist è:

Music From Another Dimension tracklisting

1. What Could Have Been Love

2. Beautiful

3. Street Jesus

4. Legendary Child

5. Oh Yeah

6. We All Fall Down

7. Another Last Goodbye

8. Out Go the Lights

9. Love Three Times a Day

10. Closer

11. Shakey Ground

12. Love a Lot

13. Freedom Fighter

14. Up on the Mountain

The Stone Roses : il live a sorpresa a Manchester

 L’attesa dei fan italiani per luglio sembra infinita (suoneranno all’Arena Civica di Milano il 17/7/12), nel frattempo qualcun altro la scorsa sera, 23 maggio, a qualche km di distanza da qui… a Manchester – Warrington Parr Hall – si è goduto i The Stone Roses live dopo 16 anni; Liam Gallagher era tra i presenti. Lo spettacolo funge da warm-up per il tour estivo della band, che prenderà il via a Barcellona il mese prossimo. Seguirà il Regno Unito, Manchester Heaton Park il 29 giugno, 30 e 1 ° luglio, e come detto anche Milano. I leggendari di Manchester, hanno annunciato lo scorso anno la reunion, ed eccola finalmente arrivare, hanno svolto un set di 11 canzoni, ma senza bis: in apertura ‘I Wanna Be Adored’, il brano di apertura dal loro album di debutto 1989, e chiusura con ‘Love Spreads’, il Il singolo da ‘Second Coming’. ll frontman Ian Brown sembrava ben rilassato ed era chiara la sintonia tra tutta la band in compagnia dopo tanto tempo. Durante  “Waterfall”, Brown ha detto qualcosa all’orecchio chitarrista John Squire, e si sono scambiati un sorriso. Il bassista Mani, in particolare, sembrava di buon umore. Brown ha avuto qualche parola dura per chi tra la folla che ha preferito mettersi a filmare, fotografare e twittare per tutto il concerto, piuttosto che “viversi nel momento”. A parte questo, però, scherzava allegramente con i 1.500 presenti. Prima di “She Bangs The Drums”, ha scherzato “Are we in tune yet? There’s loads of girls in here.” Non ci sono state nuove canzoni, ma la band ha poi lasciato il palco dicendo al pubblico: “Grazie, torneremo” e speriamo presto con qualcosa di nuovo di zecca (il quartetto aveva scritto lo scorso ottobre in occasione dell’annuncio della reunion che c’erano “almeno tre o quattro nuove tracce” pronte per un potenziale terzo album).
Il concerto di ieri, era stato annunciato all’ultimo minuto, poche ore prima dell’orario dello spettacolo, tramite sito ufficiale della band. I fan potevano raccogliere un braccialetto per persona al Warrington Pyramid box office (accanto a Warrington Parr Hall) dalle 16:00. Era chiaro però che molti abitanti del luogo erano a conoscenza del concerto da qualche tempo, ma era stato giurato di mantenere il segreto.

Vi riportiamo la scaletta dei brani che hanno proposto:

‘I Wanna Be Adored’
‘Mersey Paradise’
‘Sally Cinnamon’
‘Made Of Stone’
‘(Song For My) Zucchero Spun Sister’
‘Where Angels Play’
‘You Shoot Down’
‘Tightrope’
‘Waterfall’
‘She Bangs The Drums’
‘Love Spreads’

Fonti: Guardian UKNME

Bob Marley: 10 canzoni per celebrarne il 31° Anniversario

Oggi ricorre il trentunesimo anniversario  della morte di Bob Marley (1945, St. Ann, Giamaica – 1981, Miami, Florida), lo celebriamo ricordandolo in 10 canzoni (estratte da “Playlist”, il libro antologia di Luca Sofri). Aveva 36 anni quando rifiutò l’amputazione di un piede in cui si era sviluppato un tumore maligno. Difficile sintetizzare sulla sua storia, come altrettanto difficile resta documentarla esaustivamente… lasciamo parlare le sue canzoni. Ne sono state scelte 10, riassuntive (dai  primi anni ’70 agli anni ’80): 

I shot the sheriff (Burnin’, 1973)
Lui ha sì ammazzato lo sceriffo, ma il vicesceriffo no. E poi lo sceriffo gli rompeva sempre i coglioni, e non lasciava che lui facesse crescere ciò che aveva seminato. In senso metaforico o no. (Poi ebbe gran fortuna cantata da Eric Clapton, nel 1974).

Stir it up (Catch a fire, 1973)
Per anni di candore adolescenziale mi è rimasta addosso la convinzione che lui le chiedesse di stirargli le camicie. Naturalmente le chiede ben altro, con abbondanza di metafore convenzionali (placa la mia sete, raffredda i miei bollori, cose così). L’aveva scritta nel 1967 e divenne un successo in Inghilterra cantata da Johnny Nash.

No woman no cry (Natty Dread, 1974)
Non si è mai capito chi l’abbia scritta, ché le vicende giamaicane legate alla gavetta di Marley sono un po’ confuse: se sia stato Marley stesso, il suo amico Vincent Ford che ne è l’autore ufficiale (ma per alcuni Marley gliene regalò i meriti per dargli una mano), o i due assieme. In inglese corretto il titolo significherebbe che senza donne non si piange: ma lo slang giamaicano usa “no” per “don’t”, “non piangere, donna”. È il più grande successo di Marley, la più famosa canzone reggae e uno dei più grandi esempi di che-je-fa-a-‘na-canzone la versione live (ce ne sono esecuzioni diverse in molti dei vari dischi live di Marley).

I shot the sheriff (Burnin’, 1973)
Lui ha sì ammazzato lo sceriffo, ma il vicesceriffo no. E poi lo sceriffo gli rompeva sempre i coglioni, e non lasciava che lui facesse crescere ciò che aveva seminato. In senso metaforico o no. (Poi ebbe gran fortuna cantata da Eric Clapton, nel 1974).

Stir it up (Catch a fire, 1973)
Per anni di candore adolescenziale mi è rimasta addosso la convinzione che lui le chiedesse di stirargli le camicie. Naturalmente le chiede ben altro, con abbondanza di metafore convenzionali (placa la mia sete, raffredda i miei bollori, cose così). L’aveva scritta nel 1967 e divenne un successo in Inghilterra cantata da Johnny Nash.

No woman no cry (Natty Dread, 1974)
Non si è mai capito chi l’abbia scritta, ché le vicende giamaicane legate alla gavetta di Marley sono un po’ confuse: se sia stato Marley stesso, il suo amico Vincent Ford che ne è l’autore ufficiale (ma per alcuni Marley gliene regalò i meriti per dargli una mano), o i due assieme. In inglese corretto il titolo significherebbe che senza donne non si piange: ma lo slang giamaicano usa “no” per “don’t”, “non piangere, donna”. È il più grande successo di Marley, la più famosa canzone reggae e uno dei più grandi esempi di che-je-fa-a-‘na-canzone la versione live (ce ne sono esecuzioni diverse in molti dei vari dischi live di Marley).

Ride natty ride (Survival, 1979)
L’apocalisse che si porterà via i malvagi è resa un po’ meno terrificante dall’andamento della canzone, buono al massimo per farsi tutti assieme un bagno in mare, devoti e peccatori. E “go deh!” pensavo lo potessero dire solo i livornesi che commerciano col campo Darby.

One drop (Survival, 1979)
“They made the world so hard, everyday the people are dying” Uno dei pezzi meno riprodotti diSurvival, il disco di chiamata all’insurrezione africana, è quello col ritmo più eccitante e rilassante assieme (però andò fortissimo in Giamaica).

Redemption song (Uprising, 1980)
Canzoni di libertà, canzoni di redenzione. L’ultima cosa di Marley, stupenda. Meglio la versione da solo, che quella con la band: o anche la bella cover di Joe Strummer. Nell’ultima puntata della prima serie di Lost, la cantava Sawyer.

Forever loving Jah (Uprising, 1980)
“Old man river, don’t cry for me”: Marley era un uomo che conosceva i testi sacri ma anche quelli profani del blues: “old man river” è una espressione consueta del genere, e il fiume di solito è il Mississippi. Forever loving Jah ribadisce il fatto che “non abbiamo paura di niente”, neanche di quelli che spararono contro di lui e sua moglie, nel 1976, alla vigilia di un concerto per la pacificazione tra le fazioni avverse in Giamaica.

Fonte: IlPost

James Taylor tour: la scaletta di Roma

James Taylor concluderà il 30 Marzo, la sua tourné italiana. L’icona del rock anni settanta, si esibirà all‘Auditorium Conciliazione. Il commiato al pubblico romano, sarà l’occasione per celebrare la fine del tour italiano. Questi i brani che James Taylor, stando a quento fatto ascoltare nelle altre tappe, proporrà al pubblico della capitale:

Everyday – cover
Something in the Way She Moves
Walking Man
Angry Blues
Your Smiling Face
Line ‘Em Up
My Traveling Star
Carolina in My Mind
Up on the Roof (Little Eva cover)
Country Road
Georgia On My Mind-Arnold McCuller
Western Plain – cover
Copperline
Jump Up Behind Me
Stop Thinkin’ About That
Don’t Let Me Be Lonely Tonight
Sweet Baby James
Steamroller
Fire and Rain
Mexico
Shed a Little Light
How Sweet It Is – cover
Shower the People

Bis:
You Can Close Your Eyes

Rock History: 1952 Il primo concerto Rock della Storia

Rock’n’roll negli anni’50 fu introdotto come termine da un presentatore radiofonico di 30 anni di nome Alan Freed, detto anche “King of the Moondoggers”, Freed si riferiva a quella musica come al “rock’n’roll”, un eufemismo dei testi della musica blues per il sesso (originariamente un’espressione che indicava un movimento come il rollìo di una nave), sempre quest’uomo fu il presentatore di quella serata che entra nella storia, LA STORIA DEL PRIMO CONCERTO ROCK. La sera di venerdì 21 marzo del 1952, alla Cleveland Arena di Cleveland, Ohio, si tenne il Moondog Coronation Ball, considerato il primo concerto rock della storia. Ma la serata finì in modo disastroso, con i pompieri che disperdevano la folla con gli idranti, vetrate rotte e persone ferite: al concerto si presentarono in troppi, i biglietti erano stati stampati con un errore che causò la confusione e la platea – per la maggior parte nera – si stupì quando scoprì che il presentatore dell’evento, che fino ad allora aveva sentito solo per radio, era un bianco. Un articolo di Jude Sheerin sul sito di BBC ha raccontato la storia di quel concerto. Il gruppo principale era quello di Paul Williams and his Hucklebuckers, diventati famosi tre anni prima con il pezzo Hucklebuck, piuttosto lontano da quello che oggi chiameremmo “rock’n’roll”. Gli altri gruppi erano Tiny Grimes and his Rockin’ Highlanders e i Dominoes and Varetta Dillard. Il biglietto costava un dollaro e mezzo, e la serata era sponsorizzata come “il ballo più terribile di tutti” (“most terrible ball of all”). la sera del concerto si presentarono alla Cleveland Arena circa ventimila persone per una struttura che ne poteva ospitare meno di diecimila, anche perché i biglietti erano stati stampati con un errore: non era indicata la data, e non era possibile distinguere i biglietti per il 21 marzo da quelli per una seconda serata decisa dagli organizzatori dopo che i primi biglietti andarono velocemente esauriti. Gli spettatori erano vestiti per lo più in modo elegante, le signore con i tacchi e gli uomini in abito, dato che era così che si andava ai balli negli anni Cinquanta. A un certo punto cominciarono a premere sugli ingressi dell’Arena per chiedere di entrare, anche se il posto era già strapieno e le porte erano state chiuse. Dopo pochi minuti dall’inizio del concerto, la vetrata della porta principale venne rotta e molti cominciarono ad entrare. Dovettero intervenire i vigili del fuoco e la polizia, che arrivò con decine di agenti. Ai musicisti venne ordinato di interrompere il concerto dopo pochi minuti, e per disperdere la folla vennero usati anche gli idranti. Nella calca, un uomo venne accoltellato. Il giorno dopo l’evento era sulla prima pagina del Cleveland Plain Dealer, un quotidiano locale, e il critico musicale del giornale John Soeder definì il Moondog Coronation Ball “il Big Bang del rock’n’roll”.
Link video: BBC

Fonte: IlPost

The Doors "L.A. Woman": nuovo video per celebrare i 40 anni

“L.A. Woman”, storico successo dei Doors, tornerà presto sulle scene con un nuovo videoclip. La decisione è stata presa dagli storici membri della band, per celebrare i 40 anni dall’uscita dello storico pezzo. Ecco il video che ritrae Kenny Anderson, Alex Olson e Braydon Szafranski alle prese con il loro storico successo:

Leggi il testo di “L.A. Woman”:

Well, I just got into town about an hour ago
Took a look around, see which way the wind blow
Where the little girls in their Hollywood bungalows

Are you a lucky little lady in The City of Light
Or just another lost angel…City of Night
City of Night, City of Night, City of Night, woo, c’mon

L.A. Woman, L.A. Woman
L.A. Woman Sunday afternoon
L.A. Woman Sunday afternoon
L.A. Woman Sunday afternoon
Drive thru your suburbs
Into your blues, into your blues, yeah
Into your blue-blue Blues
Into your blues, ohh, yeah

I see your hair is burnin’
Hills are filled with fire
If they say I never loved you
You know they are a liar
Drivin’ down your freeways
Midnite alleys roam
Cops in cars, the topless bars
Never saw a woman…
So alone, so alone
So alone, so alone

Motel Money Murder Madness
Let’s change the mood from glad to sadness Continua a leggere “The Doors "L.A. Woman": nuovo video per celebrare i 40 anni”

Rolling Stones: niente tour mondiale, appuntamento al 2013?

Niente tour per i Rolling Stones. Almeno per il 2012. La notizia era nell’aria da tempo, soprattutto in funzione del fatto che i tanto ventilati preparativa, non avevano ancora preso piede. Adesso la conferma è ufficiale. Il tour che avrebbe dovuto celebrare i 50 anni dei Rolling Stones non partirà. Almeno per quest’anno:”In pratica, non siamo ancora pronti” hanno dichiarato Mick Jagger e Keith Richards, nel corso di due interviste (rilasciate rigorosamente in separata sede) all’edizione americana della rivista Rolling Stone.
I fans degli Stones non devono però disperare. Nel corso della medesima intervista sia Richards che Jagger hanno rilanciato per l’anno prossimo: “Senza dubbio fissare la scadenza per il prossimo anno rende il tutto molto più realistico“. Probabilmente non si tratterà di un vero e proprio tour mondiale, bensì di una serie di concerti evento in location selezionate. Insomma un itinerario che consentirebbe di non mettere troppo a dura prova le condizioni di Keith Richards, la cui salute sembrerebbe (stando ai rumors che provengono dalle maggiori agenzie di concerti) la principale causa di rinvio. Continua a leggere “Rolling Stones: niente tour mondiale, appuntamento al 2013?”