DAVID BOWIE risorge… nuovo album a Marzo 2013!

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Dopo un silenzio durato 10 anni, David Bowie torna con un nuovo album. L’ultimo fu “Reality” nel 2003. Il nuovo lavoro, è un completo album di inediti, in uscita nel prossimo mese di Marzo. Il disco si chiamerà The next day e sarà distribuito in due versioni: la prima comprendente 14 brani per una durata totale di 53 minuti e la seconda con l’aggiunta di 3 bonus-track per una durata totale di 61 minuti. Qualche settimana fa un’amica mi disse “ma David Bowie è morto” ascoltando in radio Under Pressure. Il volto mi diventa violaceo, la voce si ingrossa, e ovviamente smentisco. Oggi il Duca Bianco compie 66 anni, quindi mettete da parte le gufate, e preparatevi al ritorno di Bowie (Vi consiglio di leggere la top 10 di Bowie proposta dal Washington Times, qui). A anticipare l’uscita dell’album prodotto dal fidato Tony Visconti il singolo “Where are we now” accompagnato dal video, girato dal regista Tony Oursler che vi mostriamo di seguito:

Quanto vendono i dischi? Il caso Thriller di Michael Jackson, e altri

//platform.twitter.com/widgets.jsSiamo incappati in questo tweet in cui si parla di Major e artisti, e di dati che sono veritieri quanto le capacità canorie di Hilary Duff. Quante sono davvero le copie vendute di ciascun disco? Thriller di Michael Jackson è davvero il più comprato di sempre? E i clic su YouTube sono veritieri? Negli Usa si discute del «caso Jackson». Mentre in Italia tutto tace! Finché si tratta di nutrire l’orgoglio delle popstar, va bene tutto. Ma quando le cifre diventano un traino fondamentale del successo (molti fenomeni decollano solo perché presentati come «il più cliccato su YouTube» o «il più venduto nel dato paese») allora sarebbe opportuna un po’ di chiarezza in più. A dire il vero, YouTube ci ha appena pensato, visto che pochi giorni fa ha inserito un nuovo algoritmo che consente di separare il grano dal loglio, come dicevano i nostri nonni. Ossia i clic veri da quelli finti. Risultato: a fine dicembre in una notte oltre due miliardi di visualizzazioni sono stati cancellati a bruciapelo dai video di Rihanna, Alicia Keys, Niki Minaj,
Justin Bieber e altri. Le major hanno risposto chiaro: «Sono bugie».
Ma il discorso resta aperto e Continua a leggere “Quanto vendono i dischi? Il caso Thriller di Michael Jackson, e altri”

Quentin Tarantino e il suo "Django"… razzismo e romanticismo, e la grande occasione per Elisa

slide_272881_1944570_freeNegli scorsi giorni non vi sarete persi le numerose interviste, foto, articoli dedicati alla presenza di Tarantino a Roma per la presentazione di Django Unchained, l’attesissimo film, scritto e diretto dall’autore americano in uscita il prossimo 17 Gennaio. Presenti molti volti noti ovviamente. Elisa Toffoli, ha dato voce e parole collaborando con Ennio Morricone, a uno dei brani della colonna sonora: “Ancora Qui” (in corsa per l’Oscar), e racconta così su twitter l’evento:

Noi de lamusicarock.com vi abbiamo parlato della colonna sonora, meravigliosa, in cui non si può non trovare una propria canzone preferita visto che i generi presenti spaziano dal country, al western, al rap, e pop. Anche Dege Legg (aka Brother Dege) si è accorto del nostro ascolto:


 

Tarantino realizza il suo capolavoro western in cui denuncia in maniera forte e sapiente il razzismo, presente nell’America di meta’ ‘800 e ancora attuale. Il regista, dal canto suo, ha spiegato il senso profondo di uno spaghetti western che si candida prepotentemente all’Oscar. “In America credono che i bianchi possano realizzare film con gli occhi dei neri. A Hollywood c’e’ sempre il salvatore bianco… io ho voluto ribaltare questo concetto e ho voluto mettere il ‘cappello’ di Franco Nero su Jamie Foxx”.slide_272886_1944607_free Cosi’ Quentin Tarantino in conferenza stampa a Roma per presentare il suo western “Django Unchained”. Siamo davanti all’ennesimo capolavoro di Tarantino, alle prese questa volta con la rilettura, di “Django” di Corbucci, il film culto degli spaghetti western ambientato nel Sud dell’America, alla vigilia della Guerra Civile. C’è da dire che “Django” si sta rivelando al box office americano come il miglior incasso di sempre del regista di “Kill Bill”: uscito negli States a Natale ha, infatti, raggiunto il primo posto nel weekend, superando lo “Hobbit” e raggiungendo la cifra di 82, 4 milioni di dollari. Lo aspettiamo, manca poco!

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Lenny Kravitz 19/7/12 @ Vigevano: le foto

Sono quarantotto gli anni di Lenny Kravitz, impesabile da credere avendolo visto live per il suo Black and White America Tour. Lo scorso 19  luglio, mentre noi eravamo a vivere l’esperienza Kasabian all’Ippodromo di Milano, in quel di Vigevano, nella bellissima location del castello, si esibiva proprio lui, in occasione del festival di Dieci Giorni Suonati. Vigevano è una delle città più suggestive del nord, si dice essere il paese di una delle piazze più belle d’Italia. Se a questa bellezza architettonica, aggiungiamo tanta bella gente in attesa di entrare al concerto, il quadro si chiude e diventa la cornice perfetta per una splendida serata all’insegna del rock.

Ad aprire le danze, prima di Lenny, Trombone Shorty, sul palco con la sua band, gli Orleans Avenue. “Il mio fratellino”  dice Lenny. Poi tocca a lui,  con Come On Get It, si inizia così. Gibson in mano, Lenny sul palco, e un corteggiamento ben poco velato alle giovani fan delle prime file. Non mancano nell’arco della serata i “momenti romantici” con It Ain’t Over ‘Til It’s Over, Stand By My Woman e Believe (niente Again e I belong to you), un finale  all’insegna del rock ‘n’roll che risveglia gli animi. Vi consigliamo di dare un occhio alla scaletta, e farvene un ascolto.

Eccovi la scaletta del live e le foto:

Come On Get It
Always on the Run
American Woman
(The Guess Who cover)
It Ain’t Over ‘Til It’s Over
Mr. Cab Driver
Black And White America
Fields of Joy
Stand By My Woman
Believe
Stand
Rock Star City Life
Where Are We Runnin’?
Fly Away
Are You Gonna Go My Way
Encore:
Let Love Rule

Tindersticks 23/7/12 @ Villa Arconati: recensione e foto

Una delle formazioni più importanti e imitate della musica britannica, entrata nella storia per aver inventato il genere pop orchestrale e con 20 anni di attività e 9 album alle spalle, i Tindersticks arrivano a Villa Arconati per presentare il loro ultimo “The Something Rain”  che presenta 9 tracce strutturate in assetto orchestrale. La band, nata nel 1991 a Nottingham, entrata nella storia per aver inventato il genere pop orchestrale, un “chamber pop” raffinato e visionario, una musica caratterizzata da testi tormentati e atmosfere cupe, con una miscela che fonde richiami al cantautorato di artisti come Leonard Cohen sia per l’utilizzo di strumenti classici alternati a quelli elettronici. Il risultato? Archi, fiati e sonorità psichedeliche danno vita a uno stile unico e originale. Il concerto presentato in villa Arconati, risicato nelle tempo solo un ora e poco più di spettacolo, si è incentrato principalmente sui brani tratti dal nuovo album, nove tracce in cui la perdita, lo smarrimento, l’amore, la morte tornano a indossare uno degli abiti più dignitosi ed eleganti, nella storia del pop d’autore degli ultimi vent’anni, e il concetto di esistenza riprende fiato, per svelarsi in tutto il suo fascino e la sua inquietudine. Un live dove gli universi musicali miscelati si percepiscono in maniera fredda per la loro perfezione. Il tempo sufficiente a congelare i pensieri.

F.P.

Eccovi le foto della serata:

The Beach Boys @ Milano: la scaletta

1961. 2012. Storia! Stasera ci sono loro, all’Ippodromo di Milano, le leggende pop rock, che dagli anni ’60 hanno fatto da colonna sonora e accompagnato le nostre estati, e non solo: The Beach Boys. Milano diventerà California, chiuderemo gli occhi, anzi no li terremo aperti, e ci immagineremo davanti all’oceano, tra surfisti e ragazze in bikini. La formazione attuale è cambiata da quella iniziale, infatti dopo la morte dei due fratelli Wilson, Dennis e Carl, Mike Love, membro storico, ha autorizzato l’uso del nome The Beach Boys per il suo gruppo, che è formato da lui stesso, da Bruce Johnston, dal figlio Mike, Christian Love, Scott Totten, Randell Kirsch, John Cowsill, e Tim Bonhomme. Noi stasera saremo lì e voi che fate?

Eccovi la scaletta:

  1. (The Crystals cover)
  2. (Lead Belly cover)
  3. (Chuck Berry cover)
  4. (The Regents cover)
  5. Encore:
  6. (Bobby Freeman cover)
  7. Fun, Fun, Fun

Iggy Pop & The Stooges: la scaletta del concerto di Villafranca

Meno di 24 ore e Iggy Pop salirà sal palco del Castello Scaligero di Villafranca (Verona), assieme ai suoi The Stooges. Conoscendo la location e il curriculum di Iggy Pop, autentica icona della Musica Rock, ci sentiamo di garantirvi che sarà un concerto imperdibile.

Questi i brani che verranno eseguiti dall’artista:

Raw Power
Search and Destroy
Gimme Danger
I Need Somebody
1970
Shake Appeal
Fun House
Beyond the Law (
Night Theme
I Got a Right Continua a leggere “Iggy Pop & The Stooges: la scaletta del concerto di Villafranca”

The Stone Roses 17/7/12 @ Milano: s t r o n g r o s e s

E venne il giorno, The Stone Roses in Italia, Stone Roses dopo 18 anni di assenza, Stone Roses dopo le tre date storiche di Manchester dello scorso giugno (concerto con più richieste di biglietti della storia inglese); loro, gli Stone Roses, che si riprendono la scena musicale che hanno inventato 25 anni fa nella città che ha generato l’indie rock! C’erano davvero tutti all’Ippodromo del Galoppo per l’unica data italiana della band, dai ragazzini strafatti di MDMA, a chi invece con la seconda, Summer of Love che cambiò l’inghiliterra, ha rivissuto parti di storia della propria vita passata; c’era chi, come noi,  ha sempre sognato una loro reunion e chi invece era curioso di conoscere dal vivo una band di cui si è parlato tanto accostandovi nomi quali Oasis e co. definiti da sempre, loro eredi! Il sogno inizia, come al solito, con I Wanna Be Adored, la voce di Ian Brown non è più quella degli anni ‘80, ma la carica emotiva della band è rimasta intatta, la stessa di 25 anni fa; la scaletta propone i grandi classici del gruppo (degna di nota la lunga parte strumentale, con Shot You Down e Fools Gold, in cui mani e reni ci hanno fatto rivivere la Summer of Love dell’ 89 in cui anche l’uomo bianco iniziò a ballare). Il concerto scorre via di un fiato, un’ora e mezza tiratissima, senza mai una sosta, l’ultima parte è uno spettecolo, Made of Stone, This Is the One e She Bangs the Drums in sequenza, e senza interruzioni, tutti questi pezzi, loro, l’atmosfera surreale di ciò che hai sempre immaginato e hai finalmente di fronte, ci lasciano senza voce e senza forza nelle  gambe. Purtroppo dobbiamo svegliarci, veniamo portati alla realtà dalle note di I am the Resurrection, classico pezzo di chiusura dei concerti degli Stone Roses, il sogno finisce, o forse è stato solo il primo di nuovi incontri mistici con Ian e Co. La serata più emozionante delle nostre vite finisce con l’inno della scena Madchester: era il 1989, il thatcherismo era al crepuscolo della sua esistenza, una subcultura formata da un esercito di giovani in Adidas Samba era pronta a prendere il sopravvento, si gettavano le basi per il britpop e la cool britannia; Squire, Brown, ci stavano solo indicando la via, questa è storia della musica rock! Una piccola nota su John Squire è doverosa: ho sentito un tale dire una volta: “ho visto Dio, aveva il mio volto!”. Noi ieri abbiamo ammirato il Dio delle 6 corde, l’inventore dello shoegaze (per tutto il tempo non ha guardato altro che le sue scarpe), nessun gesto, per lui parlava la musica; Squire ha le sembianze di uno che se tira un dado fa 6 almeno per trenta volte di fila, ci abbiamo provato tutta la sera, senza riuscirci…

F.G.

Eccovi alcune delle foto della serata:

The Stone Roses @ Heaton Park

The Stone Roses a Heaton Park 2012: Ian Brown ha dimostrato che i ragazzi sono tornati e con un suono più grande e migliore che mai. E come se non bastasse, oltre agli Stone Roses insieme dopo 16 anni di separazione, c’era anche Liam a cantare le canzoni degli Oasis per la prima volta dal 2009. Presente anche Lily Allen, e il cast stellare di supporto tra cui artisti del calibro di Primal Scream e The Vaccines. Inattesa del concertone all’Ippodromo del Galoppo il prossimo 17 luglio, godiamoci queste immagini tratte da http://www.nme.com :

The Stone Roses played:

‘I Wanna Be Adored’
‘Mersey Paradise’
‘(Song For My) Sugar Spun Sister’
‘Sally Cinnamon’
‘Where Angels Play’
‘Shoot You Down’
‘Bye Bye Badman’
‘Ten Storey Love Song’
‘Standing Here’
‘Fools Gold’
‘Something’s Burning’
‘Waterfall’
‘Don’t Stop’
‘Love Spreads’
‘Made Of Stone’
‘This Is The One’
‘She Bangs The Drums’
‘Elizabeth My Dear’
‘I Am The Resurrection’

Vi riportiamo le foto dell’evento, che trovate tutte anche  a questo link: The Stone Roses At Heaton Park 

Afterhours 30/6/12 Live Summer Tour @ Villa Arconati

Lo scorso 30 Giugno siamo stati al concerto del Summer Tour degli Afterhours,  e… la tentazione di cadere in facili elogi che possono sembrare esagerati ed appassionati quando si parla degli Afterhours è alta. Ma la band milanese tornata attuale dopo un decennio di quasi oscurantismo mediatico, queste glorificazioni se le merita tutte, perché essere il portabandiera più importante del rock nostrano degli ultimi vent’anni, avrà sicuramente i suoi vantaggi: gli elogi! Un concerto lungo, oltre una ventina i pezzi suonati (9 dall’ultimo album) nella cornice unica di Villa Arconati in quel della periferia milanese. E nelle composizioni degli Afterhours Milano è sempre stata “un centro di gravità permanente”,  entrata nei titoli di alcune canzoni (“Milano circonvallazione esterna”) e persino di un album (“I milanesi ammazzano il sabato”). Ma  la “Padania”, la loro (nella quale Milano riveste il ruolo di motore proattivo, vedi MACAO, dove  Afterhours di Manuel Agnelli hanno dato il loro appoggio per una cultura e arte prodotta con pratiche orizzontali offrendo poi un concerto gratis dove hanno suonato i loro classici come “Quello che non c’è”), più che come luogo geografico, è da intendersi come situazione della mente. Il “padano” che è in ognuno di noi si lascia prendere dalla stressante rincorsa verso traguardi personali e professionali sempre più elevati, perde il contatto con la realtà e con la propria stessa essenza. E’ la frenesia del nostro tempo e della nostre città a guidarlo. Al momento dell’uscita dell’album, era facile cadere in tentazione e collegare il titolo dell’album a certe vicissitudini politiche, ma come ci dissero loro stessi, fu il caso a far incontrare i due eventi, ma per quanto riguarda la loro “ “Padania” è uno stato della mente e dell’anima”, ha dichiarato Manuel. “È il desiderio di cambiare la propria vita e il proprio destino. È un’aspirazione così forte che diventa un’ossessione, tale da far dimenticare i motivi per i quali si sta combattendo, che spinge a realizzare tutto, tranne se stessi”. Certo è che i testi risultano intrisi di sguardi preoccupati e disillusi sullo scenario attuale, l’incontro poi con gli scandali imbarazzanti che hanno gettato nel ridicolo la Lega Nord, ha reso il risultato finale ancora più di grande attualità.

Gli Afterhours non sono nuovi a questa sorta di impegno sociale, e tra le loro righe affiora anche la sensazione di essere sempre più fuori posto (“sono stanco di invecchiare, sostenere ciò che muore”, “la mia città mi insegna a vivere da pipistrelli chiusi in scatole”) lasciando una domanda assillante senza risposta (“Chi salverà la mia città?”). Ma la risposta in realtà sembrerebbe essere proprio un ritorno all’intimità con il proprio partner, unico sicuro ancoraggio per uscire dalla tempesta. La sociologia innata degli Afterhours è qualcosa che ci ha lasciato senza parole, così come le parole di Borsellino lette da Manuel durante il live prima di Male di Miele, per non parlare delle performance di tutti i componenti della band.

(Rodrigo D’Erasmo con le sue unghie smaltate, è celebrato in questi giorni anche per aver suonato i violini dell’intro di Survival, dei Muse, la colonna sonora delle prossime Olimpiadi).

Non sappiamo trattenere le parole quando ci capitano concerti così, ma ora è giusto lasciarvi a qualche foto:

Per seguire gli Afterhours in tour, andate qui

F.P – Anji