Negrita "Dannato Vivere tour 2012": NUOVE TAPPE e scaletta

Come anticipato nelle scorse settimane da LaMusicaRock, i Negrita torneranno presto a esibirsi dal vivo. Era difficile pensare infatti che un tour dello spessore, e del successo di “Dannato Vivere”, interrompesse le date dopo solo sette tappe. Pau e soci stavano solo aspettando la bella stagione. I Negrita infatti saranno on tour con “Dannato Vivere” tutta la prossima estate. Si (ri)parte con la tappa del 29 Giugno a Cattolica per poi concludere con il gran finale al Mediolanum forum di Milano il sette Settembre.
I biglietti sono già disponibili presso i circuiti autorizzati.

Queste le NUOVE tappe del “Dannato Vivere Tour 2012”:

29 Giugno, Arena della Regina di Cattolica – Rimini
05 Luglio, Ippodromo delle Capannelle di Roma
06 Luglio, Rock Industrie – Fornovo di Taro (PR)
07 Luglio, Castello Scaligero di Villafranca – Verona
14 Luglio, Piazza Duomo – Brescia
17 Luglio, Arena Flegrea – Napoli
01 Agosto, Forte di Bard
03 Agosto, Arena Concerti – Majano Udine
01 Settembre, Metarock Festival – Pisa
07 Settembre, Mediolanum Forum di Milano

Ancora non si sà se ci saranno o meno sorprese per quanto riguarda la scaletta dei brani in programma. Verosimilmente non dovrebbero essere previste grosse variazioni, in ogni caso mai dire mai. Per rinfrescarvi la memoria riproponiamo comunque l’ultima scaletta suonata dai Negrita a Bologna. Riservandoci di aggiornarla in caso di future modifiche.

Cambio
Fuori controllo
Panico
Il libro in una mano, la bomba nell’altra
Che rumore fa la felicità?
Immobili
Radio Conga
Bambole
Salvation
L’uomo sogna di volare
Il giorno delle veritàLa vita incandescente
In ogni atomo
Brucerò per te Continua a leggere “Negrita "Dannato Vivere tour 2012": NUOVE TAPPE e scaletta”

I Costi delle Rock Band Italiane

Oggi sia Il Post che il blog Inkiostro riportano un’interessante analisi sulle quotazioni delle 50 band “rock” italiane. Fonte di questa “analisi” il musicista e cantautore Umberto Palazzo, fondatore dei Massimo Volume e oggi nella band del Santo Niente, che ha scritto su facebook in una bella nota, una lista di band, raccontando dal suo punto di vista, di “osservatore e contestatore”, le logiche dell’industria musicale e del diritto d’autore, che si trovano dietro a questo mondo che tanto ci piace!

Palazzo, parte da una semplice domanda “quali sono le band italiane che possono permettersi di chiedere più di mille euro di cachet per una data dal vivo?” in fondo una domanda che chiunque bazzichi nel mondo musicale, nell’area organizzazione eventi ma anche solamente come “fruitore di musica”, si è posto. Ecco quindi arrivare la risposta “Dopo aver analizzato tutti i gruppi possibili ho fornito la soluzione al quiz, cioè il borsino dei concerti che definiremo alternativi, non per il genere, ma per il circuito da cui provengono. Non sto svelando alcun segreto: le tariffe vi vengono comunicate dalle agenzie se le chiedete e fra organizzatori c’è ovviamente una fitta rete di scambi d’informazioni per sapere come vanno davvero i concerti. Per altro per sapere com’è andato davvero un concerto basta e avanza Facebook.” A ciò si va ad aggiungere un elenco di nomi che scopre il dietro le quinte dei concerti.
Noi de lamusicarock.com ci siamo subito interessati e incuriositi alla “lista” e ve la riportiamo, con tanto di indicazioni della fonte primaria a cui ha fatto seguito una lunga e interessante discussione che vi consigliamo di andare a leggere, e perché no, dite la vostra!

PRIMA FASCIA
artisti o band che fanno più di 500 persone a 10 euro (in teoria e se tutto va bene)
Band oltre le dimensioni del club medio che ha una capienza di 200/500 persone, quindi orientate ai palazzetti
Cachet: 3.500/15.000

• Afterhours
• MCR
• Marlene Kuntz
• Sud Sound System
• Morgan
• Verdena
• Il teatro degli Orrori
• Lacuna Coil
• Baustelle
• 99posse
• Subsonica
• Roy Paci
• Blue Beaters
• Bandabardò
• Africa Unite
• Linea 77
• Meganoidi
• Tiro Mancino
• Ferretti
• Negrita
• Max Gazzè
• Daniele Silvestri
• Cisco
• Apres La Classe

SECONDA FASCIA
da 200 a 500a 7/10 euro (in media, in teoria)
cachet da 1000 a 3500 euro:

• Shandon
• Cristina Donà
• Le Luci della Centrale Elettrica
• Dente
• Zen Circus
• Tre Allegri Ragazzi Morti
• Brunori SAS
• Bugo
• …a toys orchestra
• I Cani
• Ministri
• Marta sui Tubi
• Paolo Benvegnù
• Massimo Volume,
• Giardini di Mirò
• Giorgio Canali e Rossofuoco
• Perturbazione
• One Dimensional Man
• Almamegretta
• Casino Royale
• 24 Grana
• Calibro 35
• Punkreas
• Offlaga Disco Pax
• Zu
• Banda Bassotti
• Bud Spencer Blues Explosion
• Pan del Diavolo
• Sick Tamburo
• Lombroso

Fonte: Umberto Palazzo

Crollo Palco Laura Pausini @ Reggio Calabria: Jovanotti "urge discussione seria"

Purtroppo un altro grave incidente nella fase di allestimento del palco per il tour di un altro grande artista della musica italiana, dopo il caso di Jovanotti, ieri sera si è assistiti inermi al crollo di una struttura del palco in allestimento per il concerto di Laura Pausini al Palacalafiore di Reggio Calabria. Inutile parlare ora di sicurezza, e colpe, ma come dice lo stesso Jovanotti oggi su Twitter “urge una discussione seria” … “Un abbraccio a Laura e alla sua squadra. E’ necessaria una discussione molto seria tra organismi competenti su come possiamo migliorare il livello di sicurezza per noi addetti ai lavori e per il pubblico”. Così Jovanotti su Twitter sulla tragedia di Reggio durante il montaggio del palco di Laura Pausini. Tre mesi fa a Trieste un giovane operaio morì nei preparativi per un concerto di Jovanotti, che si dice “vicino alla famiglia di Matteo Armelini“, esprimendo “molto dolore per quello che è accaduto di nuovo stanotte”.
Alla base dell’accaduto un cedimento strutturale che ha fatto crollare e ‘scivolare’ la struttura metallica sovrastante il palco, che si è abbattuta sulle gradinate e su alcuni operai, che erano intenti a fissare le illuminazioni aeree. La struttura ha colpito in pieno uno degli operai, che è morto sul colpo. Gli altri suoi colleghi, rimasti feriti in maniera non grave, sono stati portati in ospedale. Matteo aveva 31 anni, di Roma, ed era impegnato a fissare le illuminazioni insieme ad alcuni colleghi quando la struttura, crollando, lo ha colpito. La Procura della Repubblica di Reggio Calabria ha aperto un’inchiesta sul crollo del palco al Palacalafiore ed ha disposto il sequestro di tutta la struttura. Sul posto sono all’opera i vigili del fuoco, che dopo la fase del soccorso hanno iniziato i rilievi per stabilire la dinamica e le cause dell’incidente. Sul posto è intervenuta anche la polizia scientifica.

“Siamo venuti giù di botto, io sono finito per terra in un secondo, e non ho ancora capito perché”. Così racconta un tecnico rigger che si occupa dell’ancoraggio dei motori del palco. “Ero sul tetto del palco e stavo proprio lodando le condizioni di sicurezza quando tutto è venuto giù: sono stato il primo a soccorrere quel ragazzo, gli ho sentito il polso ma non c’é stato niente da fare. I soccorsi sono stati immediati ma anche loro hanno capito che eravamo di fronte ad una tragedia”.

“Il tetto del palco era a circa 15 metri di altezza e a venir giù, senza farci niente, siamo stati in 4 – ha proseguito -. Ci siamo ritrovati per terra senza aver percepito niente di anomalo prima. Per me può anche essere stato un terremoto… Sono il primo a voler capire cosa sia successo: ho una certa esperienza e devo dire che tutto mi sembrava a regola d’arte. La mia sensazione è che tutto fosse montato perfettamente e in sicurezza. Penso che noi 4 non ci siamo fatti niente proprio perché lassù era tutto corretto. Quindi vorrei proprio che mi dicano cosa sia successo”. “Lo dico perché questi palchi si montano con un progetto preciso e se non mi sentissi sicuro a quelle altezze neanche ci salirei – continua il rigger ancora visibilmente scosso -. Stavamo montando 8 motori, quelli dove si appendono amplificatori e luci”. Soccorsi immediati per la vittima, ma inutili: “Era letteralmente sotto di me quando sono caduto, si sono precipitati tutti, nel palazzetto c’erano tutte le forze dell’ordine, ma credo sia morto sul colpo”.
Fonte: Ansa

Laura Pausini Tour: Crolla il palco del PalaCalafiore, muore operaio

Un’altra tragedia colpisce il mondo della musica italiana. Nella notte un operaio è morto, mentre assieme ai suoi colleghi preparava l’allestimento del palco per il tour di Laura Pausini. Matteo Armellini, 31 anni, operaio romano è morto sul colpo. La tappa in programma questa sera al Palacalafiore di Reggio Calabria, è ovviamente annullata e la struttura posta sotto sequestro.
I testimoni raccontano come, verso le due di notte, il palco sia crollato improvvisamente e insapettatamente, piegandosi di lato e finendo sulla gradinata adiacente. La struttura è crollata di lato finendo per colpire gli operai intenti al fissaggio delle luci. Ancora da chiarire i motivi della tragedia. Non si sa infatti se a causare il cedimento sia stato un errore di progettazione, un errore di montaggio del palcoscenico o addirittura un difetto del parquet del Palacalafiore che non avrebbe retto il peso della struttura.
Altri due operai sono rimasti feriti. Entrambi ricoverati negli Ospedali riuniti di Reggio Calabria, presentano diagnosi diverse. Lievi contusioni ed escoriazioni per il primo, fratture e prognosi di trenta giorni per il secondo. Per Matteo Armellini non c’è stato invece nulla da fare. Nonostante l’immediatezza dei soccorsi, la sensazioni di trovarsi di fronte ad una tragedia, è paventata fin da subito di fronte a chi ha vissuto la scena.

Queste le ricostruzioni fatte dai presenti, e rilasciate al Corriere.it:«Siamo venuti giù di botto, io sono finito per terra in un secondo, e non ho ancora capito perchè», racconta Luca D. B., tecnico rigger che si occupa dell’ancoraggio dei motori del palco. «Ero sul tetto del palco e stavo proprio lodando le condizioni di sicurezza quando tutto è venuto giù: sono stato il primo a soccorrere quel ragazzo, gli ho sentito il polso ma non c’è stato niente da fare. I soccorsi sono stati immediati ma anche loro hanno capito che eravamo di fronte ad una tragedia». «Il tetto del palco era a circa 15 metri di altezza e a venir giù, senza farci niente, siamo stati in 4 – ha proseguito Luca -. Ci siamo ritrovati per terra senza aver percepito niente di anomalo prima. Per me può anche essere stato un terremoto… Sono il primo a voler capire cosa sia successo: ho una certa esperienza e devo dire che tutto mi sembrava a regola d’arte. La mia sensazione è che tutto fosse montato perfettamente e in sicurezza». Soccorsi immediati per la vittima, ma inutili: «Era letteralmente sotto di me quando sono caduto, si sono precipitati tutti, nel palazzetto c’erano tutte le forze dell’ordine, ma credo sia morto sul colpo».
Si tratta del secondo gravissimo incidente che colpisce il mondo dei concerti e la musica italiana. Pochi mesi fà infatti, in analoghe circostanze aveva perso la vita Francesco Pinna. Studente lavoratore, morto mentre allestiva il palcoscenico dell'”Ora tour” di Lorenzo Jovanotti. Oggi è lo stesso Jovanotti a chiedere di: “aprire una discussione molto seria, per migliorare il livello di sicurezza”. «Ciao Matteo», queste invece le parole scelte da Laura Pausini per rendere omaggio attraverso il suo sito, alla vita del giovane operaio.

Litfiba "Grande Nazione Tour 2012": La scaletta di Milano

Dopo l’esordio nella “loro” Firenze, i Litfiba sono pronti a sbarcare alla conquista del Mediolanum Forum di Milano. Piero Pelù e Ghigo Renzulli porteranno Live i brani contenuti all’interno di “Grande Nazione“, primo album di inediti da quando i due hanno deciso di tornare a fare musica assieme. La scaletta sarà ovviamente il giusto mix fra l’esigenza di promuovere i nuovi brani e la voglia di far scatenare i fans sulle note degli storici successi griffati Litfiba.

Questa la scaletta del concerto:

Squalo
Dimmi Il Nome
Grande Nazione
Prima Guardia
Fiesta Tosta
Barcollo
La Preda
Luna Dark
La Mia Valigia
Tex
Brado
Anarcoide
Lulù E Marlene
Gioconda
Cangaceiro
Cane
Elettrica
Fata Morgana
Sole Nero
Lacio Drom (Buon Viaggio)
Proibito
El Diablo
Spirito
Ritmo

Queste le prossime tappe del “Litfiba Grande Nazione Tour 2012”:

10 Marzo, Palalottomatica – Roma
13 Aprile, Palaverde – Villorba (Treviso)
14 Aprile, 105 Stadium – Rimini
17 Aprile, 105 Stadium – Genova
20 Aprile, Pala Olimpico – Torino
21 Aprile, Unipol Arena – Bologna
26 Aprile, Palapartenope – Napoli
28 Aprile, Palasport – Acireale (Catania)
01 Maggio, Arena di Verona

Una playlist per Lucio

“Se i monti fossero seminati a grano, se i cavalli in branco tornassero al piano volando fra l’erba e i fiori, io raccontando i miei amori avrei ancora vent’anni” (Lucio Dalla)Seguendo il contributo di Pier Andrea Canei su Internazionale, proviamo senza alcuna pretesa a dare il nostro omaggio a Lucio. E quale miglior modo di ricordare e celebrare un artista se non con le sue stesse opere? Lucio ha fatto conoscere in tutto il mondo Caruso, sì, ma non solo, ci sono moltissime canzoni alle quali ognuno di noi si sente legato, versi più ricercati e altri meno, ad esempio quelli che già da piccoli eravamo in grado di canticchiare e ben ricordare (“attenti al lupo”). Ci sono parole e sue opere che meritano di essere ascoltate ora, oggi, con un nuovo orecchio, quello di coloro che hanno ben chiaro di aver perso un grande pilastro della musica italiana. Riportandovi la “playlist” di Canei, giornalista del Corriere a Style, e di Internazionale, vogliamo, senza alcuna presunzione accompagnarvi in questo nuovo ascolto e consigliarvi quindi alcuni brani da “caricare sul vostro Ipod”. Invece di spendere parole su cosa ha fatto, quanto ci mancherà, ci sembra questo il momento di ascoltarlo, perchè è nelle sue canzoni che possiamo scoprire, ricordare, imparare chi era!
Di seguito vi riportiamo le 10 canzoni “giustificate” da Canei, brani nel quale ci ritroviamo appieno e che avremmo scelto anche noi come cornice riassuntiva per il quadro che è la grande musica di Lucio Dalla:

Itaca (1971), perché mi è passata per le orecchie esattamente tre ore prima di leggere che Lucio Dalla se n’era andato; proprio stamattina è uscita dallo shuffle dell’iPhone mentre pedalavo verso la redazione. Faceva parte dell’album che lo fece scoprire (Storie di casa mia) e affrontava il tema del ritorno (per ripassarsi tutto il periodo, essenziale mettere le mani su un’antologia come Lucio Dalla-Gli anni settanta).

Nuvolari (1977), perché invece fu il primo 45 giri che comprai, a parte le sigle televisive tipo Orzowei o La vita l’è bela di Cochi e Renato (sigla di canzonissima). Ne avevo letto sul Corriere dei ragazzi, e m’incuriosiva molto quella storia di eroe dell’automobilismo, tappo e coriaceo come l’autore della canzone.

Il motore del 2000 (1977). Era il lato B di quel 45 giri diNuvolari (ed entrambe erano sull’album, Automobili), che non era da meno. Anzi: è rimasta nel mio cuore, anche quella canzone, con il suo tocco di poetico ruggito proto-ecologista. E quel tanto di ironico scetticismo sulle cavolate moderne che era un altro segno distintivo.

Com’è profondo il mare. (1978) “Poi una storia di catene, bastonate, e chirurgia sperimentale”. Chissà perché, tra i versi che sono rimasti. Ma di che diavolo parlava, dell’evoluzione della specie umana tipo? Boh, fatto sta che rimane un altro pezzo indimenticabile. Come l’album omonimo. Da cui anche la mitica:

Disperato erotico stomp. (1978) Biricchina, biriccò. Peccaminoso e divertente inno degli anni in cui alcuni avevano scoperto il sesso libero e altri si stavano, con qualche affanno, documentando.

Milano. (1979) “Vicino all’Europa” ma anche “senza fortuna mi porti con te sotto terra o sulla luna”. Per uno non nato ma cresciuto qui, la sigla definitiva della città. Da quell’album famoso con la coppoletta di lana, Lucio Dalla, nove pezzi e manco uno che non fosse un capolavoro. La tracklist (L’ultima luna, Stella di mare… fino a L’anno che verrà) è rimasta nella memoria, come tre anni dopo la formazione ZoffGentileCabrini. E comunque: “con quest’aria da commedia americana sta finendo anche questa settimana”, vale quasi sempre.

Futura. (1983) I russi, i russi gli americani. Erano anni così, ancora. E canzoni così, infondevano speranza e battezzavano discoteche sopra il mare.

Caruso. (1986) È una sorta di metacanzone napoletana: la bio stilizzata di un eroe della lirica; però allo stesso tempo è genuinamente strappacore. Colpo di genio e, giustamente, bestseller.

Attenti al lupo. (1990) E si arriva agli anni novanta, assieme a Ron, uno dei migliori derivati di Dalla. E vabbè, forse aveva già dato il meglio di sé ai tempi: però questa filastrocca reggaeggiante restava ancora appiccicato addosso.

Ciao. (2003). Poi da quegli anni lì lo avevo perso di vista e di ascolto, Dalla. Ma il bello è che Lucio Dalla ha saputo parlare a generazioni diverse, in decenni diversi. E stamattina, quando è arrivata la notizia, ho visto tutti gli amici dei socialcosi che postavano il loro Dalla preferito a mo’ di requiem, e quasi miracolosamente ognuno ne metteva una diversa. E la mia collega Valentina, di circa ventimila anni più giovane di me, stamattina ha postato questa canzone dell’ultimo periodo, che io quasi non avevo registrato ma che invece non era male. Che “ad esempio una canzone/ mentre la stai cantando/ di là qualcuno muore/ qualcun altro sta nascendo/ è il gioco della vita”. Ciao.
Fonte:
Internazionale

Davide Van De Sfroos live al Mediolanum Forum Milano

Sabato sera con quasi tre ore di concerto (2 ore e 45 per la precisione), 25 canzoni e Mediolanum Forum di Assago sold-out abbiamo assistito ad un grandissimo successo per Davide Van de Sfroos e la sua band. 

Per festeggiare i 12 anni di carriera i suoi fan (sempre più numerosi) han risposto alla grandissima chiamata, che ha dato luogo ad una festa scatenata, a tratti molto carnevalesca, formata dal classico pubblico eterogeneo, che va dai ragazzini scatenati ai signori di ‘mezza età’ ancora più scatenati. Un fenomeno musicale che attraversa e unisce le generazioni, con una sonorità che, nel 2012, stupisce abbia un seguito e un richiamo così elevato e in continua crescita. Si sta pur sempre parlando di musica Folk-Rock, in dialetto lagheè (comasco).

Per onorare la festa un inizialmente commosso Davide van De Sfroos ha dato il meglio di sè con grandi classici del suo repertorio, aiutato, a sorpresa, anche da ospiti di rilievo con cui ha duettato: il Puma di Lambrate l’armonicista Fabio Treves e Irene Fornaciari a cui ha scritto la canzone che la figlia di Zucchero ha portato a SanRemo quest’anno. Ha aperto il concerto e duettato anche Fancesco Piu cantautore blues sardo.

Ecco la scaletta – playlist del concerto: Francesco Piu intro, Pulenta e galena fregia, La ballata del Cimino, Sügamara, La machina del Ziu Toni, Il costruttore di motoscafi, Il figlio del Guglielmo Tell, Setembra, Acquadulza, Nona Lucia (con Fabio Treves), La balàda del Genesio, Ninna nanna del contrabbandiere, San Macacu E San Nissoen, Yanez (con Irene Fornaciari), El Carnevaal de Schignan, New Orleans, Dove non basta il mare, L’Omm de la Tempesta, Lo Sciamano, Il minatore di Frontale, La Curiera, Ventanas, Il Grande Mistero (con Irene Fornaciari), Cau Boi, De Sfroos, La Balera.

Tutte le foto by Giorgio Badaini

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si ringrazia Goigest per la collaborazione

Vasco Rossi: "L'altra metà del cielo" anteprima

“L’altra metà del cielo” è il balletto in quattro atti che debutterà a fine marzo al teatro La Scala di Milano, scritto da Vasco Rossi. La sceneggiatura, scritta dallo stesso Vasco, racconterà delle primincipali figure femminili che hanno caratterizzato la carriera del Blasco. Come ormai tradizioni di casa Rossi, Vasco ha deciso di pubblicare in anteprima sul web alcune anticipazioni. Si tratta più che altro di un breve filmato che lo ritrae al lavoro sull’arraggiamento di “Gabry”.Eccone il contenuto:

Davide Van De Sfroos Sabato sera al Mediolanum Forum di Assago

Ci sarà anche lamusicarock.com sabato sera al  Mediolanum Forum di Assago per assistere al concerto-evento di Davide Van de Sfroos.

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A tre mesi dall’uscita della sua prima raccolta ed a circa un anno dalla sua prima partecipazione ad un San Remo (come è mancato quest’anno!) si presenta al Forum carichissimo.

”Mi diverte l’energia che la musica continua a generare – dice -. Mi da’ fastidio la zavorra che si porta dietro come la politica, l’ansia da classifica e le polemiche’. (ansa)

Ci aspettiamo quindi uno show che riporta la musica dove deve stare, cioè in mezzo alla gente, senza fronzoli, come Davide ci ha sempre abituato.