Ci siamo “Trilogia del potere tour 2013” è pronto a partire. Fra sold out e date aggiunte in corso d’opera per soddisfare le richieste dei fans, i Litfiba sono pronti a partire per un tour che si annuncia epico. Con una line-up molto simile a quella degli esordi: Ianni Maroccolo al basso; Antonio Aiazzi alle tastiere; Luca Martelli alla batteria e ovviamente Ghigo Renzulli alla chitarra e Piero Pelù voce, I Litfiba ri-porteranno sul palco i successi dei loro primi tre album (se si esclude LP Eneide di Krypton pubblicato nell’ottobre del 1983): Desaparecido (1985); 17 Re (1986); Litfiba 3 (1988).
La scaletta che siamo sicuri, manderà i fans in visibilio fino alle lacrime, sarà composta esclusivamente dai pezzi di questi tre album e, a giudicare da quanto proposto nella data zero del tour, dovrebbe essere la seguente:
Eroi nel vento
Tziganata
La Preda
Transea
Guerra
Istanbul
Versante Est
Apapaia
Pierrot e la Luna
Elettrica danza
Ballata
Re del silenzio
Gira nel mio cerchio
Cane
Ferito Continua a leggere “Litfiba "Trilogia del potere tour 2013" la scaletta di Milano”





Il 22 gennaio 2013 esce dopo quattro anni di silenzio il nuovo disco del maestro Massimo Bubola, “In alto i cuori”. Undici brani che fotografano in modo sincero e lucido l’Italia di oggi. Instant songs che prendono spunto da storie realmente accadute per disegnare il profilo di un paese “finto”, complicato e pieno di grandi, ormai grandissime, contraddizioni. Una voce meravigliosa, una sonorità semplice ma potente, un forte rimando, forse una grande dedica a tutto quello che è stato ed è il cantautorato italiano. I brani scorrono raccontando storie diverse e toccanti. Al centro i temi sociali e le tensioni di un paese che si è perduto e che forse anche quando prova dolore lo fa solo per finta (“piangevo e sembran finte anche le mie lacrime”). Ogni brano un piccolo viaggio da accogliere, un piccolo flash di realtà parallele, realtà che siamo soliti immaginare distanti dalle nostre e che invece scopriamo poi essere così assolutamente simili. Da ascoltare sicuramente la traccia 4 “Al capolinea dei sogni” brano tessuto di parole amare e musica malinconica che racconta il forte disagio di una generazione che “è arrivata al punto di non riuscire più a togliere la polvere dal proprio cuore”, e la traccia 10 “Ridammi indietro” un inno nostalgico e molto poetico che è anche poi uno dei testi più belli dell’album: “Ridammi indietro il tempo, un altro non ne ho, ridammi indietro il tempo e te lo renderò. Riportami il mio cuore, un altro non ne ho, ridammi indietro il cuore e te lo ridarò”. E forse è questa la direzione del disco, che le storie dovrebbero essere usate per costruire qualcosa di migliore, che la vita che accade dovrebbe renderci più coscienti. Perché forse è vero che qualcosa ci è stato tolto. Ed allora è giusto, è veramente giusto, chiederlo indietro.

