Mirrors: We, The Modern Age! – la recensione

mirrorsFRONTMirrors è l’album d’esordio dei “We, The Modern Age!”, band varesina formatasi nel 2009; Il loro genere è un misto tra il brit-rock/pop e il rock americano. Alcuni brani, come PLS o Standing On The Shore Of Nowhere ricordano molto lo stile degli Oasis, mentre in altri, come ad esempio Golden Years o Brooke Stevens notiamo una certa somiglianza con gli Strokes e il cantato “alla Julian Casablancas”. Non mancano nel disco anche canzoni più “ruvide”, come Gotta Love You More, o decisamente più tendenti alla ballata old-school, come la traccia conclusiva Ride. Quello che ci sentiamo di dirvi dopo aver ascoltato le dieci tracce dell’ep è che ci troviamo decisamente di fronte ad un bel disco, interessante e piacevole da ascoltare. Inoltre c’è anche da dire che avremo modo di ascoltarli dal vivo molto presto, ovvero lunedì 25 marzo alla terza serata del Pending Lips Festival, presso il locale Il Maglio, accanto al Carroponte. Il mio consiglio è quello di presenziare, poi ovviamente fate voi…

Andrea Bertocchi

TRACKLIST CD:

01 Intro

02 Golden Years Continua a leggere “Mirrors: We, The Modern Age! – la recensione”

“DAYS BEFORE THE ROBBERY”: Il Best Seller musicale dei “DOGS IN A FLAT”

La vera sfida in musica è partire con un pensiero o una storia e riuscire a colorarne con suoni avvolgenti ogni particolare. “Days Before The Robbery” è questo, una serie di racconti di uomini e donne comuni con vite differenti, di storie d’amore ed eventi che portano a delle scelte.

I “Dogs In A Flat” portano in trionfo sonorità ricercate e melodie vincenti con il profumo country delle migliori band storiche del genere.

L’album parte subito in terza con il ritmo coinvolgente di “Peggy’s Night”, e ti trascina in un fiume di emozioni che sfocia in quello che potrebbe esser il loro capolavoro: “Old Dirt Road”; gli arpeggi sono a dir poco affascinanti , stroboscopici , che potrebbero durare ore e non toccheresti mai il tasto forward:  la seconda chitarra e la voce grave del cantante scaldano il motivo introducendo la storia con un’impronta convincente e immediata; Ti trovi catapultato in mezzo al deserto e percepisci le intenzioni della band raggiungerti l’orecchio senza l’abuso di distorsioni feroci; “un pezzo davvero bello”, la cui connotazione malinconica regna anche in ”Diamond Age” e ”Sam Radio Star”.

Grande merito anche ai missaggi molto ben amalgamati.

Qualche critica negativa va alle composizioni tanto belle quanto poco innovative (limite di buona parte dei generi musicali nativi). Le forti influenze country limitano inequivocabilmente le scelte di arrangiamento e “Shine” (ultimo brano della lista) dimostra, lasciando un po’ di amaro in bocca, quanto sperimentare osando in musica sia arduo.

Tuttavia per gli amanti del genere questo è davvero il top. Un non “concept album” che fa rivivere quei momenti dove il male di vivere dell’uomo rischia di scatenare una reazione, come “una rapina”; in “Days Before The Robbery” quest’ unica realtà viene segmentata in diversi racconti attraverso il quale il quintetto veneto vi renderà spettatori di un film trasparente, la cui colonna sonora però, ne descrive ogni attimo.

contatti: http://www.myspace.com/dogsinaflathttp://www.facebook.com/dogsinaflat

 

Simone  Davide Trotolo