“DAYS BEFORE THE ROBBERY”: Il Best Seller musicale dei “DOGS IN A FLAT”

La vera sfida in musica è partire con un pensiero o una storia e riuscire a colorarne con suoni avvolgenti ogni particolare. “Days Before The Robbery” è questo, una serie di racconti di uomini e donne comuni con vite differenti, di storie d’amore ed eventi che portano a delle scelte.

I “Dogs In A Flat” portano in trionfo sonorità ricercate e melodie vincenti con il profumo country delle migliori band storiche del genere.

L’album parte subito in terza con il ritmo coinvolgente di “Peggy’s Night”, e ti trascina in un fiume di emozioni che sfocia in quello che potrebbe esser il loro capolavoro: “Old Dirt Road”; gli arpeggi sono a dir poco affascinanti , stroboscopici , che potrebbero durare ore e non toccheresti mai il tasto forward:  la seconda chitarra e la voce grave del cantante scaldano il motivo introducendo la storia con un’impronta convincente e immediata; Ti trovi catapultato in mezzo al deserto e percepisci le intenzioni della band raggiungerti l’orecchio senza l’abuso di distorsioni feroci; “un pezzo davvero bello”, la cui connotazione malinconica regna anche in ”Diamond Age” e ”Sam Radio Star”.

Grande merito anche ai missaggi molto ben amalgamati.

Qualche critica negativa va alle composizioni tanto belle quanto poco innovative (limite di buona parte dei generi musicali nativi). Le forti influenze country limitano inequivocabilmente le scelte di arrangiamento e “Shine” (ultimo brano della lista) dimostra, lasciando un po’ di amaro in bocca, quanto sperimentare osando in musica sia arduo.

Tuttavia per gli amanti del genere questo è davvero il top. Un non “concept album” che fa rivivere quei momenti dove il male di vivere dell’uomo rischia di scatenare una reazione, come “una rapina”; in “Days Before The Robbery” quest’ unica realtà viene segmentata in diversi racconti attraverso il quale il quintetto veneto vi renderà spettatori di un film trasparente, la cui colonna sonora però, ne descrive ogni attimo.

contatti: http://www.myspace.com/dogsinaflathttp://www.facebook.com/dogsinaflat

 

Simone  Davide Trotolo

Linkin Park, Mike Shinoda su "A Thousand Suns": "E' il nostro disco più impegnato"

A pochi giorni dall’uscita nei negozi, cresce l’attesa per il nuovo album dei Linkin Park. Ad aumentare la voglia di :“A Thousand Suns”, sono arrivate in questi giorni le dichiarazione di Mike Shinoda, co – frontman della band. Shinoda ha parlato delle citazioni che il disco contiene in riferimento alla band Public Enemy, ma anche al fisico Robert Oppenheimer, colui che mise a punto la prima bomba atomica rifiutandosi poi di lavorare sul progetto della bomba a idrogeno, nonchè a Martin Luter King. “A Thousand Suns” sarà di fatti un disco di gran lunga più impegnato, rispetto ai precedenti lavori dei Linkin Park.
Dice Shinoda: “Nel brano ‘Wretches and kings‘ c’è un omaggio a Chuck D: è una delle canzoni più hip hop che abbiamo mai registrato, ed è molto aggressiva. E’ un qualcosa che non avete mai sentito prima. I Public Enemy sono sempre stati una band molto sfaccettata, perché – oltre al loro impegno politico – nei loro dischi son sempre finite anche un sacco di altre cose. I loro lavori mi hanno ispirato facendomi capire cosa avrei voluto che facesse il mio gruppo, su come trovare un percorso artistico personale prendendoli ad esempio”. Continua a leggere “Linkin Park, Mike Shinoda su "A Thousand Suns": "E' il nostro disco più impegnato"”