Mumford & Sons: guarda il nuovo video Whispers In The Dark

Mumford & Sons hanno pubblicato il video di “Whispers In The Dark”,  terzo singolo estratto dall’ album “Babel” uscito lo scorso settembre e candidato come Album of the Year ai Grammy Awards 2013. I Mumford & Sons saranno in Itallia per tre date il 14 marzo presso l’Alcatraz di Milano (sold out), il 15 a Firenze all’ObiHall e il 16 all’Atlantico di Roma.

Bruce Springsteen count down per il "Wrecking Ball Tour"

Da ormai qualche mese stiamo seguendo il Boss e le sue mosse in attesa del concertone, sold out, allo stadio San Siro di Milano il prossimo giugno. Il Wrecking Ball Tour con la E Street Band di Bruce Springsteen ha iniziato a girare. A East Rutherford, nel suo New Jersey, Bruce Springsteen ha affrontato il pubblico di Manhattan con due serate memorabili al Madison Square Garden di New York. In Europa arriverà il 13 maggio, e anche qui a casa nostra si vivranno tre ore (residenti di San Siro siate clementi) di spettacolo per celebrare quarant’anni di carriera, 185 milioni di copie vendute, 21 Grammy Awards e 17 album di studio. Eccovi la cronaca a opera di Repubblica.it del concerto di NY:

“La scena è spoglia, i ventimila sono distribuiti a 360 gradi intorno al palco. È il segnale che la protagonista, ancora una volta, sarà la musica, nessuna diavoleria scenica, gigantografie o fuochi d’artificio. L’unica civetteria che si concede è solleticare Manhattan con la voce di Sinatra che canta New York, New York, sulla quale s’inserisce dopo la prima strofa cantandoBadlands con una ferocia inaudita, coinvolgendo immediatamente la E Street Band in una jam session che non dà più tregua fino all’ultimo bis.

Il Boss aveva una scommessa da vincere: continuare a far esistere la E Street Band anche senza la carismatica

presenza del sassofonista Clarence Clemons, morto l’anno scorso 1. Pericolo scongiurato, il cast è comunque stellare. Non solo la presenza di chitarristi di valore come Nils Lofgren e Steven Van Zandt trascinano la platea con assoli vorticosi (Lofgren incomincia a ruotare come un derviscio e scatena il delirio sul finale di Because the night) e il pianista Roy Bittan restituisce fedelmente la grandeur sonora dei primi quattro album, ma Jake Clemons, il nipotino chiamato a rimpiazzare The Big Man, riesce a riempire, anche con la presenza fisica, il vuoto lasciato dallo zio carismatico.

Diciassette musicisti sul palco, con una violinista, la nutrita sezione di fiati, due coristi e l’immancabile moglie Patti Scialfa, non indispensabile ma coreografica, alla chitarra. Solo un leone riuscirebbe a far udire il suo ruggito su un’orchestra del genere. E qui il Boss vince la sua seconda scommessa: tenere la scena a 62 anni con la stessa travolgente energia degli anni 80.

Fasciato nei jeans che ormai sono diventati la sua seconda pelle (“Il più bel culo del rock’n’roll!”, esclama una signora attempata a un marito decisamente fuori forma), Springsteen non si risparmia. Sfida l’artrosi, gettandosi secchi d’acqua addosso quando si lascia cadere in ginocchio e scivola per dieci metri sul fronte del palco (Madonna al Superbowl? una dilettante al confronto).

Il Boss è Elvis e Woody Guthrie, Otis Redding e Leadbelly, James Brown e Bob Dylan in una sola, esplosiva figura di entertainer; il cantautore dei grandi contenuti e il rocker che brucia la scena. È esaltante, ma anche commovente quando intona gli inni al suo paese ferito e sconvolto dalla violenza:Death to my hometown, The rising, My city of ruins e American skin (41 shots). Lo Springsteen addolorato e riflessivo degli ultimi capolavori è tutto dentro l’amarezza di Wrecking ball e Jack of all trades, che recita con rassegnato populismo: “Il banchiere s’ingrassa, l’operaio dimagrisce / È successo prima e succederà ancora”.

C’è grande commozione al Madison quando la musica tace e un megaschermo trasmette il tributo a Clarence Clemons con immagini raccolte on the road nel corso dei suoi quarant’anni al servizio della E Street Band. C’è grande tensione al Madison quando il Boss si avventura in uno stage diving alla Kurt Cobain, in bilico sulle teste dei fan della platea, un giochetto che terrorizzerebbe anche il più spavaldo e incosciente dei rocker.

C’è ilarità al Madison quando Bruce punta il riflettore sulla sua famiglia e chiama sul palco le nipotine e infine sua madre, la novantenne Adele Zerilli (“Solo tu sai quanto desideravo salire su questo palco e con quali occhi guardavo New York dall’altra parte del fiume”). La coccola, la fa ballare, la prende in braccio – ora è lei la sua bambina – infine la consegna tra le braccia di un gorilla che la riaccompagna al suo posto.

C’è la stessa allegria di un veglione di San Silvestro al Madison quando il leader sfodera la sua grinta soul e esegue in un “Apollo Medley” mozzafiato The way you do the things you do di Smokey Robinson e 634-5789 di Wilson Pickett.

C’è devozione al Madison quando scandisce con una voce che non ha mai perso intensità i messaggi che ha da mandare all’America, quelli scritti nell’ultimo disco e nella canzone We take care of our own, un appello al Paese che ha tradito il patto stipulato con i cittadini dopo il Vietnam. “Ovunque sia volata questa bandiera/Noi ci prendiamo cura di ciò che è nostro”, canta il Boss, deluso come i suoi fan dalla politica moderata di Obama.

E finisce con una speranza, la certezza che l’epoca di Bush – per anni avversata con dischi e concerti e rally – è tramontata “e che niente sarà più come prima”. Salvo il rock”.

Fonte: Repubblica.it

 

The Beach Boys in tour: Roma e Milano per il 50°anniversario

Chissà perché ci dividono dai Grammy così tanti chilometri, gli stessi che ci hanno separato dal prendere parte all’esibizione dei, THE BEACH BOYS, riuniti proprio in occasione del 54 °Grammy Awards salendo sul palco a fianco dei Maroon 5 (con ‘Surfer Girl’ ) e Foster the People ( con ‘Wouldn’t It Be Nice’), performando infine ‘Good Vibrations’. Uno dei gruppi più leggendari del mondo nella storia della musica pop, dopo l’annuncio della reunion, annuncia anche le tappe del tour col il quale festeggerà il 50° anniversario di attività della band, tour che toccherà anche l’Italia: al Rock In Roma Festival e all’ Arena Civica di Milano, rispettivamente il 26, e 27 luglio. Sarà pubblicato, come da tradizione nei casi di reunion, un nuovo album, ma non mancheranno rimandi ai grandi successi. Un altro concerto-evento da segnare.

THE BEACH BOYS:
26luglio 2012 giovedì 21.00
Rock In Roma Festival
Roma
27luglio 2012 venerdì 21.00
The Beach Boys
Arena Civica
Milano

Grammy Awards: il Rock è Foo Fighters – Tutti i vincitori

I Grammy awards consacrano i Foo Fighters come rock band dell’anno. La formazione di Dave Grohl si è infatti aggiudicata il premio nelle categorie miglior ablum rock “Wasting Lights”, miglior canzone rock “Walk”, miglior esibizione rock “Walk” e miglior esibizione Hard rock Metal “White Limo“. A onor del vero i Foo Fighters hanno fatto loro anche il premio per il Long Form Music Video “Foo Fighters: Back and Forth”.
Se i Foo Fighters sono stati i dominiatori assoluti della scena rock, per quanto riguarda l’edizione 2012 dei Grammy, regina incontrastata della serata è stata Adele. La cantante londinese ha di fatti sbaragliato la concorrenza. Niente premi per Lady Gaga. Adele si è infatti imposta in tutte le più importanti categorie pop: miglior disco dell’anno con Rolling In The Deep, miglior album con 21, miglior canzone con Rolling in the Deep, miglior performance pop con Someone Like You, Miglior Album Pop con 21, Miglior Video. Per quanto riguarda il rap, numerosi riconoscimenti per Kanye West.
La serata si è svolta nel ricordo di Whitney Houston scomparsa la scorsa notte. La cantante diventò, proprio sul palco dei Grammy, a soli 23 anni nel 1986 la regina del soul. Un ricordo anche per Amy Winehouse, vincitrice del premio per il miglior duo nella categoria pop, grazie alla sua performance con Tony Bennet in “Body and Soul”.

Di seguito tutti i vincitori:

  • Pop Vocal Album: 21, Adele
  • Traditional Pop Vocal Album: Duets Ii, Tony Bennett and Various Artists
  • Pop Duo/Group Performance: “Body and Soul,” Tony Bennett and Amy Winehouse
  • Short Form Music Video: “Rolling in the Deep,” Adele
  • Long Form Music Video: “Foo Fighters: Back and Forth,” Foo Fighters
  • Rap/Sung Collaboration: “All of the Lights,” Kanye West, Rihanna, Kid Cudi and Fergie
  • Rap Song: “All of the Lights,” Jeff Bhasker, Malik Jones, Warren Trotter and Kanye West
  • Rap Album: My Beautiful Dark Twisted Fantasy, Kanye West
  • R&B Performance: “Is This Love,” Corinne Bailey Rae
  • Traditional R&B Performance: “Fool for You,” Cee Lo Green and Melanie Fiona
  • R&B Song: “Fool for You,” Cee Lo Green and Jack Splash
  • Pop Instrumental Album: The Road From Memphis, Booker T. Jones
  • Country Solo Performance: “Mean,” Taylor Swift
  • Country Duo/Group Performance: “Barton Hollow,” The Civil Wars
  • Country Song: “Mean,” Taylor Swift
  • Folk Album: Barton Hollow, The Civil Wars
  • Hard Rock/Metal Performance: “White Limo,” Foo Fighters
  • Rock Song: “Walk,” Foo Fighters, Songwriters (Foo Fighters)
  • Rock Album: Wasting Light, Foo Fighters
  • Alternative Music Album: Bon Iver, Bon Iver
  • Producer of the Year, Non-Classical: Paul Epworth
  • Best Compilation Soundtrack for Visual Media: Boardwalk Empire: Volume 1
  • Score Soundtrack for Visual Media: The King’s Speech
  • Song Written for Visual Media: “I See the Light” (From Tangled)
  • Recording Package: Scenes From the Suburbs
  • Boxed or Special Limited Edition Package: The Promise: The Darkness on the Edge of Town Story
  • Album Notes: Hear Me Howling!: Blues, Ballads & Beyond As Recorded by the San Francisco Bay
  • Historical Album: Band on the Run (Paul McCartney Archive Collection—Deluxe Edition)
  • Engineered Album, Non-Classical: Paper Airplane
  • Best Remixed Recording, Non-Classical: Cinema (Skrillex Remix)
  • Surround Sound Album: Layla and Other Assorted Love Songs
  • Instrumental Composition: Life in Eleven
  • Instrumental Arrangement: Rhapsody in Blue
  • Instrumental Arrangement Accompanying Vocalist(s): Who Can I Turn To (When Nobody Needs Me)
  • Gospel/Contemporary Christian Music Performance: “Jesus,” Le’andria Johnson
  • Gospel Song: “Hello Fear,” Kirk Franklin, Songwriter (Kirk Franklin)
  • Contemporary Christian Music Song: “Blessings,” Laura Story
  • Gospel Album: Hello Fear, Kirk Franklin Continua a leggere “Grammy Awards: il Rock è Foo Fighters – Tutti i vincitori”

WILCO: “The Whole Love” a Milano e Bologna

Meno di un mese di attesa per i live dei WILCO, i quali dopo le memorabili performance del 2010 tornano a trovarci in Italia (Milano, Bologna) per due date: giovedì 8 marzo 2012 – all’Alcatraz di Milano, e venerdì 9 marzo 2012 a Bologna all’Estragon. I Wilco hanno fatto la storia del rock come autori di album che definire fondamentali è poco: Yankee Hotel Foxtrot, A Ghost Is Born, Sky Blue Sky, Wilco (the album), fino all’ultimo lavoro datato 2011: “The Whole Love”. È questo il primo disco da indipendenti, infatti Jeff Tweedy e la sua band hanno fondato la propria etichetta dBpm records (distribuita dalla Anti), generando quindi un album 100% Wilco, visto che è anche stato registrato al The Loft, lo studio della band a Chicago. Inizialmente si pensava ad un tour limitato, se così si può dire, alla sola America ed Europa (Toronto, Boston, New York, Atlanta, Nashville e St. Louis, ecc..), saltando l’Italia, e invece eccoli arrivare, Patrick Sansone, Tom Shick, Jeff Tweedy, e Glenn Kotche, Nels Cline, Mikael Jorgensen, su due palchi italiani, a mostrarci live il loro ottavo album composto da 12 canzoni inedite tra cui il singolo “I might”. I lavori della band sono sempre stati legati al “primo brano”, che ne fa a detta loro, da biglietto da visita, ed è Tweedy stesso a definirlo tale; in questo caso l’inizio di “The Whole Love”, è stato affidato a “Art Of Almost”che da il via all’anima duplice dell’album, infatti è un disco pensato in origine come un doppio album, o addirittura come una coppia di album gemelli: “uno più languido, una sorta di country-folk atmosferico, l’altro molto più esuberante”. “The Whole Love” racchiude esperienze sonore uniche, ma sempre legate al rock e al country, l’accento va posto però sui testi provocatori, quindi mai banali, rappresenta insomma un lavoro capitolare dai tempi di “A Ghost Is Born”, tanto da meritarsi la candidatura come Best Rock Album ai Grammy Awards 2012 insieme ai Red Hot Chili Peppers, Kings Of Leon, Wasting Light, Jeff Beck e Foo Fighters, avremo risposta sui vincitori il prossimo 12 febbario.
I biglietti per l’evento li trovate ancora seguendo questo link:

WILCO TICKETONE