ArtemisiA: Stati Alterati di Coscienza – recensione

artemisiaSergio Sciambra

Dietro l’artwork ricercato e goticheggiante si presenta “Stai Alterati di Coscienza”, terzo album degli ArtemisiA, progetto che dal 2006 propone principalmente un hard rock bello pompato a cavallo fra tendenze metal anni ’80 e sonorità grunge/stoner. Niente di rivelatorio, ma molta energia e parecchi riff validi e interessanti, anche nelle varie ballad presenti nel disco. Il ruolo di primo piano, comunque, è lasciato alla voce della Ballarin e al suo lavoro come autrice dei testi.

La Ballarin ha sicuramente una bella voce e le melodie accattivanti non mancano, ma la maniera istrionica e quasi caricaturale in cui sceglie di utilizzare il suo strumento non ci mette molto a stancare l’orecchio; non aiuta anche la peculiare sillabazione che spezza molte delle parole, in un susseguirsi di linee vocali dai suoni troppo poco legati. La particolare enfasi della voce si va anche a scontrare con i testi, che pur toccando tematiche classiche dell’ambiente rock metal (mitologia, stregoneria, fantasicienza e via così) e sicuramente non prive di una certa suggestione, peccano di un’eccessiva descrittività e assenza di pathos e liricismo.

Meglio, comunque, il lavoro svolto sulle ballad, con i testi che raggiungono un maggiore livello di introspezione e le melodie che si fanno generalmente più godibili, sconfinando qualche volta nei territori del rock di stampo vagamente goth tipico di molte band con voci femminili.

Potrei dire che questo “Stati Alterati di Coscienza”  è un lavoro ancora immaturo sotto il punto di vista del songwriting, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto vocale, ma probabilmente si tratta semplicemente di una scelta stilistica. Si tratta di una delle non frequentissime occasioni di ascoltare musica di questo tipo in lingua nostrana, quindi per gli appassionati dare una chance a questo album potrebbe sicuramente essere una buona mossa.

Artemisia- Stati Alterati di Coscienza

Anno: 2013

Etichetta: Videoradio

Anna Ballarin – voce

Vito Flebus – chitarra

Ivano Bello – basso

Gabriele Gustin – batteria

Tracklist:  

1.La Strega Di Port Alba (Maria La Rossa)

2. Il Bivio

3.Insana Apatia

4.Il Pianeta X

5.Nel Dipinto (Artemisia Gentileschi)

6.Mistica

7.Corpi Di Pietra

8.Vanità

9.Il Libro Di Katul

10.Presenza

ROY PACI: Il NUOVO PROGETTO CORLEONE – LE DATE DEL TOUR

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Dopo sette anni dall’ultima uscita discografica, Roy torna a dar fiato alle trombe con “Blaccahénze”. Torna CorLeone, una delle tante anime musicali di Roy Paci, che insieme alla band composta da: Andrea Vadrucci alla batteria, Gugliemo Pagnozzi al sax tenore, Marco Motta al sax baritono,  Alberto Capelli alla chitarra solista, John Lui chitarra e sequenze, saranno impegnati in una serie di live, che portano in tour i brani tratti dall’ultimo lavoro ‘Blaccahénze’ (del dialetto abruzzese, che sta a significare casino, bordello). Un album in cui del jazz stereotipato c’è ben poco. La musica sin dal primo impatto suona ruvida, bizzarra, deviante e talmente spiazzante che non tradisce le radici profonde del ‘terronismo’ di Roy Paci, cover_blaccahenze_web-550x550il tutto per ottenere un impatto non etichettabile. Un progetto dove le basse frequenze vengono messe da parte, infatti,  il sound di CorLeone

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Reverendi – Meno è sempre più: la recensione

#ubiminorUna piccola perla, ecco cosa ci è arrivato tra le mani. “Meno è sempre più”  questo è il titolo del primo lavoro dei REVERENDI gruppo nato a Torino, dalle menti e dalle mani di Daniele C Basso e voce del gruppo, Fabio Brunetti alla Batteria e Marco Sponza alla chitarra. La loro musica trae massima ispirazione  da quella britannica, in quanto alla ricerca di un “suono rumoroso”, ma al tempo stesso dolce ed espressivo, che si sposa bene con testi (in italiano) che talvolta rasentano la poesia. Le trame sonore si risolvono in assalti frontali, taglienti e gelidi, impreziositi con rari ma intensi sprazzi di una più dolce melodia come in “sempre di notte” e “dicono”. I testi, oscuri, appaiono come spasmi lunatici non sempre immediatamente comprensibili, ma che si lasciano urlare e sussurrare fino ad entrarti dentro. logoGià al secondo ascolto, l’intero EP ti sembra di averlo ascoltato e riascoltato più volte, rimanendo così felicemente turbati, senza una spiegazione o un perché. Nel frammentario panorama dell’indie rock italiano cantato in italiano, questa band di Torino, si distingue per l’estrema genuinità. Se sono innegabili le derivazioni rumoristiche d’oltreoceano, l’immaginario intriso dalla desolazione urbana. Tutte caratteristiche, di cui a volte se ne può a farne a meno. I Reverendi personalizzano il tutto portandosi dietro quello strascico di Italianità che aggiusta alcune imperfezioni e rende tutto immediato. Un disco con moltissimi alti, e che noi de lamusicarock.com vi proporremo a breve in anteprima!Stay tuned!

Produzione artistica,

registrazione e mix: Marco Liba
Mastering @ Chartmakers Finland by Henkka Niemisto
Tracklist:
Metafora sociale
Sempre di notte
Dicono (adesso che farai)
Endovena
Matalo
Come cambia
Non è la fine

 Sanfabe

Astenia “Fa Che Sia Tutto Diverso”: la recensione

Fa Che Sia Tutto Diverso_cover
“Fa Che Sia Tutto Diverso” è il primo lavoro ufficiale degli Astenia. L’ep, edito da Cosecomuni e distribuito da Believe Digital, è composto da quattro brani realizzati in co-produzione artistica con i Velvet.  I componenti sono Gianluca Gabrieli (voce e chitarra), Edoardo Siliquini (basso e synth), Fabio Blando (chitarra) e Riccardo Acanfora (batteria). A dare il nome alla band un termine medico, personalizzato con un semplice cambio di accento. “Fa Che Sia Tutto Diverso” vuole essere un’anticipazione di un prossimo, non molto lontano e più grande, lavoro. Quello degli Astenia è un pop italiano molto gradevole, di una sapiente miscela di rock ed elettronica veicolate attraverso un linguaggio molto personale, attraverso il racconto della vita di tutti i giorni, la nascita di una storia, i momenti di crisi, le incomprensioni, le separazioni, e le delusioni. Se da un lato i brani strizzano l’occhio alle sonorità più pop, dall’altro si accompagnano a tinte rock, a brillanti assoli impreziositi da inserti elettronici e synth di tutto rispetto. Musicalmente sono sulla buona strada per crescere e stupire, i testi invece dovrebbero arricchirsi e superare alcune “Nel Tuo Disordine” ci accoglie in un gioco di archi, fiati ed arpeggi che introducono la gioia di un amore appena nato. Ed il viaggio continuasugli stessi toni nella seguente “Les Ulis” ricca di synth. “Un Giorno Nuovo” ha un sapore più rock e dove la fine si può trasformare in un nuovo inizio, con i primi bagliori dell’alba affrontando senza timore il nuovo giorno che sta per nascere. L’EP si chiude “(Nel Modo) Più Naturale Possibile”, chitarra acustica, colorita dai synth di Siliquini. Fa che tutto sia diverso Un disco onesto e sincero, il suggerimento che gli Astenia ci vogliono ci chiedono di guardare con occhi diversi gli eventi che affrontiamo ogni giorno. Di guardare oltre le solita visione delle cose, può essere diverso.
Sanfabe

Fanote 2012: oggi al via

Poche ora alla partenza, oggi mercoledì 18 luglio, dell’attesissima edizione 2012 del concorso musicale Fanote, giunto alla sua 17esima edizione. Il Bon Bon Art Cafè sarà la cornice all’interno della quale si svilupperanno i primi due eventi collaterali che lanceranno la prima giornata del concorso che, per quest’anno, all’insegna dello slogan “Tutta un’altra musica”, ha in serbo tante novità da offrire a partecipanti e visitatori. Alle ore 18:00, dopo i saluti delle istituzioni, spazio a un interessantissimo convegno dal titolo “La canzone: dall’idea alle parole, dalla musica all’ascolto”. I relatori racconteranno, partendo dalla propria personale esperienza, le fasi che costituiscono il processo di creazione di un brano musicale, dallo spunto iniziale fino alla registrazione in studio. Ospiti Francesco Gazzè, autore e fratello del celebre Max; Bruno Mariani, chitarrista che ha collaborato con alcuni tra i più importanti artisti della musica italiana come Lucio Dalla; Francesco De Benedittis, fonico, musicista e titolare del Naive Studio, struttura altamente professionale che ha ospitato i lavori di cantanti al vertice delle classifiche come Nek, Fabio Concato e Francesco Renga; e infine Marco Talevi, batterista dei Grammar School e insegnante dell’Accademia di Musica Moderna di Pesaro. Moderatore del convegno il direttore artistico del Fanote 2012 Luca Vagnini. Ingresso libero. Al termine del convegno, intorno alle ore 19:00, si inizierà a suonare. Due formazioni jazz si esibiranno in due raffinati mini-concerti acustici, che allieteranno i presenti fino all’inizio della prima semifinale. In scena il “Luca Gabbianelli Trio”, composto da Luca Gabbianelli alla chitarra, Matteo Benedetti al basso e Marco Talevi alla batteria e gli “Alternotes”, formati da Michele Olivieri alla chitarra, Filippo Pieroni alla batteria e Riccardo Buccella al basso. Terminate le due esibizioni, che preannunciano un inizio in grande stile, appuntamento al palco centrale di Lungomare Simonetti per l’inizio del concorso, con la semifinale della categoria cover, prevista per le 21:30. In gara i Fighting Elevate, gli Sharidan, gli Squid in Progress, gli Warning Sign e i Technicolor Dream.