Megadeth nuovo album: "Super Collider", live@Sonisphere

Il nuovo album dei Megadeth sarà disponibile il prossimo giugno. La band ha reso noto per il momento solo il titolo della loro ultima creatura, che si chiamerà “Super Collider”.

Megadeth_live_in_Bucharest,_June_15th,_2005

Il disco sarà il pubblicato da Universal. Si tratta della prima volta per i Megadeth che per bocca del loro frontman Dave Mustaine hanno commentato: “E’ stato davvero eccitante per noi sapere che c’era l’opportunità di approdare in Universal. Sembra che attualmente le grandi band e i grandi video musicali siano tutti prodotti da questa etichetta”. “Super Collider” uscirà praticamente in concomitanza con l‘unica data fissata dai Megadeth in Italia, per quanto riguarda il 2013. Continua a leggere “Megadeth nuovo album: "Super Collider", live@Sonisphere”

Elio e le Storie Tese e Il Cile: i nostri "nominati" per la 2°serata del Festival di Sanremo

mg_9878Arriveremo a domenica sera con la nausea delle parole Festival, e Sanremo, ma pur non volendo interessarcene, quest’anno qualcosa di intrigante e che merita attenzione c’è. Per la serie “l’ho inventato io”, “l’ho scoperto io”, questa sera tra i Giovani che si esibiranno sul palcoscenico dell’Ariston: Lorenzo Cilembrini, in arte Il Cile. Colui che abbiamo ascoltato nello scantinato del Rock’n Roll Club di Milano a Marzo, e sul quale abbiamo puntato… vincendo? Visti i palchi che ha solcato da allora, senza alcuna pretesa, la risposta è sì. Forse inserire Il Cile tra i “giovani” è riduttivo, palco dell’HJF, apertura ai The Cranberries, Live Tour in giro per l’Italia… le numerose collaborazioni con i Negrita, di cui ha scritto alcuni testi. Lorenzo è sicuramente il nostro prescelto, sin dagli inizi, e quindi anche in occasione del festival di Sanremo 2013; per la sezione Giovani, non può che essere lui, il nostro “nominato”. Presenterà il brano “Le parole non servono più”.  Tra i “vecchi”, senza alcun dubbio, puntiamo sugli Elio e le Storie Tese, che portano al Festival di Sanremo due canzoni: ‘Dannati forever’ e ‘La canzone monotona’. Usciti dalle prime prove del teatro Ariston, il gruppo ci racconta le prime impressioni e dichiara: “vogliamo arrivare quarti in classifica… Ma primi nel vostro cuore”

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Sanremo 2013: Questa sera il ritorno degli Elio e le Storie Tese

Elio-a-Sanremo-1996Nel lontano 1996 gli Elio e le Storie Tese sconvolgevano Sanremo con la canzone “La terra dei Cachi – Italia sì Italia no”, inno dissacrante di un’Italia ancora, ahinoi, attualissima.
Nonostante l’enorme successo (vinsero il premio della critica) non vinsero per un soffio o forse per un complotto e c’è stata anche un’indagine, ovviamente mai chiusa.


Resta il fatto che questa loro partecipazione rimase negli annali della televisione italiana, anche perché onestamente, tutti se li ricordano (anche io che non son una grande fan, per dire, del festival) e invece difficilmente ci si ricorda chi vinse (ndr Ron).
Stasera, come tutti, porteranno due canzoni ‘Dannati forever’ e ‘Canzone Monotona’.

“Un giorno noialtri Elio e le Storie Tese (quelli di “Italia sì Italia no”) ci siamo chiesti: vogliamo rimanere prigionieri di un successo diciassettenne (“Italia sì Italia no”, 1996) per tutta la vita? Vogliamo davvero che tutte le volte che pubblichiamo una canzone nuova ci venga ricordato che quella Continua a leggere “Sanremo 2013: Questa sera il ritorno degli Elio e le Storie Tese”

Festival di Sanremo 2013: Andrea Labanca ci racconta la prima serata

Ieri sera al via il Festival della canzone italiana. L’avete visto tutti, ma fate finta di niente? l’avete boicottato? lo state guardando a pezzi su youtube (scelta da noi consigliata)? Qualsiasi sia la vostra risposta… vi consigliamo questo riassunto del nostro inviato speciale, Andrea Labanca, che ci racconta la prima serata del Festival di Sanremo 2013.

Perlè – Quanto tempo resta: la recensione

cop_low_resIl cantautore veronese Gianluigi Scamperle in arte Perlè arriva al secondo appuntamento discografico dal titolo “Quanto tempo resta”(La Rosa Records/ distr. Venus). Con la produzione artistica di John Agnello (Mark Lanegan), Diego Sapignoli e Antonio Gramentieri (Steve Wynn, Ribot e Hugo Race), JD Foster basso in “Vertigine” e Israel Nash Gripka nel pezzo “Luna piena”. Un album con scenari molto cupi, tra suoni post-rock, western e murder ballads, i testi che ballano tra il sacro e il profano, o il bene e il male dipende dai punti di vista. Intriso di citazioni dagli indiani d’America a Jim Morrison, collaborazioni di e grosso calibro e di tutto rispetto, un album autoreferenziale che verrebbe da dire. Oltre le referenze quest’album contiene molta intimità, o meglio molta forza nell’espressione degli stati d’animo di Perlè. Un album decisamente Rock, ci sarebbe piaciuto un po’ più colorito con il “peccato”. Con qualche dose in più sperimentazione e scacciando i fantasmi del primo lavoro IL BLU E Il NERO .Quanto tempo resta – traccia per traccia 

1 – SOLAMENTE AMORE NON CI SALVERA’ è un’accusa rivolta a tutti gli illusionisti dell’amore, della fede e di ciò che viene etichettato come buono o non buono. Ogni cambio nasce solo da rivoluzioni. E qui, Continua a leggere “Perlè – Quanto tempo resta: la recensione”

Reverendi – Meno è sempre più: la recensione

#ubiminorUna piccola perla, ecco cosa ci è arrivato tra le mani. “Meno è sempre più”  questo è il titolo del primo lavoro dei REVERENDI gruppo nato a Torino, dalle menti e dalle mani di Daniele C Basso e voce del gruppo, Fabio Brunetti alla Batteria e Marco Sponza alla chitarra. La loro musica trae massima ispirazione  da quella britannica, in quanto alla ricerca di un “suono rumoroso”, ma al tempo stesso dolce ed espressivo, che si sposa bene con testi (in italiano) che talvolta rasentano la poesia. Le trame sonore si risolvono in assalti frontali, taglienti e gelidi, impreziositi con rari ma intensi sprazzi di una più dolce melodia come in “sempre di notte” e “dicono”. I testi, oscuri, appaiono come spasmi lunatici non sempre immediatamente comprensibili, ma che si lasciano urlare e sussurrare fino ad entrarti dentro. logoGià al secondo ascolto, l’intero EP ti sembra di averlo ascoltato e riascoltato più volte, rimanendo così felicemente turbati, senza una spiegazione o un perché. Nel frammentario panorama dell’indie rock italiano cantato in italiano, questa band di Torino, si distingue per l’estrema genuinità. Se sono innegabili le derivazioni rumoristiche d’oltreoceano, l’immaginario intriso dalla desolazione urbana. Tutte caratteristiche, di cui a volte se ne può a farne a meno. I Reverendi personalizzano il tutto portandosi dietro quello strascico di Italianità che aggiusta alcune imperfezioni e rende tutto immediato. Un disco con moltissimi alti, e che noi de lamusicarock.com vi proporremo a breve in anteprima!Stay tuned!

Produzione artistica,

registrazione e mix: Marco Liba
Mastering @ Chartmakers Finland by Henkka Niemisto
Tracklist:
Metafora sociale
Sempre di notte
Dicono (adesso che farai)
Endovena
Matalo
Come cambia
Non è la fine

 Sanfabe

Pending Lips 2013: vi mostreremo la luce… del Carroponte

Header pendingLips_premispecialiDopo avervi dato notizia dell’unico contest gratuito per band e artisti emergenti che hanno voglia di lasciare a bocca aperta chi li ascolta, ecco qualche nuovo dettaglio niente male. Pending Lips 2013, avrà luogo a Il Maglio di Sesto S.G. dal prossimo 25 Febbraio, e offrirà ricchi premi, invitanti, e davvero unici. Unici perchè intanto Lamusicarock.com ne sarà media partner, per noi sarà la prima volta, saremo quindi emozionati e sempre presenti a raccontarvi cosa succederà, e soprattutto chi ci lascerà a bocca aperta, e chi meriterà il nostro premio speciale, ovvero chi potrà: Suonare sotto la Luce del Carroponte. Ora tu ragazzo/a che sogni i grandi palchi, e il successo dei big, hai finito di chiudere gli occhi e immaginare, puoi continuare, o smettere di suonare nel pub del paese, e decidere di spaccare con la tua chitarra, menartela con gli amici, e puntare in alto; suonare a Il Maglio & al Carroponte può essere davvero possibile. Le iscrizioni sono aperte fino al 17 Febbraio, non lamentatevi quindi se a suonare su quei palchi non sarete voi. Iscrivetevi. E portate anche i vostri amici, i vostri parenti, armati di macchine fotografiche… perchè al Pending Lips, anche chi scatta una foto può vincere. Premi speciali, concorso fotografico, copertura mediatica per ogni serata… tutto è pronto per l’evento gratuito che tanto aspettavamo. Pending Lips è utopia ed eccezione. “Pendiamo dalle vostre labbra”
25 Febbraio – 1° serata di contest @ Il Maglio
11 Marzo – 2° serata di contest @ Il Maglio
25 Marzo – 3° serata di contest @ Il Maglio
 
08 Aprile – 1° finale @ Il Maglio
22 Aprile – 2° finale @ Il Maglio
PENDING LIPS Evento Facebook QUI
– Regolamento CONCORSO FOTOGRAFICO: QUI
– Modulo d’Iscrizione: QUI

Labanca non va a Sanremo: al via una settimana di polemiche

Vi presentiamo oggi colui il quale controcorrente decide di non partecipare a Sanremo: Andrea Labanca. “Labanca non va Sanremo” questo è il titolo che invade giornali, chat, e forum in questi giorni. A questa notizia shock fa seguito un video in cui Andrea dichiara, sulle scie delle polemiche, le scelte riguardo al festival,  e il perchè non parteciperà. Oltre a essere il grande assente, Andrea sarà per noi de lamusicarock.com, il critico, il sarcastico, l’ironico, inviato della kermesse musicale italiana più ambita e discussa. Ecco il suo video messaggio: 

Andrea, che nasce alla fine degli anni 70 nella periferia di Milano,  si laurea in Filosofia della Scienza con una tesi su Albert Einstein (“Tempo e simultaneità: una definizione”), è scrittore, attore, compositore, legato alla tradizione del Teatro Canzone. Vi abbiamo già raccontato di lui, e di cosa fa nella vita; ultimo lavoro “Perderesti tutto”,  una canzone in cui tutto/niente, vuoto/pieno giocano a scambiarsi le maglie, in cui è presente il contributo della Fisheye Band gruppo di musicisti eclettici e trasversali.

 Labanca: info QUI

Giuradei, Radio Pop e le Orecchie del Coniglio: recensione del live

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Avevamo voglia di perderci. Per questo venerdì sera siamo andati ad ascoltarlo, Ettore Giuradei, all’Auditorium Demetrio Stratos di Radio Popolare. Perché la sua musica è di quelle che ti allungano le orecchie come un coniglio, ma poi ti attraversano anche gli occhi, e lui, invitandoti “a un banchetto di vino e carne” (“Era che così”), capita che trascini via nell’incanto onirico o nell’incubo, ma con la leggerezza del pianoforte e dei violini. Per questo eravamo curiosi, e attendevamo contenti la pubblicazione del nuovo lavoro del musicista e compositore bresciano, che si chiama proprio “Giuradei”, come lui e suo fratello Marco, da sempre complice del “fattaccio”. In uscita per Picicca Dischi questo lunedì 11 febbraio, il quarto disco della band si avvale della collaborazione di Alessandro Pedretti alla batteria, Nicola Panteghini alla chitarra elettrica e Giulio Corini al basso , oltre che della partecipazione di numerosi altri musicisti, tra cui Depedro dei Calexico, alla chitarra in Senza di noi. Venerdì sera. La sala dell’Auditorium di Radio Pop è gremita di gente che aspetta che Ettore, già sul palco, finisca l’intervista in diretta per il network, e incominci il concerto. Notiamo cheha un fare per nulla ammiccante o vanitoso, ma tratta il suo lavoro come un artigiano il legno che ha modellato, e fa sorridere quel po’ di timidezza che traspare da come si muove. Quando il piano che introduce il primo pezzo dell’album incrementa progressivamente il suo ritmo, capiamo di trovarci di fronte a un concerto rock, e che l’urgenza di temi più attuali e politici fa il verso a sonorità decisamente più graffianti rispetto al passato. Le dieci canzoni di “Giuradei” hanno smesso di inerpicarsi per stradine tortuose e avvincenti, e vagano attraversando la realtà, alla quale danno una lettura più cruda, ma senza mai perderne in capacità evocativa. Non da poco. Un sound più semplice, che non ha bisogno di procedere per stacchi temporali e virtuosismi strumentali, ma esiste perché ci sono i papalagi, i bianchi coloni e corruttori della terra di Samoa; “questa scuola di coglioni” che “fanno anche i professori/ e non scopano abbastanza. Oppure esiste perché deve riconoscere una verità che, per quanto chiara, succede che riesca a nascondersi pure dietro a una corda di violino; “è la tristezza che ci nasconde/ perle coperte di polvere” (La Tristezza). Bello anche l’incipit di Mi dispiace amore mio, dove sonorità da cabaret corrono dietro a rumorose incursioni elettriche, in un legame molto veloce. Insomma, le orecchie del coniglio che esce dal cilindro non ci sono più. Ma le nostre, di orecchie, sono rimaste lunghe per tutto il concerto. E pure tutto il resto se l’è vista bene. Ascoltatelo!

Margherita D’Andrea