Verbal: a marzo un EP dal titolo Called War

Verbal il 14 Marzo pubblicheranno un Ep in digitale dal titolo Called War, via Hashtag/GodzillaMarket

verbal _ Called War

Sono in cinque: due chitarre, basso, batteria e tastiere-campionamenti. Nessuna voce. Attivi dal 2009, sono una band che spazia tra le sonorità del post e il math rock, o meglio ancora, la loro musica come loro stessi la descrivono è “musica che frammenta e ricompone linguaggi. Li usa tutti, ma non ne parla nessuno. La musica dei Verbal è matematica che respira e sanguina“. La band è composta da Isaia Invernizzi (chitarra, omnichord), Marco Parimbelli (chitarra, glock, percussioni), Sebastiano Ruggeri (batteria), Gregorio Conti (basso) e Marco Torriani (tastiere, voci sature, campionatore, tubi, giocattoli e sonagli). Miscela di math-rock, squarci evocativi, poliritmie e tensioni elettriche. Ed ora i cinque tornano con un Ep a Marzo, che fin dall’antichità è il mese della guerra, non per niente questo lavoro porta il nome “Called war”. L’architettura dei cinque brani si inserisce nel solco di veemenza caleidoscopica di cui la band è tra i principali interpreti. Rigore matematico e non solo. Panorami acidi e immediati, urla radiofoniche per oltrepassare la cortina di ferro, fitte trame ritmiche che si ripetono inesorabili. Fino al paradosso finale, la tregua di una guerra mai combattuta. Che spaventa, che inganna, che intrappola. Called War non è solo un EP.  E’ un ritorno sui palchi, da dove tutto è nato. I Verbal torneranno live, la prima data prevista per il 14 Marzo si svolgerà al Bloom di Mezzago, proprio lì dove tutto ha avuto inizio. Sul quel palco i Verbal hanno registrato in presa diretta il loro primo lavoro, sul quel palco hanno dimostrato la loro forza, la loro potenza. Called War è l’inzio di un percorso che porterà alla pubblicazione di un LP nei prossimi mesi. Un inizio che porta per i Verbal nuove collaborazioni, fin dalla produzione affidata alla neonata #hashtag e Godzilla market.

Called War, è in fase di completamento, le anticipazioni vengono affidate ad un teaser  ed alla cover art del disco. 

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Erykah Badu 7/7/12 @ Villa Arconati

La splendida cornice di Villa Arconati dove abbiamo già avuto modo di vedere gli Afterhours, ha ospitato lo scorso 7 luglio il ritorno di Erica Abi Wright, meglio nota come Erykah Badu. Un festival che porta ogni anno artisti di fama internazionale e soprattutto di importante pregio artistico. Con cinque album all’attivo in quasi quindici anni di carriera Erykah Badu è una delle artiste black più rappresentative nella storia della musica d’autore contemporanea, in grado di amalgamare efficacemente una mistura fatta di musica nera passando dallo standard jazz-blues, alla melodia soul, dal funk impetuoso ed arrivando al rap strumentale, (non mancano le contaminazioni con la musica dub, con quella psichedelica o ambientale. Diciamo che non si fa mancare niente! D’altronde dalla regina del nu-soul non ci si può aspettare meno) questi sono gli ingredienti principali del concerto presentato in villa Arconati.

Il concerto ha inizio con l’entrata del batterista e percussionisti  che con una lunga serie di assoli iniziano a trasportare ed avvicinare il pubblico nella dimensione “nera” della musica. Ma ecco l’entrata di Erykah Badu, ingresso da diva il suo con un look tanto eccentrico quanto ricercato (per i più curiosi  trench, cappello, e pantaloni rossi). Una performance di tutto rispetto, anche se con qualche “vuoto”, non so come spiegare ci sono stati momenti, attimi che ci son sembrati interminabili, troppo sospesi, come se la musica si facesse attendere per troppo tempo e quando arrivava non era quello che ci si aspettava. Un attimo dopo però, questa stessa sensazione svanisce e si ripresenta la piacevolezza dell’ascolto (tutto questo secondo il mio modesto parere che in poche righe cerco di descrivere l’immensità dei suoni e dei colori percepiti durante l’esecuzione del concerto di Erykah Badu e band, tra l’altro molto più che numerosa coristi, percussionisti, tastiere, basso elettrico, flauti, DJ, Sinth e quant’altro si possa immaginare).

In ogni caso, ve lo consiglio ne vale veramente la pena, e se potete fate un salto al Festival di Villa Arconati, per qualità e bellezza non trova pari in questo momento, passerete sicuramente una splendida serata.

F.P.