Incontriamo Simone Cristicchi nel camerino dell’Arci Ohibò di Via Benaco a Milano prima del suo spettacolo “Li romani in Russia”. Poche parole, qualche domanda, delle foto, una breve discussione. Gli chiedo come sia arrivato dalla musica al teatro. Mi risponde che già all’inizio della sua carriera amava dilungarsi nelle presentazioni delle canzoni durante i concerti e che piano piano le parole sono diventate sempre più importanti fino a spingerlo a cimentarsi nel monologo del poeta romano Elia Marcelli, aprendo così a questa duplice figura di attore e cantante.
Cristicchi nasce fumettista, ama inventare storie, incuriosito oltremodo dalle piccole cose che lo circondano.

Come questa sera che attraverso i versi di altri racconta la storia di suo nonno, reduce della campagna russa, “che stava sempre in silenzio e aveva sempre freddo, anche d’estate”. Le sue canzoni, Continua a leggere “Simone Cristicchi: una serata all'Ohibò – l'intervista”