Kasabian 19/7/12 @ Milano: foto e recensione

19 Luglio 2012, per alcuni l’ennesima tappa in Italia dei Kasabian, per noi finalmente l’occasione di vederli live. Dovevamo essere tutti insieme appassionatamente all’Arena Civica di Milano, location più che appropriata per della buona musica, ma disguidi burocratici hanno portato l’intero festival City Sound all’Ipprodromo del Galoppo, nulla di male, a parte molte zanzare, ma ce lo si aspettava, siamo a Milano, e in attesa dei Kasabian, quindi chissenefrega! Aspettando l’ingresso della band il palco è occupato da un giovane gruppo di Domodossola, i Monkey Weather (ci sono piaciuti, ma forse erano un po’ troppo il copia incolla di grandi icone del rock, vanno riascoltati sicuramente). L’attesa sale, e per passare il tempo cerchiamo di avvicinarci al palco, ci ritroviamo da metà parterre alla quarta fila: questa volta non siamo andati per dovere ad un ennesimo concerto, ma per piacere, ed è stato un piacere assoluto. La band indie rock di Leicester c’è. Come si può raccontare un loro concerto? forse io in prima persona sono troppo coinvolta per farlo, vi sparerei: bravissimi, coinvolgenti, rockettissimi, puro e crudo indie rock, ballato, pogato, urlato, amato e innamorata di tutto quello che è successo in quelle due ore. Ma forse siamo di parte, allora proviamo così a spiegarvi chi sono i Kasabian, e cosa è un loro concerto: è quando mostri il video che hai girato durante Goodbye Kiss all’amica che conosce solo per sentito dire dei Kasabian e capisci, mostrandoglielo, che forse quello che hai vissuto era davvero elisir puro: “ma perchè hanno cambiato versione?l’hanno fatta rock?” ….cara amica, i Kasabian sono rock, niente di tenero e niente di dolce, e neppure sulla loro ballata del momento ci siamo addolciti. L’esplosione totale si ha con Re-Wired, ma anche con Fire, con Sergio Pizzorno (chitarrista e seconda voce, e che voce, di origini genovesi) che tenta in tutti i modi di far capire alle migliaia di persone presenti di abbassarsi a terra per un salto collettivo, ci è riuscito!L’esplosione personale, ce l’ho con Man of Simple Pleasure. Il concerto più vivo e atteso per noi, fino ad ora, (i biglietti li avevamo comprati due giorni dopo l’uscita delle date, convinti in preda al panico che potessero finire). Tutta la comitiva al mio seguito è rimasta ben soddisfatta del live, personalmente resterà nella storia de “i miei concerti preferiti”, e forse anche famigliare, era anche il primo concerto per mio fratello…I got all I need, so give me whisky measures With dyslexic eyes I’m seeing very clearly By the way, I’m on my way… But all of my life I’ve been treated like a fool, But I’m no one’s fool…here I go once again, trying hard to pretend There’s a future in your man made rules I’ll be governed by the road, get to shed this heavy load I see no future, so leave me alone in the past..

Le foto:

Kasabian special guest dei Muse: a San Siro "West Rider Pauper Lunatic Asylum"

Dici Kasabian e ti si sovrappongono una serie di immagini in maniera disordinata: Charles Manson, la strage di Bel Air, Helter Skelter dei Beatles, Tom Meighan e Sergio Pizzorno, i Muse.
Cartoline. Fotografie.
Ma anche la certezza di sana, energica musica che griffa il rock di sonorità elettroniche da uscirne con il cuore che ancora pompa. Sangue & sounds.
Pensi Kasabian e ricostruisci mentalmente la forma di una Inghilterra che ha dato i natali a diverse generazioni di musici dalla discografia entrata di diritto negli scaffali di ciascuna casa. Nei ripiani di ciascuno scaffale. Nella polvere di ogni singolo ripiano.
Due di quattro, con inevitabili scuse ad Andrea De Carlo: un binomio giovane e frizzante che sta al panorama della musica rock come certi tramonti si adagiano sui “fine-giornata” senza tempo. Un po’ guardi a ritroso, un po’ ti proietti in avanti: li trovi nell’immaginario del recente passato e nei fumosi sviluppi di un futuro nascosto dietro l’angolo.
Tom Meighan e Sergio Pizzorno, si diceva.
I Kasabian.
Quelli di Kasabian (album eponimo, 2004), Empire (2006), West Rider Pauper Lunatic Asylum (2009).    Uniti da vincolo artistico dai tempi del liceo (1999). La voce – di Tom – graffia; la chitarra – di Sergio – punge. Ma stasera, in occasione del concerto dei Muse a San Siro per i quali faranno da apripista, non solo graffi nè soltanto punture. Semmai, finezze. Magie. Assist al pubblico che diventano veri e propri tocchi di classe. E carattere. Sarà l’erba verde del Meazza, sarà l’influsso – altrettanto magico – dei trionfi di un’Inter che – lì – è di casa: ma lo svolgimento delle canzoni dell’ultimo album “West Ryder Pauper Lunatic Asylum” avrà le sembianze di un incontro di passione e pura adrenalina. Lo annunciano i due (dei quattro) a rockol.com:

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