Elio e le Storie Tese cambiano nome in sostegno delle Pussy Riot: Italia vs Russia

Come riportato da Linkiesta, la band milanese dal proprio sito ufficiale: «Saremo i “Pistolino Riot” finché non le liberano». Accuse a Putin, definito “karateka fascistone”. Intanto, la band russa rimane in carcere per aver contestato il Cremlino nel febbraio scorso. Attualmente le tre ragazze sono sotto processo a Mosca.

Elio e le Storie Tese come Who, Pulp, Smiths e Franz Ferdinand. La band milanese ha scelto di seguire l’esempio tracciato dai grandi rocker d’oltremanica e d’oltreoceano, decidendo di scendere in campo a sostegno delle Pussy Riot, la band punk-rock russa di sole donne messa sotto processo per aver cantato canzoni contro il Cremlino ed aver contestato apertamente la politica di Putin nei mesi scorsi. É la prima band italiana a schierarsi apertamente per la causa.

Le giovani russe sono detenute da settimane per aver inscenato una protesta plateale sul sagrato della Cattedeale di Cristo Salvatore, a Mosca, il 21 febbraio scorso. Oggi, in occasione della visita londinese di Vladimir Putin, esponenti eccellenti del rock come Pete Townshend degli Who, Johnny Marr degli Smiths, Jarvis Cocker dei Pulp, Alex Kapranos dei Franz Ferdinand e Neil Tennant dei Pet Shop Boys hanno firmato una lettera pubblicata dal Times, per chiedere la scarcerazione delle Pussy Riot.

Attraverso un comunicato pubblicato sul sito ufficiale, gli Elio e le Storie Tese hanno manifestato la loro vicinanza alle ragazze incarcerate a Mosca. «Ammiriamo e sosteniamo le colleghe Maria Alyokhina, Nadezhda Tolokonnikova e Yekaterina Samutsevich del complesso Pussy Riot, arrestate, attualmente detenute, sottoposte ad angherie e soprusi e mandate a processo dal regime del karateka fascistone Putin per avere cantanto una canzone satirica sul karateka fascistone Putin», si legge in home page.

Da “La Terra dei Cachi” in avanti, gli Eelst non hanno mai smesso di mescolare sarcasmo e frecciatine a politici e politicanti. Per questo la band ha deciso di cambiare provvisoriamente il proprio nome in segno di solidarietà. Ovviamente, anche in questo caso non manca l’ironia: «Il fatto che il reato loro contestato sia collegato alle pressioni delle autorità religiose non attenua – al contrario aggrava – le responsabilità e la vergogna di vertici politici e di uno Stato poliziesco degni del miglior Leonida Breznev. In qualità di musicanti che, come Maria, Nadezhda e Yekaterina, hanno spesso cantato le miserabili gesta di similari pupazzi e pupazzetti, gli EelST adottano simbolicamente il nome di battaglia di Pistulino Riot fino all’avvenuta liberazione delle colleghe».

Fonte: http://www.linkiesta.it/elio-e-le-storie-tese-pussy-riot#ixzz22Otc7lFK

Banditi del Clima: noi&voi insieme a Sud Sound System, Irene Grandi, Piotta & Greenpeace

Sul sito www.banditidelclima.org è questo il “comunicato” che appare:“Lo scorso 6 dicembre il nostro responsabile della campagna Energia e Clima, Salvatore Barbera, è stato bandito da Roma per due anni con un foglio di via obbligatorio. Il suo crimine? Aver partecipato a una protesta nonviolenta in difesa del clima, davanti a Palazzo Chigi, per chiedere al nostro Governo di impegnarsi contro i cambiamenti climatici. Se un attivista di Greenpeace è un bandito, tutti noi siamo banditi del clima. E tu? Entra in azione: compila il form e invia la tua foto” noi de lamusicarock.com abbiamo aderito alla mobilitazione di Greenpeace in sostegno a Salvatore Barbera, l’attivista dell’associazione e responsabile della campagna clima e energia, che è stato bandito da Roma per ben due anni in seguito alla sua partecipazione a un blitz pacifico davanti a Palazzo Chigi, lo scorso 6 dicembre. Alla domanda diventeresti un bandito per salvare il Pianeta? Abbiamo risposto sì, e non solo noi, ma anche artisti come i Sud Sound System, Irene Grandi e Piotta. Ecco i fatti dalla voce del protagonista: “Lo scorso 6 dicembre, in concomitanza con la partecipazione del governo italiano alla conferenza di Durban sui cambiamenti climatici, abbiamo dato vita ad un’azione del tutto pacifica di fronte al palazzo del governo, aprendo alcuni striscioni con la scritta ‘Il clima cambia la politica deve cambiare’ e mettendo in scena con degli attori la rappresentazione dell’immobilismo della politica di fronte alle emergenze climatiche” racconta Salvatore Barbera. Detto ciò sono passati oltre 40 giorni dal provvedimento che è ancora in vigore, e consiste in un foglio di via firmato dal procuratore Tagliente nei confronti dell’ambientalista. Non è bastata una condanna unanime alla sanzione spropositata presa, non è bastata un’interrogazione al ministro Cancellieri a firma dei senatori Pd Ferrante e Della Seta, e per Barbera è ancora valido il divieto di ingresso nella capitale. È un fatto questo in cui ambiente, coscienza collettiva, e piccoli gesti unanimi possono mixarsi per darsi voce vicendevolmente. Non sono solo alcuni artisti ad avere aderito alla campagna, ma migliaia di persone “comuni”, banditi-del-clima (oltre 8.000 gli aderenti alla mobilitazione in pochi giorni, e sono tuttora in continua crescita). Noi de lamusicarock.com abbiamo deciso di schierarci a favore della causa, farvene cosa nota, in modo tale da accrescere il senso di responsabilità legato a ciò che appartiene a tutti noi, l’ambiente. Qualcuno ci ha messo la faccia, Salvatore Barbera, ora sta a noi dimostrare di non essere indifferenti a tutto ciò.

Clicca su http://www.banditidelclima.org/ compila il form con nome e cognome e diventerai un bandito anche tu!