Marco Levi: Vietata la riproduzione – la recensione

marcolevi_vietatalariproduzioneSe rivoluzione deve essere trasfigurazione immensa e profonda di tutti i rapporti sociali, o non sarà tale, la rivoluzione nel cantautorato nostrano è la trasfigurazione dei racconti del rapporto tra uomo è donna. Questa rivoluzione ha inizio con Marco Levi, giovane cantautore Milanese, che affronta con una particolare forma di romanticismo questo tema. Un romanticismo fatto di canzoni schiette e sincere ed irriverenti, in cui si mitigano i dolori di oggi riassaporando la leggerezza della propria fanciullezza. Tutti questi sono gli ingredienti del lavoro d’esordio del giovane cantautore dal titolo “Vietata la riproduzione” prodotto da Lorenzo Magnaghi e uscito il 25 gennaio per The Tune/Self. Musica per chitarra e voce onesta, appassionata e autentica che si spoglia di barocchismi inutili, di pretese universali, di racconti spettrali per lenire ferite intime e dolorose, ma preferisce invece riassaporare i ricordi del passato più tenero Continua a leggere “Marco Levi: Vietata la riproduzione – la recensione”

Quentin Tarantino e il suo "Django"… razzismo e romanticismo, e la grande occasione per Elisa

slide_272881_1944570_freeNegli scorsi giorni non vi sarete persi le numerose interviste, foto, articoli dedicati alla presenza di Tarantino a Roma per la presentazione di Django Unchained, l’attesissimo film, scritto e diretto dall’autore americano in uscita il prossimo 17 Gennaio. Presenti molti volti noti ovviamente. Elisa Toffoli, ha dato voce e parole collaborando con Ennio Morricone, a uno dei brani della colonna sonora: “Ancora Qui” (in corsa per l’Oscar), e racconta così su twitter l’evento:

Noi de lamusicarock.com vi abbiamo parlato della colonna sonora, meravigliosa, in cui non si può non trovare una propria canzone preferita visto che i generi presenti spaziano dal country, al western, al rap, e pop. Anche Dege Legg (aka Brother Dege) si è accorto del nostro ascolto:


 

Tarantino realizza il suo capolavoro western in cui denuncia in maniera forte e sapiente il razzismo, presente nell’America di meta’ ‘800 e ancora attuale. Il regista, dal canto suo, ha spiegato il senso profondo di uno spaghetti western che si candida prepotentemente all’Oscar. “In America credono che i bianchi possano realizzare film con gli occhi dei neri. A Hollywood c’e’ sempre il salvatore bianco… io ho voluto ribaltare questo concetto e ho voluto mettere il ‘cappello’ di Franco Nero su Jamie Foxx”.slide_272886_1944607_free Cosi’ Quentin Tarantino in conferenza stampa a Roma per presentare il suo western “Django Unchained”. Siamo davanti all’ennesimo capolavoro di Tarantino, alle prese questa volta con la rilettura, di “Django” di Corbucci, il film culto degli spaghetti western ambientato nel Sud dell’America, alla vigilia della Guerra Civile. C’è da dire che “Django” si sta rivelando al box office americano come il miglior incasso di sempre del regista di “Kill Bill”: uscito negli States a Natale ha, infatti, raggiunto il primo posto nel weekend, superando lo “Hobbit” e raggiungendo la cifra di 82, 4 milioni di dollari. Lo aspettiamo, manca poco!

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