
Che bordello!ma quello vero, quello bello. Transenne inclinate, vino per aria, Eugene tra me e la mia socia che canta Darling, Sergey, il violinista che ci ha completamente calamitato per tutto il concerto. Forse i Gogol era prevedibile che ci sarebbero piaciuti, o forse è normale che capitasse quando fisarmoniche e violini, si uniscono a tamburi e instancabili voci. I gogol sono ispirati al realismo magico di Nikolai da cui hanno tratto ispirazione, e questa magia l’hanno portata sul palco del carroponte. Finalmente a Sesto è arrivato anche il momento del “palco grande” e finalmente anche di quella musica che non può non piacere, non è rap, non è rock, non è raggae, non è pop, non è uno stile esclusivo ma è gipsy punk, come la scritta alle loro spalle che sovrasta l’enorme fionda che gli fa da simbolo. Folk tzigano, punk’n’roll, black sea, new york multikulti, reggae, dub, taranta, cabaret brechtiano, immigrant songs, clownerie, circo inferno, sono tutti i termini con cui si potrebbe definirli, eppure ad ascoltarli dal cd non ti sembra “spacchino” così tanto…e invece arriva il live, che, come sempre, ti fa scoprire artisti e band che valgono la pena vedere, non una ma più volte nella vita. E’ il loro caso.
La scaletta era ricca, e nonostante questo, non si sono risparmiati alle richieste dei fan all’urlo corale di “one more song”… vi lasciamo alla scaletta, e alle foto che siamo riusciti a rubare nonostante il frenarsi dal ballare fosse cosa difficilissima, una tortura fidatevi! Pubblico di Trieste, e Padova preparatevi…
Intro
Ultimate
Sally
Immy punk
Not a crime
Wonderlust
Tribal
Companjera
Tc hustle
Immigraniada
Jam jelem
Universes
Pala tute
Break the spell
Purple
Think locally
Mishto
Alcohol
Santa marinella
Darling