Attesissimi debuttano i MASCARA con TUTTI USCIAMO DI CASA

Dopo un EP autoprodotto uscito due anni fà i MasCara debuttano con l’atteso primo disco “Tutti Usciamo di Casa”. Già dal titolo si percepisce che questo disco vuole rivolgersi ad ognuno di noi, parlando del passaggio esistenziale verso l’età adulta; è una sensazione, è un insieme di esperienze che tutti vogliamo raccontare, ed è proprio così.

Fin dal primo ascolto ci accorgiamo della particolarità di questo lavoro; la batteria è fortemente improntata sullo stile anni ottanta, ossia quel suono elettronico, campionato, liscio e minimale, ma che allo stesso tempo riesce a dare profondità e mestizia all’intera composizione. Anche gli altri strumenti hanno influenze derivanti da quegli anni, ma molto meno evidenziate. La chitarra, viceversa, quasi assente e sicuramente in secondo piano nella prima parte di quel decennio, in questo disco riveste un ruolo principale, sia nella ritmica, che nella melodia e attribuisce forte calore ad ogni traccia, giocando molto anche sugli effetti. La voce ha un timbro piuttosto grave, e questo genera nell’ascoltatore una sensazione di potenza e sicurezza, le melodie cantate sono originali ma sempre piacevoli. La freddezza della batteria e del basso, unita al calore di chitarra e voce si amalgamano a meraviglia in questo disco, il tutto miscelato con elementi di un’orchestra, che rendono la composizione a tratti empirea. “Tutti escono di casa” è un concept album, ossia un album che tratta lo stesso tema, solitamente una storia, per tutta la sua durata, che generalmente ha melodie che si ripetono e forniscono il tema principale, e molto spesso con canzoni che sono unite l’una con l’altra. Tutti questi elementi si riconoscono e sono espressi molto bene; forse manca la presenza di un tema musicale ben definito ricorrente; mancanza compensata dalla voce che gira molte volte intorno a melodie simili, insieme al timbro del cantante molto riconoscibile, ed alla metrica particolare che costui utilizza.

La traccia iniziale “Dorian (Postodern Parte 1)” si apre con un coro che introduce la canzone e il disco, anche questo elemento è tipico dei concept album; in “I Giorni Di Urano Contro” traspare un senso di tranquillità, di gioia, di pace dei sensi che si esalta con l’introduzione al ritornello; sensazione che si riscontra anche nella copertina del disco, veramente ben fatta e molto esplicativa; l’atmosfera e soprattutto la scelta delle note, che non seguono sempre la più logica melodia, hanno anche qui influenze anni ottanta. Il pezzo più rock dell’album è “La Stanza”, quinta traccia del disco. Settima canzone è “Dorian (Postodern Parte 2)” ripresa della traccia d’apertura, anche questo carattere specifico di questo genere di album, in cui ascoltiamo con piacere le note delicate di un flauto solista a cui viene dato ampio spazio e importanza. Si conclude con “L’ultimo Viaggio Di Argo” in cui ritroviamo le stesse sensazioni della copertina, gioia e pace, degna conclusione di un disco complesso strumentalmente, dagli arrangiamenti raffinati, ma che risulta molto piacevole.

La canzone finale, inserita all’interno del contesto dell’album, è da nove e mezzo; sfiora la perfezione ma non la raggiunge per il finale forse troppo poco valorizzato; proprio le ultime note, con l’ausilio magari dell’orchestra, sarebbero potute essere più incisive; anche l’inizio del disco, molto ben studiato ed eseguito, non convince fino in fondo. Poi attaccano gli strumenti, e la musica raggiunge livelli altissimi; tutto è stato fatto all’insegna dell’originalità e questo forse ci fa ancora più piacere.

Sito MasCara: http://www.mascarawave.it/

 

Davide Pinchiroli

Laura Pausini @ Assago: Inedito Tour

Tappa inconsueta per noi de lamusicarock.com che lo scorso 23 dicembre abbiamo avuto l’opportunità di assistere a uno dei live più attesi dell’anno, quello di uno dei colossi della musica pop italiana: Laura Pausini. L’Inedito World Tour, che porterà la cantante sui palcoscenici di tutto il mondo per un anno intero, si è aperto con le tappe milanesi, le quali sono state le più significative, in quanto hanno riportato l’artista al suo pubblico. Lo spettacolo propone uno show ben strutturato e per nulla noioso, travolgente, ricco di momenti in cui la cantante si soffermava a cantare e soprattutto parlare con i fans accorsi entusiasti. Marco Balich (executive producer dei maggiori eventi dei Giochi Olimpici di Rio de Janeiro 2016) ha curato la regia di ciascun momento del live, mentre Mark Fisher (architetto inglese e set designer per Pink Floyd e U2) ha realizzato per Laura Pausini un palco di forte ispirazione tecnologica con cinque schermi, videomapping e immagini tridimensionali e un set aereo con grandi effetti speciali. Catherine Buyse (costumista per film come “Star Wars”, “The Italian Job” e “The Tourist”) ha disegnato molti dei costumi del tour, ma alcuni sono stati creati appositamente per l’occasione da Roberto Cavalli. Vi chiederete cosa ci facevamo NOI a un concerto pop, bè, l’esperienza del live offre molti spunti di riflessione, e in questo caso ne ha offerti molti. Laura si è dimostrata una vera regina del palcoscenico, non esclusivamente pop ma con alcune sfumature rock, a contribuire a tutto questo Patrick Woodroffe (light designer per Bob Dylan, AC/DC, Depeche Mode, Rolling Stone), il quale ha portato la sua esperienza proponendo un set di luci particolarmente eleganti, che scandiscono lo show in 5 momenti diversi: uno acustico, uno completamente pop, uno orchestrale e uno dance e uno rock, perché forse sì, Laura Pausini potrebbe essere rock. A rendere il concerto una grande evento però sono stati i fans, migliaia, per uno show sold out in quasi tutte le date delle performance ad Assago. Osservare i giovani presenti, i bambini con i propri genitori, travolti dalla scaletta che offriva successi uno dietro l’altro ci ha fatto capire quanto Laura arrivi ai propri ascoltatori. I testi sono semplici, a volte ripetitivi, girano sempre intorno al tema dell’amore, ma proprio nella loro semplicità arrivano. Se pensiamo che noi de lamusicarock.com ci siamo sentiti impreparati solo su un paio di pezzi, possiamo senz’altro dire che la scaletta offerta dalla cantante per il suo tour di come back è stata più che generosa (Benvenuto, Io Canto, Resta in Ascolto, Con la Musica alla Radio, Un’emergenza d’Amore, E ritorno da Te, i medley de: Incaccellabile, la Solitudine, Straniamori, e poi ancora Tra te e il Mare, Non c’è, e moltissimi altri che vi assicuriamo, tutti -volendi o dolenti- ben conosciamo; a conclusione La mia Banda Suona il Rock e Non ho mai smesso). Tra il pubblico Concato, al quale la Pausini ha dedicato Fiore di Maggio in acustico. Vi postiamo alcune foto che meritano di essere guardate, anche perché Laura è una bella ragazza!

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Deep Purple: concerto a Verona il 18 luglio

I Deep Purple si esibiranno in Italia per un unica data. La band britannica suonerà nell’incantevole cornice dell’Arena di Verona il prossimo 18 Luglio. L’esibizioni è di quelle da non perdere, perchè con i Deep Purple sul palco salirà la German Neue Philharmonic Orchestra. Un tentativo di fusione fra rock e musica classica, che appartiene al repertorio della band. Già nel 1969 infatti, i Deep Purple realizzarono un album live con la Royal Philharmonic Orchestra di Londra:”Concerto for Group and Orchestra”.
Era dal 2000 che i Deep Purple non suonavano in italia. Questa la formazione con cui si presenteranno sul palco dell’Arena: Ian Gillan (voce), Steve Morse (chitarra), Roger Glover (basso), Don Airey (tastiere) e Ian Paice (batteria). Alle loro spalle, come anticipato, i quarantotto elementi della German Neue Philharmonic Orchestra.