One Direction: la scaletta del Take Me Home Tour 2013

VMA-One-DirectionPer Lamusicapop.com, una notizia di quelle che farà contente le giovani teenagers. In attesa di averli in Italia a maggio, ecco la scaletta del primo live del tour dei One Direction. Ieri a Londra alla 02 Arena, il Take Me Home Tour è iniziato con uno dei tanti (tutti, provate a cercare un biglietto per vederli!) sold out. Noi li aspettiamo per Domenica 19 maggio 2013 all’Arena di Verona e poi il 20 maggio, lunedì, al Forum di Assago, a Milano. Intanto ci facciamo una “cultura” con la scaletta dei brani di ieri:

‘Up All Night’
‘I Would’
‘Heart Attack’
‘More Than This’
‘Love You First’
‘One Thing’
‘C’mon, C’mon’
‘Change My Mind’
‘One Way Or Another (Teenage Kicks)’
‘Last First Kiss’
‘Moments’
‘Back For You’
‘Summer Love’
‘Over Again’
‘Little Things’
‘Teenage Dirtbag’
‘Rock Me’
‘She’s Not Afraid’
‘Kiss You’
‘Live While We’re Young’
‘What Makes You Beautiful’

Ligabue l'inglese, due concerti alla Royal Albert Hall

ligabueLigabue torna a suonare dal vivo. Di per sé questa però non è più una notizia, infatti quasi non ci si stupisce più dell’infaticabile presenza live del Liga anzi, fino ad ora poteva dirsi strano come in cartello mancassero delle date del rocker di Correggio.
Al momento sono state annunciate esclusivamente due date inglesi. Ligabue si esibirà il prossimo 4 e 5 aprile a Londra, alla Royal Albert Hall. Già in molti stanno programmando la trasferta ( a proposito restate collegati per i prossimi aggiornamenti in merito a biglietti e scaletta), ma chi resta in Italia non deve disperare. Siamo quasi sicuri infatti che le due tappe londinesi altro non siano se non un raffinato aperitivo alla prossima programmazione di altre date italiane.

Rock Jubilee @ London 2012

Vi riportiamo un bel reportage da Londra raccolto da Linkiesta, che a sua volta ha fatto questa bella scoperta dal mondo infinito dei blogger. Non solo un giubileo elegante e sfarzoso quello della Regina Elisabetta, ma anche accompagnato dalla musica inglese, quella che ci piace, quella rock! A scrivere è THE BLAIR MUM PROJECT : BLOG DI UNA MAMMA (E FIGLIA) A LONDRA.

” Succede, poi, che degli amici appena arrivati a Londra, ti dicono di raggiungerli al parco per un qualche concerto. E tu non t’interessi, semplicemente vai, perché vuoi stare con loro e ti andrebbe bene qualsiasi cosa. Ma poi arrivi e capisci che quella sarà una magnifica serata. Entri in Hyde Park, seguendo la folla, sulle note di Stevie Wonder che, live, sta cantando a pochi metri da te. E tu canti e balli, mentre cammini in mezzo a migliaia di persone che, come te, in quel momento, sono incredule, o forse, solo più organizzate e si sono scaricate il programma della serata. Ad ogni modo, non sei a conoscenza di niente e questo rende il tutto ancora più magico. E succede poi che c’è il tramonto, e tu proprio non ci vuoi credere che a Londra, stasera, ci sia il cielo più romantico dell’universo. E la luna è piena. E vendono le birre. E dopo Stevie Wonder, che è esattamente come lo avevamo lasciato, arriva sul palco Elton John e canta Crocodile Rock e ancora Your Song, quella che cantavi sempre dopo averla sentita in metropolitana a Parigi, il 14 luglio di vent’anni fa. E ti senti una ventenne, che canta a squarciagola, libera, che balla con tutti, ridi, e ti abbracci con i tuoi amici, e sogni ad occhi aperti e sorridi col cuore. E ti chiedi come farai a contenere tutto questo dentro quel tuo corpicino così piccolo, e quante persone vorresti qui, adesso, per poter condividere questo momento. Vorresti ballare ancora, come se fossi su una bella spiaggia, senza pensieri, nella tua fuga d’amore, sotto le stelle, come stasera. E poi cantano quegli altri, i Madness, dal tetto di Buckingham Palace, la casa della regina, mentre lei è fuori ad ascoltare il concerto come te, poco lontana, e proprio quel palazzo immenso inizia a spogliarsi e le immagini si ripetono, giganti, come fossero vestiti, mille colori: sì, Buckingham Palace si spoglia e si riveste ed i suoi vestiti sembran cascare giù. In sottofondo, la canzone d’amore, ma pur sempre rock, perché qui siamo in Inghilterra ed è tutto sempre ed assolutamente rock. Finiscono i cuori, entra la chitarra nei colori della union jack, la mitica bandiera inglese. E’ LUI, Paul. Per il gran finale. E allora impazziamo con Live and Let Die, e poi ancora Obladi Oblada ed io urlo che domani non ho più voce e ballo sembro venuta dalla campagna: prendo tutti sottobraccio. Infine, immancabile il destino, Let It Be. Lascia che sia, lascia che sia una splendida serata, lascia che sia una splendida vita, non importa quel che ti hanno fatto o quel che ti è successo, ogni giorno la vita è tua, renditela bella, goditela, vivitela, amala. E dio se io l’amo, l’amo follemente che non la lascerei mai più.”

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TUESDAY?: l'EP d'apertura verso il 2013 dei JULES NOT JUDE

I gruppi “commerciali” sono quelli con cui radio e tv ci inondano le orecchie ogni giorno; bravi (pochi), meno bravi (molti), originali ed irriducibili (quasi nessuno). Nel nostro paese poi, in questi anni, si è toccato livelli imbarazzanti. Sembra di stare a guardare il mare calmo e piatto all’orizzonte, senza accorgersi che, proprio là sotto, esiste un infinità di colore, di movimento, di energia. Di questo universo, fatto di band eccellenti, fanno parte i Jules Not Jude. L’aspetto più forte e significativo di questi gruppi, è che fanno quello che vogliono;  non seguono nessuna regola, nessuno gli mette paletti da rispettare, nessuno gli tappa le ali; sono liberi di volare alto e i Jules Not Jude volano alto.

Sono usciti nel 2009, hanno pubblicato un EP e poi subito il primo album; un altro EP, e ancora un altro, e non riusciamo ad essere sazi, vogliamo di più, quando esce il secondo disco? Ancora qualche mese. Inizio 2013. E allora in attesa di ascoltare l’atteso secondo album, torniamo a guardare quello che è stato. Troviamo l’album d’esordio “All Apples Are Red, Except For Those Which Are Not Red” di cui bisogna assolutamente ascoltare e vedere il video di: “Don’t Stop Your Thoughts In A Name”. Vediamo che i ragazzi hanno fatto tanti concerti in Italia e molti in giro per l’Europa; notiamo che hanno inciso il loro secondo EP a Londra nello studio dove qualche anno prima veniva inciso “The Wall”, e che sono stati l’unico gruppo italiano che, l’anno scorso, ha partecipato ad un prestigioso festival berlinese. L’ultima produzione dei Jules è l’EP intitolato “Tuesday?” uscito a Marzo 2012, contenente tre tracce inedite ed un remix, buon antipasto aspettando Gennaio. Accostati ai Fab Four, soprattutto per la squisita leggerezza delle canzoni e per la facilità con cui cambiano genere regalandoci sempre pezzi molto molto gradevoli.

All’interno dell’EP, continuando la loro tradizione Brit-Indie, i pezzi non seguono mai una struttura fissa; le canzoni si fermano, cambiano di netto, ripartono oppure hanno un  finale prolungato, come nell’energica “Talk Talk Talk”, dove per un minuto viene mantenuto lo stesso accordo, senza cantare, in antitesi con il titolo. Altro esempio di sregolatezza ci viene regalato con la frizzante “Tuesday” che dà il titolo all’EP, nella quale i musicisti si dilettano e il cantante fa sfoggio del suo ottimo inglese. L’ultimo inedito è la dolce “J” chitarra e voce, dalle forti influenze fumose e spensierate degli anni sessanta in bilico tra la psichedelia floydiana di “A Pillow Of Winds” e la delicatezza di “Too Much Love Will Kill You” delle regine del rock, con quel cambio molto raffinato sul finale. Il mini album si chiude con sonorità non del tutto sconosciute al gruppo, ricordiamo “Bubabeat” presente nel disco d’esordio, e lo fa con il remix di Tuesday ad opera dei Pink Holy Days. Le premesse per un’ottima riconferma ci sono tutte; attendiamo con ansia il nuovo anno.

Siti band: http://www.myspace.com/julesnotjude, http://www.facebook.com/pages/Jules-Not-Jude/45945569925, http://julesnotjude.tumblr.com/

 

Davide Pinchiroli

Blur novità per il concerto di Hyde Park

I Blur si esibiranno a Hyde Park (Londra) il prossimo 12 agosto. Dal momento in cui l’esibizione è stata ufficializzata, i membri della band hanno fatto letteralmente a gara a rilasciare dichiarazioni destinate ad aumentare la curiosità del pubblico.

Ultimo della serie è il chitarrista Grham Coxon:”Trovo sempre interessante suonare dal vivo brani ancora in lavorazione .Lo facciamo tutte le voltre, ma non credo che il concerto di Hyde Park sia l’occasione giusta. Di sicuro, non seguiremo la scaletta del concerto del 2009, eccezion fatta per le canzoni che la gente vuole sempre ascoltare”. E per quanto riguarda il nuovo disco? Si sa infatti che i Blur sono al lavoro sul seguito di “Think tank”, pubblicato nel 2003. Coxon non si sbilancia: “Abbiamo sempre voglia di suonare assieme e ci piace registrare. Probabilmente non ci saranno delle novità immediate, però è sicuro che i Blur faranno nuove registrazioni“.

A questo punto viene logioco chiedersi se qualcosa di nuovo potrà sentirsi già nel corso del concerto di Hyde Park. Coxon è ancora una volta allusivo: “Forse. Potrebbero esserci sorprese. Anche se non so cosa vi abbiano già detto gli altri del gruppo, e con queste dichiarazione si rischia sempre di finire nei guai”. Non vorremmo certo minare l’armonia ritrovata dei Blur?

Ligabue "Rock sotto bombardamento 2012": le date

Sotto bombardamento tour 2012” ecco le date. Dopo le anticipazioni delle scorse settimane, Luciano Ligabue ha reso ufficiale le date dei concerti che lo terranno impegnato la prossima estate:

25 maggioLondra, Royal Albert Hall (sold out)
5 luglioLocarno, Festival Moon and Stars
7 luglioCividale del Friuli, Parco Della Lesa
17 luglioTaormina, Teatro Antico
20 luglio Napoli, Piazza del Plebiscito

I biglietti dei concerti saranno disponibili presso i circuiti autorizzati, a partire da giovedì 29 Marzo.

Ligabue a maggio alla Royal A. Hall di Londra

Segnatevi questa data: 25 maggio 2012.
Luciano Ligabue approderà a Londra con “Sotto bombardamento – Rock in London 2012” alla Royal Albert Hall.
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Quella di Londra sarà una delle tappe del suo mini tour estivo, che arriverà successivamente anche a Locarno, Napoli e Taormina. (fonte ligachannel)

Kasabian: 4 nuove date @ Milano, Ferrara, Roma, Udine

Novità dell’ultima ora, e notizie inaspettate ma tanto attese. Per i fan dei Kasabian in Italia,noi de lamusicarock.com compresi, arrivano altre 4 possibilità da cogliere al volo. Dopo i 60mila che li hanno ascoltati e vissuti nella tripla performance all’Arena di Londra, dopo i sold out nei più grandi club italiani di Milano, Roma e Padova ecco che arriva l’annuncio di 4 nuovissime date in quel di Ferrara, in occasione del Ferrara Sotto le Stelle, Roma, per il Rock in Roma, Milano, in Arena, e Tarvisio al No Borders Festival.

Eccovi le specifiche:

14 Luglio 2012 Ferrara, Piazza Castello Ferrara Sotto Le Stelle
18 Luglio 2012 Roma, Ippodromo delle Capannelle, Rock in Roma
19 Luglio 2012 Milano, Arena Civica
20 Luglio 2012 Tarvisio (UD) No Borders Festival

A breve costi e prevendite!

Lanuovamusicarock per: M'ale, Damarà & Stefano Cece @ Biko

“L’ascolto è ciò che da senso all’udito, e che fa dell’udito il senso che preferisco”. Con questa premessa non possiamo che suggerirvi un evento più che interessante a Milano in questa settimana. Se noi de lamusicarock.com abbiamo e diamo tutt’ora spazio alle voce emergenti nel nostro blog, c’è chi lavora sulla nostra stessa linea nel concreto della realtà milanese: “il Terzo Orecchio” che all’Arci Biko di Milano nasce con l’obbiettivo di dare spazio, e soprattutto voce, alle nuove realtà musicali “proponendo un’impronta differente all’ascolto della musica live”; giovedì 19 sarà la volta di M’ale, Damarà e Stefano Cece presenti sul palco per il terzo appuntamento dell’anno. Perché presenziare? Bè in assoluto per Alessandro Rinaldi, in arte M’ALE, di cui noi siamo grandi fan e di cui sentiremo sicuramente ancora parlare (se non vi fidaste del nostro orecchio vi consigliamo di andare a sentirlo in anteprima su youtube con “Io, le stelle e la salita” e con “Casomai”). M’ALE, è nato a Milano 31 anni fa, e la sua gavetta è iniziata come cantante ed autore principale di INLIMBO!, band che ha realizzato due E.p. autoprodotti, concerti e qualche sporadico passaggio in radio. Ha viaggiato nel Sud Est Asiatico, nel Maghreb e per mezza europa, affinando di volta in voltala sua naturale attidudine a perdere gli aerei di ritorno. Grazie ad uno di questi ha passato un anno e mezzoa Londra,dove, con lo pseudonimo di “Thanking The Ladies”, ha suonato tra Open-mic, Jam Session e concerti veri e propri, scrivendo e registrando canzoni,tra cui una versione di “Sleep Tight”, nei leggendari studi di Britannia Row, fatti costruire dai Pink Floyd. Forse ispirato dalla propria tesi di laurea sulle analogie tra misticismo Arabo e Poesia maledetta francese,una volta ritornato in Italia, si è svegliato M’ALE, ed ha iniziato a lavorare ad un disco in italiano che raccolga tutte le esperienze precedenti, che dopo numerose peripezie,è forse prossimo alla pubblicazione. Alle registrazioni dell’album, coprodotto da Casamedusa di Milano, hanno partecipato Francesco Campanozzi (NOA, Les Gros Ballon), supervisore artistisco dell’intero progetto, Paolo Perego (Amor Fou, NOA), Giovanni Melucci (La Fonomeccanica, Mariage a Trois) al pianoforte, Raffaele Kholer (Capossela, Ottavo Ritcher) alla tromba, Annabella di Pasquale ed Elena Taverna ai cori. Inoltre nella serata all’Arci Biko ci saranno anche i Damarà, Pinna insieme a Daniele e Fabrizio i quali al momento stanno registrando il loro primo disco autoprodotto che presenteranno al pubblico nel corso della serata. Presente anche Stefano Cece, cantautore d’origine pugliese con il suo alternative/pop a Milano, reduce da due date a Londra; Cece eseguirà alcuni brani del suo repertorio originale che ci condurranno in un mondo di atmosfere ricercate e vocalità d’eco buckleyano.
Detto ciò non resta che buttarsi all’ascolto di questi cantautori e musicisti dei quali vi assicuriamo non resterete delusi. L’appuntamento è al:
BIKO 2.0
via Ettore Ponti 40, Milano (MI)
http://www.bikoclub.net
Ingresso 6 Euro Tessera ARCI obbligatoria
Il link su face book dell’evento è il seguente:

http://m.facebook.com/event.php?eid=296730990378963&refid=0

Amy Winehouse è morta. Aveva 27 anni l'età maledetta del rock

Aveva 27 anni. L’età maledetta del rock. Amy Winehosue è morta sabato 23 Luglio, nella sua casa di Londra a Camden. Amy, l’artista del “no-rehab” e dei numerosi eccessi (non più di un mese fa Amy interruppe il tuor europeo dopo una barcollante esibizione in serbia) si è spenta alla stessa età di Jimmy Hendrix, Jim Morrison e Kurt Cobain.
Amy ha, con ogni porbabilità, pagato con il prezzo più alto, l’ultima nottata di sballo. Probabile causa del decesso un mix letale di alcool e droghe. Anche se la polizia londinese ricorda come: “questa morte sia il risultato di una possibile overdose di droga, ma vorrei sottolineare che in questo momento non è corretto formulare ipotesi” ha dichiarato alcune ore fa il sovrintendente Raj Kohli, sovraintendente della polizia inglese. I motivi della morte della Winehose potrenno essere chiariti solo dopo che lunedì mattina, il medico legale avrà terminato l’autospsia.
Secondo le ricostruzioni fatte dai tabloid inglesi, rese possibili dalle testimonianze di amici della cantante e di alcune fonti che hanno scelto di restare anonime, probabilmente involontari spettatori del venerdì notte di Amy.:”Andare fuori di testa era chiaramente la sua priorità per il venerdì notte” ha scritto il domenicale “The People”. Che parla di come Amy sia stata vista a Camden venerdì sera attorno alle 22.30 mentre acquistava cocaina, eroina ed ecstasy da uno spacciatore. Il più autorevole “Sunday Mirror”, parla invece di una “bad ecstasy pill”. Una pillola di ecstasy guasta che, mischiata a numerosi aclolici, avrebbe per sempre spento la musica per Amy.
Quest’ultima pare essere l’ipotesi più accreditata, dal momento che a confermarla paiono essere stati gli stessi amici della Winehose. Anche se ancora non è chiaro con chi Amy abbia trascorso sabato mattina, le ultime ore della sua vita.
Intanto di fronte alla palazzina di tre piani a Camden, continuano a raccogliersi drappelli di fans in lutto, mentre in rete l’affetto e il ricordo dei fans si riversa all’interno dei social network.
A noi pare semplicemente ingiusto che una voce e una genialità, come quelle che appartenevano al corpo e allo sprito di autodistruzione di Amy, abbiano dato il loro comiato al proprio pubblico con la barcollante esibizione di un mese fa in Serbia. Per questo vogliamo ricordarla così: