Il mondo cambia e gli AVVOLTE pubblicano: “L’ESSENZIALE è INVISIBILE AGLI OCCHI”

Sono tornati gli Avvolte con un album che conferma in pieno le aspettative. “L’essenziale è Invisibile Agli Occhi” è uscito il 7 maggio; l’abbiamo ascoltato e al termine dell’esecuzione siamo rimasti in silenzio, applaudendo. Ottimo disco; nulla da dire. Veramente un album di livello superiore alla media. Eccellente il mixaggio e l’editing.

Strumentalmente il disco è eseguito alla perfezione con ottimi arrangiamenti, mai ripetitivi. La batteria spazia abilmente tra tempi differenti, sempre molto presente, riempie a meraviglia tutte le canzoni ed il basso la segue con maestria. Le chitarre utilizzano molti effetti sempre indovinati, creando bellissime atmosfere; i chitarristi sono molto precisi, quasi mai si rendono banali con l’utilizzo di accordi pieni, ma predirigono accurati arpeggi intervallati a cenni taglienti. La voce del cantante rientra a pieno nella sfera delle voci maschili del rock alternativo italiano, sia come melodie affrontate che come timbro; un mix tra Godano e Agnelli, con sfumature Mussidiane ed un tocco di originalità, presente in ogni buon artista, con cui rende proprie le canzoni, più di ogni altro strumento. I testi sono testi forti, di protesta, senza per forza doversi schierare, raccontano il malessere dei più deboli che tocca sempre più persone. E’ molto positivo che in tempi come i nostri, dove tutto il mondo si sta muovendo per voltar pagina col passato, anche la musica italiana lo faccia. Questo movimento troppo spesso è stato attribuito oltremanica oppure oltreoceano.

L’eleganza con cui gli Avvolte parlano dell’insofferenza che sempre maggiore cresce nel popolo italiano, che chiede parola, potere decisionale, rispetto, onestà, trasparenza, dovrebbe essere esposta a livello mediatico. Vengono trattati il tema della sicurezza nei cantieri con il singolo “Nessuna Rete” con la bellissima introduzione di Lydia Lunch, molto sensuale, canzone di cui è stato girato anche il video. Il tema della mancanza di un futuro, il malessere dovuto all’impossibilità di realizzare i propri sogni, il desiderio di cambiare tutto questo traspare in tutte le tracce dell’album ed emerge in brani come  “Resaca” e “Apnea”. La voglia di vivere in un mondo fondato sulla meritocrazia, viene espressa in “Ti Piace l’Articolo”. Da ascoltare assolutamente “La Vita Che Ti Spetta”, molto riflessiva. “L’essenziale è Invisibile Agli Occhi” risulta essere un lavoro di alto livello, scritto e suonato da professionisti, che non stanca mai l’ascoltatore; piace la prima volta che viene ascoltato, e piace anche dopo il centesimo ascolto, dando modo di scoprire ogni volta sfumature e sonorità così ricercate e volutamente poste in secondo piano. I temi trattati sono forti e la musica complementa il tutto fornendo gli opportuni spazi riflessivi, ma l’intera composizione non si lascia mai andare totalmente alle emozioni, rimane sempre controllata e impeccabile, perché è così che vogliono la rivolta sociale; senza estremismi, sempre col lume della ragione ardente.

contatti: http://www.avvolte.it/, http://www.youtube.com/avvolte, http://www.facebook.com/avvolte, http://www.twitter.com/avvolte,  http://www.myspace.com/avvolte

 

Davide Pinchiroli

Un piacevolissimo GIANMARCO MARTELLONI pubblica "FIAMME"

Piacevolissimo il secondo lavoro di Gianmarco Martelloni, “Fiamme” che esce proprio oggi, 17 aprile. Non credo che sia cambiato molto nel suono, dall’album precedente. E questo è decisamente un bene, perché questo ragazzo aveva già trovato la giusta combinazione tra rock e pop, tra originalità e melodia tradizionale. Ci sono voluti quattro anni per pubblicare il nuovo album, ed eccolo qua; semplicemente perfetto. Molto piacevole da ascoltare, suonato con accuratezza e cantato con molta precisione. La melodia la fà sempre da padrona; e questo rende molto gradevole l’intera composizione.
Chitarra, basso, batteria e tastiera aumentano d’intensità producendosi in ritmi coinvolgenti e diminuiscono creando forti atmosfere , ma si tengono sempre unite alle spalle della voce, esaltata in pieno stile cantautoriale italiano. La voce di Gianmarco è una bella voce, non è molto particolare, ma ha un buon timbro. Le melodie non sono mai scontate; a tratti lascia trasparire quella che potrebbe essere la sua  particolarità che si riscontra nella gestione del testo cantato, a volte fortemente ritmato, a volte gestito con un attento controtempo. Come i migliori cantautori, ci mette il cuore nel cantare e si sente; si avverte anche la sensazione, in alcuni punti, con l’incalzando del pezzo, che l’artista si carichi e che dentro di sé cresca forte la voglia di urlare, ma si tiene in linea con la melodia. Verso la fine del disco si percepisce una musica forse più aggressiva e più profonda. Saggio utilizzo delle seconde voci, che non risultano mai esagerate e sono usate nella giusta quantità. Il disco è composto da dieci pezzi. Sono tutte belle canzoni; non ci sono le classiche canzoni scritte per riempire gli album a cui gli artisti più blasonati si affidano sovente. Potrebbero essere tranquillamente dieci singoli. Cito “Ci sono fiamme”, “Il vento” o “Tre bandiere bianche”.

Particolare attenzione merita il primo singolo estratto dall’album, con relativo videoclip; s’intitola “Chiedici scusa”, in cui il rock si fà duro, la voce a tratti urlata e potente ed il testo molto audace con buon gusto. Per chi acquista la versione in digitale c’è anche la bonus track “Il vino”, cover di Piero Ciampi, nella quale Martelloni e la sua band creano una forte atmosfera dai caratteri jazz per l’introduzione e la strofa, per poi esplodere con un ritornello più forte, malinconico che va a riprendere i caratteri mediterranei dell’originale. Una bella rivisitazione che con i suoi caratteri a tratti disperati rende il giusto omaggio ad un’artista scuro, profondo e malinconico, considerato uno dei padri e degli esponenti più alti, della musica d’autore italiana.

Siti artista: http://www.martelloni.it/, http://www.myspace.com/gianmarcomartelloni

Davide Pinchiroli

I COSMETIC pubblicano il terzo: CONQUISTE

Il genere è quello dello Shoegaze e questo basta ad inquadrare chiaramente “Conquiste” il terzo album dei Cosmetic; sicuramente in linea con gli album precedenti, strumentalmente questo disco risulta essere più caldo e più piacevole all’orecchio. Le influenze sono quelle delle grandi band del genere inglesi e americane, con un tocco di grunge in alcuni punti; la melodia del cantato, viceversa, è tipicamente made in Italy; segue quel filone malinconico, apatico tipico di alcune grandi band nostrane. La curiosità e l’originalità di questa combinazione rendono unici nel panorama musicale italiano i Cosmetic che col nuovo album si confermano ed aggiungono pezzi importanti al loro repertorio.

E se i Marlene Kuntz con Catartica hanno definito i caratteri di quel rock che ti tira fuori tutto, quello dove testi e musica sono spesso urlati ed esasperati, e se con Le Vibrazioni abbiamo scoperto melodie vocali ricercate e spesso al limite, i Cosmetic si fanno manifesto a livello nazionale del rock apatico, dal cantato quasi piatto e privo di emozioni. Non cedono mai ad urla o acuti, non ricercano mai melodie particolari, vanno dritti come un treno che viaggia costantemente e che non si ferma mai. In continuità con il lavoro del 2009, sembra infatti, almeno nella prima metà, che Conquiste sia il secondo lato del disco precedente, mentre nella seconda metà si aprono verso una leggera sperimentazione di suoni, melodie ed atmosfere e si concedono un minimo di libertà strumentale. L’album è un buon album, con all’interno tre singoli importanti come “Lenta Conquista”, “La Fine del Giorno”, “Sitar”, ed una canzone che esce forse dagli schemi del gruppo, ma che è davvero bella: “Colonne d’Errore”.

Si potrebbe fare un elenco di gruppi inglesi e americani a cui questi ragazzi romagnoli devono qualcosa, e certamente all’interno del disco si riconoscono tutte queste influenze, ma è più giusto fare un elogio per come, dopo sperimentazioni siano riusciti a trovare la loro formula nell’unione tra il genere Shoegaze con quel tipo di cantato che è certamente qualcosa di innovativo nel panorama italiano.

 

Davide Pinchiroli