Colapesce & le disavventure della musica live italiana

Una “serie di sfortunati eventi” per la band sicula dei Colapesce; una storia raccontata in una nota su facebook che narra la cronaca di una tappa del loro tour, il “Tour del Declino”, che li ha visti protagonisti di qualche problemuccio che fa da immagine a ciò che vivono i “piccoli” gruppi italiani, quelli degli zero privilegi per intenderci.
I problemi per chi vuole suonare le proprie canzoni su e giù per la penisola italica ci sono, sono molti, e “rendono la vita difficile a tutti quelli che si sbattono perché ciò avvenga”: gruppi, promoter e locali. “Tutti prigionieri di un meccanismo che non gira, o gira a fatica”. Noi come lamusicarock.com ben sappiamo quanto siano difficili e “ostacolati” i percorsi live delle band che vogliono semplicemente suonare davanti al proprio pubblico, soprattutto se dietro a queste band non ci sono nomi di organizzazioni di eventi grossi, ma realtà “piccole”, ma non perchè siano realmente piccole, ma forse perchè il divario con i “big” è propositato, mondo (discografico/mediatico) crudele! Torniamo a noi, anzi a loro… tutto inizia così: la scorsa domenica i Colapesce hanno una tappa dei loro live a Battipaglia, ma… continuate leggete il racconto di Lorenzo!

“Perfino il rock ti scava rughe sulla faccia…”
(Perturbazione, Del nostro tempo rubato)

Ci siamo sentiti in dovere di scrivere una lettera per raccontarvi quello che ci è successo tra la sera di ieri e questa mattina. Speriamo serva a qualcuno…

Quando diciamo che veniamo dalla Sicilia pare che i promoter si spaventino. Succede sempre. “E ora, come li sistemo, questi?”Per noi isolani andare in giro a suonare non è una cosa semplice: siamo svantaggiati dalla geografia, lontani dai club e dalle autostrade. Lontani da tutto. I Cani o i Bud Spencer Blues Explosion (solo per citare due band con cui condividiamo l’agenzia, di cui siamo felicissimi e orgogliosi, e in parte lo stesso team) partono da Roma ogni fine settimana e dopo un weekend di concerti possono tornare a casa, riposarsi e poi ripartire. Noi no. Fare avanti e indietro dalla Sicilia è praticamente impossibile: insostenibile dal punto di vista economico ma anche da quello del tempo. Gli spostamenti sarebbero troppo lunghi.Per questo abbiamo scelto di essere gestiti come una delle tante band straniere che vengono a suonare in Italia: quando ci muoviamo lo facciamo per periodi lunghi. Stiamo fuori settimane intere (in questo caso dieci giorni filati), suonando anche in giorni della settimana in cui di solito si sta fermi e affrontando viaggi molto più lunghi della norma.Non ci stiamo lamentando, siamo stati noi a scegliere come affrontare il tour: “Un meraviglioso declino” è uscito da poco, ma è il frutto di un anno molto stressante emotivamente e non solo. Non vedevamo l’ora di portarlo in giro, di “uscire fuori”, incontrare e conoscere le persone che lo avevano ascoltato.

L’altra sera, a Milano, è stato pazzesco. Il Magnolia era pieno di gente e tutti cantavano le canzoni. Lo sappiamo, succede a tutti quelli che suonano, ma noi ancora non ci siamo abituati all’idea. E come Milano, Roma, poi Bologna, Perugia, Bari. Anche nei posti più piccoli dove siamo stati, come il Morgana di Benevento e lo Youthless di Rieti, siamo stati accolti con grande calore e generosità sia da parte del pubblico che dagli organizzatori. Locali che pur senza gli stessi mezzi di quelli delle grande città ci hanno fatto sentire a casa. benvoluti e rispettati. Le ore interminabili trascorse in furgone, gli scazzi, il sonno arretrato valgono la pena quando poi si trasformano in serate che ci porteremo dentro e ricorderemo per un bel pezzo.

Per questo quando dopo la data di Milano, la nostra ultima di questa prima tranche del tour, ci hanno offerto di suonare anche a Battipaglia abbiamo accettato senza battere ciglio.Per spezzare il viaggio eterno che ci avrebbe dovuto riportare in Sicilia, e anche perché tra suonare e non suonare noi scegliamo sempre la prima. Ci era stato proposto un concerto in orario pomeridiano, ma da subito abbiamo fatto sapere all’organizzatore, Roberto Forlano, che non sarebbe stato possibile suonare alle 18, con la speranza che lui avvertisse i gestori del locale. Milano – Battipaglia non è proprio una trasferta facile e volevamo il tempo per poter fare il soundcheck, riposarci un po’ e poi suonare. Nei giorni precedenti al concerto la nostra agenzia di booking e il management che ci segue ci hanno confermato in più modi – dietro rassicurazioni dello stesso Forlano – che non ci sarebbero stati problemi a suonare in un orario più tradizionale. E che il locale non sarebbe stato aperto al pubblico prima della fine del nostro soundcheck. Ovviamente non è stato così: siamo arrivati poco dopo le 19 e già c’era la gente che ci aspettava. Gente venuta anche da fuori solo per sentire il nostro concerto.

Alla fine non abbiamo provato niente, siamo saliti sul palco e abbiamo suonato al nostro meglio.Poco prima di cominciare, uno dei gestori ci ha sgridato per il ritardo: per colpa nostra, ieri sera al Toop di Battipaglia, non hanno potuto trasmettere la partita della Juventus e per questo motivo hanno perso tre tavolate di clienti. E quindi dei soldi. Ci dispiace, ma noi eravamo stati chiari fin da subito: a Milano il nostro concerto sarebbe dovuto cominciare, secondo accordi, a mezzanotte e un quarto, per noi era impossibile rimetterci in viaggio prima di una certa ora e arrivare giù a Battipaglia entro le 17. Abbiamo messo comunque la sveglia all’alba e ci abbiamo provato, ma niente: con i miracoli ancora non ce la caviamo bene. Prima del concerto in tre abbiamo mangiato una pizza con la mozzarella di bufala.Da allora due hanno mal di pancia e febbre, mentre io – Lorenzo – ho passato tutta la notte a vomitare. Ma anche questo può capitare, non ne siamo felici, ma può capitare.Prima del concerto, il promoter aveva voluto comprare uno dei nostri vinili: noi li vendiamo a 15 euro, ma lui purtroppo ne aveva solo dieci. Ci ha promesso che a fine serata avrebbe provveduto a darci il resto. Non l’abbiamo più visto. Sparito.

Non è stato lui a pagarci e neanche lui ad accompagnarci nel luogo che aveva prenotato per farci dormire. Ero già stato qui con Santiago, il progetto che condivido con Alessandro Raina, e ci era capitato di dover dormire in un luogo non proprio confortevole. Per questo avevamo espressamente richiesto di poter essere ospitati in un albergo, visto anche il grande viaggio che avremmo dovuto affrontare oggi per tornare a casa. Ci è stato detto che così sarebbe stato e invece ci siamo ritrovati in un garage umido, senza riscaldamento, pieno di insetti e con un bagno fetido e puzzolente. Che volete che sia, ci siamo fatti forza, è il rock’n’roll. Un po’ meno rock’n’roll è stato scoprire che non ci sarebbe stato spazio per tutti. Cinque membri, quattro letti. E un divanetto piccolissimo su cui io sono stato capace di resistere due ore, tra una vomitata e l’altra. E gli attacchi di panico. Per niente rock’n’roll, ma altrettanto schifoso, era il paio di mutande maschili ritrovato tra le lenzuola di uno dei letti. Per non parlare del letto in cui riposava il nostro bassista Giuseppe, crollato a terra dopo pochi minuti. Normalmente una cosa del genere l’avremmo presa a ridere e forse ci saremmo spostati a dormire altrove, a nostre spese, ma ieri non ce l’abbiamo proprio fatta. Ci siamo sentiti sconfitti, umiliati e violati come musicisti e, soprattutto, persone.Con noi nella stanza, separato solo da una tenda, c’era anche il padrone del garage. Molto gentile nel fornirci un giaciglio ma non altrettanto carino nel russare e scorreggiare per tutta la durata della nostra permanenza in loco.

Così, tra una vomitata e l’altra, abbiamo deciso di partire. Metterci in strada e provare a tornare a casa. Senza avere chiuso occhio. Rischiando la vita.Cosa che è puntualmente successa quando, per un colpo di sonno del nostro Francesco, siamo stati tamponati sulla Salerno-Reggio Calabria. Un pneumatico è esploso e il furgone ha subito danni per un valore economico di circa settecento euro. Noi stiamo bene, e questa al momento è l’unica cosa che davvero conta. Per suonare la nostra musica in giro siamo disposti a sacrificare il tempo libero, gli affetti, le ore dovute al sonno, ma non la vita. L’incidente è stato sicuro una fatalità, ma tutto quello che è successo prima si sarebbe potuto e dovuto evitare. Sappiamo che molte agenzie hanno a che fare con lo stesso promoter e che da quelle parti sono passati e passeranno musicisti di assoluto livello. Ci chiediamo se verranno accolti tutti nello stesso modo, o se chi organizza concerti a Battipaglia, Campagna e Eboli abbia semplicemente un’idea classista della musica. Qualche settimana fa il nostro amico e conterraneo Cesare Basile ha subito un trattamento simile dalle stesse persone, finendo per dormire nella sua automobile, e anche altri gruppi ci hanno raccontato storie simili.

Noi ci siamo stufati di stare in silenzio e non c’importa se per questo motivo perderemo delle occasioni: vogliamo rispetto e vogliamo essere trattati da persone e non come bestie. Di sicuro non torneremo più a suonare in concerti organizzati da quel promoter, e speriamo che questa lettera aperta dia coraggio anche a qualche altra band costretta, anche altrove, a suonare in situazioni inaccettabili. Ci piacerebbe che da questo nostro sfogo potesse nascere una riflessione su cosa voglia dire fare musica in Italia ora come ora. Poche ore fa il signor Roberto Forlano ha scritto sul suo profilo Facebook che per “evitare le tragedie si sta attrezzando”. Complimenti per il sarcasmo, speriamo anche cominci ad attrezzarsi pure per ospitare le band in un posto accogliente e non costringerle a rischiare la vita.

Lorenzo e tutti i Colapesce

Fonte: Linkiesta

le altre date del tour:
Colapesce
07 Aprile Mercati Generali, Catania
15 Aprile Teatro Montevergini, Palermo
20 Aprile Appartamento Hoffman, Conegliano Veneto
21 Aprile Spazio 211, Torino
24 Aprile Barrumba, Pinarella di Cervia (Ra)
27 Aprile Sala Vanni, Firenze
29 Aprile Panic Jazz Club, Marostica (Vi)

I Costi delle Rock Band Italiane

Oggi sia Il Post che il blog Inkiostro riportano un’interessante analisi sulle quotazioni delle 50 band “rock” italiane. Fonte di questa “analisi” il musicista e cantautore Umberto Palazzo, fondatore dei Massimo Volume e oggi nella band del Santo Niente, che ha scritto su facebook in una bella nota, una lista di band, raccontando dal suo punto di vista, di “osservatore e contestatore”, le logiche dell’industria musicale e del diritto d’autore, che si trovano dietro a questo mondo che tanto ci piace!

Palazzo, parte da una semplice domanda “quali sono le band italiane che possono permettersi di chiedere più di mille euro di cachet per una data dal vivo?” in fondo una domanda che chiunque bazzichi nel mondo musicale, nell’area organizzazione eventi ma anche solamente come “fruitore di musica”, si è posto. Ecco quindi arrivare la risposta “Dopo aver analizzato tutti i gruppi possibili ho fornito la soluzione al quiz, cioè il borsino dei concerti che definiremo alternativi, non per il genere, ma per il circuito da cui provengono. Non sto svelando alcun segreto: le tariffe vi vengono comunicate dalle agenzie se le chiedete e fra organizzatori c’è ovviamente una fitta rete di scambi d’informazioni per sapere come vanno davvero i concerti. Per altro per sapere com’è andato davvero un concerto basta e avanza Facebook.” A ciò si va ad aggiungere un elenco di nomi che scopre il dietro le quinte dei concerti.
Noi de lamusicarock.com ci siamo subito interessati e incuriositi alla “lista” e ve la riportiamo, con tanto di indicazioni della fonte primaria a cui ha fatto seguito una lunga e interessante discussione che vi consigliamo di andare a leggere, e perché no, dite la vostra!

PRIMA FASCIA
artisti o band che fanno più di 500 persone a 10 euro (in teoria e se tutto va bene)
Band oltre le dimensioni del club medio che ha una capienza di 200/500 persone, quindi orientate ai palazzetti
Cachet: 3.500/15.000

• Afterhours
• MCR
• Marlene Kuntz
• Sud Sound System
• Morgan
• Verdena
• Il teatro degli Orrori
• Lacuna Coil
• Baustelle
• 99posse
• Subsonica
• Roy Paci
• Blue Beaters
• Bandabardò
• Africa Unite
• Linea 77
• Meganoidi
• Tiro Mancino
• Ferretti
• Negrita
• Max Gazzè
• Daniele Silvestri
• Cisco
• Apres La Classe

SECONDA FASCIA
da 200 a 500a 7/10 euro (in media, in teoria)
cachet da 1000 a 3500 euro:

• Shandon
• Cristina Donà
• Le Luci della Centrale Elettrica
• Dente
• Zen Circus
• Tre Allegri Ragazzi Morti
• Brunori SAS
• Bugo
• …a toys orchestra
• I Cani
• Ministri
• Marta sui Tubi
• Paolo Benvegnù
• Massimo Volume,
• Giardini di Mirò
• Giorgio Canali e Rossofuoco
• Perturbazione
• One Dimensional Man
• Almamegretta
• Casino Royale
• 24 Grana
• Calibro 35
• Punkreas
• Offlaga Disco Pax
• Zu
• Banda Bassotti
• Bud Spencer Blues Explosion
• Pan del Diavolo
• Sick Tamburo
• Lombroso

Fonte: Umberto Palazzo

Vasco sul Liga:"Io meglio sul palco"

Vasco Rossi, ricorre nuovamente ai social network. Questa volta il Blaso torna sulla vera o presunta rivalità con Luciano Ligabue. Le parole di Vasco questa volta sembrerebbero voler smorzare i toni della polemica:”Rinnovo la stima per Ligabue. Non esiste alcuna antipatia, odio o rivalita’ tra me e lui. La nostra e’ tutta una finta commedia”. Puntualizzato ciò però il Blasco non perde l’occasione per puntualizzare:”Devo ringraziare la lunga gavetta, mi ha fatto diventare il migliore sul palco. Non nella vita, però, dove se la cava meglio lui.”Insomma anche questa volta di certo, non mancheranno migliaia di post a sostegno dell’una o dell’altra fazione.

Lanuovamusicarock per: M'ale, Damarà & Stefano Cece @ Biko

“L’ascolto è ciò che da senso all’udito, e che fa dell’udito il senso che preferisco”. Con questa premessa non possiamo che suggerirvi un evento più che interessante a Milano in questa settimana. Se noi de lamusicarock.com abbiamo e diamo tutt’ora spazio alle voce emergenti nel nostro blog, c’è chi lavora sulla nostra stessa linea nel concreto della realtà milanese: “il Terzo Orecchio” che all’Arci Biko di Milano nasce con l’obbiettivo di dare spazio, e soprattutto voce, alle nuove realtà musicali “proponendo un’impronta differente all’ascolto della musica live”; giovedì 19 sarà la volta di M’ale, Damarà e Stefano Cece presenti sul palco per il terzo appuntamento dell’anno. Perché presenziare? Bè in assoluto per Alessandro Rinaldi, in arte M’ALE, di cui noi siamo grandi fan e di cui sentiremo sicuramente ancora parlare (se non vi fidaste del nostro orecchio vi consigliamo di andare a sentirlo in anteprima su youtube con “Io, le stelle e la salita” e con “Casomai”). M’ALE, è nato a Milano 31 anni fa, e la sua gavetta è iniziata come cantante ed autore principale di INLIMBO!, band che ha realizzato due E.p. autoprodotti, concerti e qualche sporadico passaggio in radio. Ha viaggiato nel Sud Est Asiatico, nel Maghreb e per mezza europa, affinando di volta in voltala sua naturale attidudine a perdere gli aerei di ritorno. Grazie ad uno di questi ha passato un anno e mezzoa Londra,dove, con lo pseudonimo di “Thanking The Ladies”, ha suonato tra Open-mic, Jam Session e concerti veri e propri, scrivendo e registrando canzoni,tra cui una versione di “Sleep Tight”, nei leggendari studi di Britannia Row, fatti costruire dai Pink Floyd. Forse ispirato dalla propria tesi di laurea sulle analogie tra misticismo Arabo e Poesia maledetta francese,una volta ritornato in Italia, si è svegliato M’ALE, ed ha iniziato a lavorare ad un disco in italiano che raccolga tutte le esperienze precedenti, che dopo numerose peripezie,è forse prossimo alla pubblicazione. Alle registrazioni dell’album, coprodotto da Casamedusa di Milano, hanno partecipato Francesco Campanozzi (NOA, Les Gros Ballon), supervisore artistisco dell’intero progetto, Paolo Perego (Amor Fou, NOA), Giovanni Melucci (La Fonomeccanica, Mariage a Trois) al pianoforte, Raffaele Kholer (Capossela, Ottavo Ritcher) alla tromba, Annabella di Pasquale ed Elena Taverna ai cori. Inoltre nella serata all’Arci Biko ci saranno anche i Damarà, Pinna insieme a Daniele e Fabrizio i quali al momento stanno registrando il loro primo disco autoprodotto che presenteranno al pubblico nel corso della serata. Presente anche Stefano Cece, cantautore d’origine pugliese con il suo alternative/pop a Milano, reduce da due date a Londra; Cece eseguirà alcuni brani del suo repertorio originale che ci condurranno in un mondo di atmosfere ricercate e vocalità d’eco buckleyano.
Detto ciò non resta che buttarsi all’ascolto di questi cantautori e musicisti dei quali vi assicuriamo non resterete delusi. L’appuntamento è al:
BIKO 2.0
via Ettore Ponti 40, Milano (MI)
http://www.bikoclub.net
Ingresso 6 Euro Tessera ARCI obbligatoria
Il link su face book dell’evento è il seguente:

http://m.facebook.com/event.php?eid=296730990378963&refid=0

BLink 182: nuovo album entro due mesi

Finalemente ci siamo. O forse sarebbe meglio dire, dovremmo esserci. Il nuovo album dei Blink 182 uscirà entro due mesi al massimo. A rivelarlo è stato Mark Hoppus. Il cantante ha spiegato ai fans su facebook, come la parte in studio del lavoro sia ormai terminata. Restano infatti solo da registrare un pò di “overdub minori”. Scrive Mark: “Abbiamo fatto tutte le batterie e tutti i bassi, così come le parti principali di chitarra e di voce. Adesso ci mancano solo le percussioni, un po’ di tastiere, qualche coro e dell’editing qua e là, per correggere giusto dei piccoli errori. In ogni modo, siamo vicini alla fine”. Non solo il cantante del Blink 182 si lascia andare anche a qualche dettaglio in più in merito al nuovo disco: “Il titolo l’abbiamo già scelto, e tra poco inizieremo a pensare alla grafica e al mixaggio. Subito dopo inizieremo le prove per il tour. Il primo singolo lo daremo all’etichetta tra un paio di settimane, che lo pubblicherà subito dopo. Il disco, invece, lo finiremo tra un mese, e lo pubblicheremo nel giro di qualche settimana”.