Heiniken Jammin Festival 2012: scaletta gruppi

Giovedì 5 luglio andrà on stage la prima edizione milanese dell‘Heiniken Jammin Festival. La manifestazione so terà, per la prima volta, presso l’area concerti della fiera Milano – Rho. I biglietti sono ancora disponibili presso i circuiti autorizzati. La singola giornata costa 55 euro+diritti di prevendita. Se ancora siete indecisi, e non sapete a quale data fra le tre possibili sia meglio assistere, ecco l’ordine con cui gli artisti si alterneranno sul palco:

5 luglio
15:00 HJF CONTEST
17:15 Enter Shikari
18:20 Pitbull
19:50 Noel Gallagher’s High Flying Birds
21:45 Red Hot Chili Peppers

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La potenza degli EMILY WITCH trova il primo sfogo in "PAINFULLY SOBER AGAIN"

Painfully Sober Again” è il primo Ep pubblicato dagli Emily Witch. Che forza, che aggressività, che rock questi Emily Witch. Il sound è quello dei primi Nirvana, del primo Manson a tratti, dei primi Pearl Jam che si fa più pesante in alcuni passaggi, sfiorando il suono dei Korn, e più dark in altri ricordando il periodo down dei Cure. Che bello tornare a sentire la potenza della disperazione che si fa musica, con le chitarre così aperte tipiche del grunge, che si sfogano anche con assoli veloci e insistenti.

L’Ep, registrato senza badare troppo alla perfezione, ma dando il cuore come tradizione vuole, è composto da cinque pezzi che si alternano tra alti e bassi, tra buone canzoni ben definite ed altre che si perdono e che non comunicano fino in fondo il messaggio. Non si trovano canzoni da singolo in questo Ep, come nel primo album dei Nirvana in cui fu difficile individuare un singolo da proporre al grande pubblico, cosa cambiata poi col secondo album. Anche nell’Ep degli Emily Witch è difficile individuare un probabile singolo; ciò non toglie che ci siano passaggi mozzafiato all’interno del disco; una canzone su tutte “Gerbera”, seconda traccia del disco, che suona per nove minuti, il che non è da tutti, partendo aggressiva in pieno stile grunge, con un ritornello dalla bella melodia, cantato da una voce graffiante, e che da metà canzone si trasforma creando un’atmosfera, prima silenziosa in cui il basso scandisce la melodia con cenni di chitarra, ma che poi cresce sempre più d’intensità con l’ingresso delle chitarre finali, rabbiose e struggenti, da brivido.

La prima traccia dell’Ep, “Klang” e la terza, “Demenza Senile” sono un po’ i manifesti dello stile degli Emily Witch. La prima, bella veloce, da live. La seconda, dal riff sofferto e cupo che accompagna tutta la canzone, su cui gli altri strumenti, voce compresa,  trovano sfogo. Degna di nota anche la “ballad” dell’Ep, la canzone di chiusura, “Elevator”, registrata bene, con buone idee sugli arrangiamenti, in cui spicca la bella voce del cantante. Un buon punto di partenza per gli Emily Witch, da evolvere sicuramente in un album completo, alzando magari il livello della registrazione e aprendosi un po’ verso un pubblico più ampio.

 

Contatti: http://www.myspace.com/emilywitchcz, http://www.facebook.com/Emily.Witch

 

Davide Pinchiroli

Attesissimi debuttano i MASCARA con TUTTI USCIAMO DI CASA

Dopo un EP autoprodotto uscito due anni fà i MasCara debuttano con l’atteso primo disco “Tutti Usciamo di Casa”. Già dal titolo si percepisce che questo disco vuole rivolgersi ad ognuno di noi, parlando del passaggio esistenziale verso l’età adulta; è una sensazione, è un insieme di esperienze che tutti vogliamo raccontare, ed è proprio così.

Fin dal primo ascolto ci accorgiamo della particolarità di questo lavoro; la batteria è fortemente improntata sullo stile anni ottanta, ossia quel suono elettronico, campionato, liscio e minimale, ma che allo stesso tempo riesce a dare profondità e mestizia all’intera composizione. Anche gli altri strumenti hanno influenze derivanti da quegli anni, ma molto meno evidenziate. La chitarra, viceversa, quasi assente e sicuramente in secondo piano nella prima parte di quel decennio, in questo disco riveste un ruolo principale, sia nella ritmica, che nella melodia e attribuisce forte calore ad ogni traccia, giocando molto anche sugli effetti. La voce ha un timbro piuttosto grave, e questo genera nell’ascoltatore una sensazione di potenza e sicurezza, le melodie cantate sono originali ma sempre piacevoli. La freddezza della batteria e del basso, unita al calore di chitarra e voce si amalgamano a meraviglia in questo disco, il tutto miscelato con elementi di un’orchestra, che rendono la composizione a tratti empirea. “Tutti escono di casa” è un concept album, ossia un album che tratta lo stesso tema, solitamente una storia, per tutta la sua durata, che generalmente ha melodie che si ripetono e forniscono il tema principale, e molto spesso con canzoni che sono unite l’una con l’altra. Tutti questi elementi si riconoscono e sono espressi molto bene; forse manca la presenza di un tema musicale ben definito ricorrente; mancanza compensata dalla voce che gira molte volte intorno a melodie simili, insieme al timbro del cantante molto riconoscibile, ed alla metrica particolare che costui utilizza.

La traccia iniziale “Dorian (Postodern Parte 1)” si apre con un coro che introduce la canzone e il disco, anche questo elemento è tipico dei concept album; in “I Giorni Di Urano Contro” traspare un senso di tranquillità, di gioia, di pace dei sensi che si esalta con l’introduzione al ritornello; sensazione che si riscontra anche nella copertina del disco, veramente ben fatta e molto esplicativa; l’atmosfera e soprattutto la scelta delle note, che non seguono sempre la più logica melodia, hanno anche qui influenze anni ottanta. Il pezzo più rock dell’album è “La Stanza”, quinta traccia del disco. Settima canzone è “Dorian (Postodern Parte 2)” ripresa della traccia d’apertura, anche questo carattere specifico di questo genere di album, in cui ascoltiamo con piacere le note delicate di un flauto solista a cui viene dato ampio spazio e importanza. Si conclude con “L’ultimo Viaggio Di Argo” in cui ritroviamo le stesse sensazioni della copertina, gioia e pace, degna conclusione di un disco complesso strumentalmente, dagli arrangiamenti raffinati, ma che risulta molto piacevole.

La canzone finale, inserita all’interno del contesto dell’album, è da nove e mezzo; sfiora la perfezione ma non la raggiunge per il finale forse troppo poco valorizzato; proprio le ultime note, con l’ausilio magari dell’orchestra, sarebbero potute essere più incisive; anche l’inizio del disco, molto ben studiato ed eseguito, non convince fino in fondo. Poi attaccano gli strumenti, e la musica raggiunge livelli altissimi; tutto è stato fatto all’insegna dell’originalità e questo forse ci fa ancora più piacere.

Sito MasCara: http://www.mascarawave.it/

 

Davide Pinchiroli

I COSMETIC pubblicano il terzo: CONQUISTE

Il genere è quello dello Shoegaze e questo basta ad inquadrare chiaramente “Conquiste” il terzo album dei Cosmetic; sicuramente in linea con gli album precedenti, strumentalmente questo disco risulta essere più caldo e più piacevole all’orecchio. Le influenze sono quelle delle grandi band del genere inglesi e americane, con un tocco di grunge in alcuni punti; la melodia del cantato, viceversa, è tipicamente made in Italy; segue quel filone malinconico, apatico tipico di alcune grandi band nostrane. La curiosità e l’originalità di questa combinazione rendono unici nel panorama musicale italiano i Cosmetic che col nuovo album si confermano ed aggiungono pezzi importanti al loro repertorio.

E se i Marlene Kuntz con Catartica hanno definito i caratteri di quel rock che ti tira fuori tutto, quello dove testi e musica sono spesso urlati ed esasperati, e se con Le Vibrazioni abbiamo scoperto melodie vocali ricercate e spesso al limite, i Cosmetic si fanno manifesto a livello nazionale del rock apatico, dal cantato quasi piatto e privo di emozioni. Non cedono mai ad urla o acuti, non ricercano mai melodie particolari, vanno dritti come un treno che viaggia costantemente e che non si ferma mai. In continuità con il lavoro del 2009, sembra infatti, almeno nella prima metà, che Conquiste sia il secondo lato del disco precedente, mentre nella seconda metà si aprono verso una leggera sperimentazione di suoni, melodie ed atmosfere e si concedono un minimo di libertà strumentale. L’album è un buon album, con all’interno tre singoli importanti come “Lenta Conquista”, “La Fine del Giorno”, “Sitar”, ed una canzone che esce forse dagli schemi del gruppo, ma che è davvero bella: “Colonne d’Errore”.

Si potrebbe fare un elenco di gruppi inglesi e americani a cui questi ragazzi romagnoli devono qualcosa, e certamente all’interno del disco si riconoscono tutte queste influenze, ma è più giusto fare un elogio per come, dopo sperimentazioni siano riusciti a trovare la loro formula nell’unione tra il genere Shoegaze con quel tipo di cantato che è certamente qualcosa di innovativo nel panorama italiano.

 

Davide Pinchiroli

Red Hot Chili Peppers@Heiniken Jammin Festival: live il 5 Luglio

La notizia è di qualche ora fa: i Red Hot Chili Peppers, parteciperanno al prossimo Heiniken Jammin Festival. La band californiana sarà in scaletta come headliner della prima serata: quella in programma giovedì 5 Luglio. La manifestazione, che quest’anno ricordiamo andrà in scena all’ Arena concerti della Fiera di Milano, impreziosisce il suo cartellone con i Red Hot. Sicura anche la partecipazione dei Cure, loro il compito di chiudere la manifestazione sabato 7. Sono invece ancora attese sorprese per quanto riguarda la serata di venerdì 6 Luglio.