Blur due tappe in Italia, biglietti disponibili da oggi

I Blur torneranno a suonare in Italia. Era dall’Heiniken Jammin Festival del 1999, che la band di Damon Albarn non si esibiva nel Belpaese. I fans potranno riascoltarli live la prossima estate. Il gruppo ha infatti annunciato che il loro tour europeo farà tappa per due date in Italia. I Blur suoneranno il 28 luglio a Milano, mentre il giorno seguente arricchiranno la già ricca line up del Rock in Roma.

Blur2012

I Blur celebreranno dal vivo il ritorno alla loro formazione originale, ricompostasi in tutti i suoi elementi dal 2009, quando il chitarrista Graham Coxon, rientrò nel gruppo dopo averlo abbandonato nel 2002. Una reunion che in tre anni avrebbe fruttato, secondo le stime, più di quindici milioni di sterline.

Blur tour 2013, le tappe italiane:

28 luglio, Milano – City Sound, Ippodromo del Galoppo
29 luglio, Roma – Rock in Roma, Ippodromo Capannelle Continua a leggere “Blur due tappe in Italia, biglietti disponibili da oggi”

Babyshambles al lavoro sul nuovo album

PeteDohertyDC070211Era da “Shotter’s nation” del 2007 che non si sentiva parlare dei Babyshambles. Adesso la band capitanata da Pete Doherty, fra gli ultimi alfieri del rock made in britain, sarebbe pronta al rientro. Pete è già da tempo al lavoro. In realtà originariamente le prime registrazioni avrebbero dovuto riguardare il secondo album solista di Pete, ma in corso d’opera il progetto si è evoluto nel nuovo album dei Babyshambles. Al lavoro con Pete c’è il produttore Stephen Street, mentre per quando riguarda la line-up del gruppo l’unico cambio rispetto al 2007 è alla batteria, dove Jamie Morrison degli Stereophonics è stato chiamato a sostituire Adam Ficek, uscito dal gruppo nel 2010. Al basso ci sarà sempre Drew McConnell, che in un’intervista rilasciata di recente a NME ha confermato le indiscrezioni in merito al progetto, alla chitarra e alle tastiere confermati Mick Whitnall e Stephen Large. Continua a leggere “Babyshambles al lavoro sul nuovo album”

TUESDAY?: l'EP d'apertura verso il 2013 dei JULES NOT JUDE

I gruppi “commerciali” sono quelli con cui radio e tv ci inondano le orecchie ogni giorno; bravi (pochi), meno bravi (molti), originali ed irriducibili (quasi nessuno). Nel nostro paese poi, in questi anni, si è toccato livelli imbarazzanti. Sembra di stare a guardare il mare calmo e piatto all’orizzonte, senza accorgersi che, proprio là sotto, esiste un infinità di colore, di movimento, di energia. Di questo universo, fatto di band eccellenti, fanno parte i Jules Not Jude. L’aspetto più forte e significativo di questi gruppi, è che fanno quello che vogliono;  non seguono nessuna regola, nessuno gli mette paletti da rispettare, nessuno gli tappa le ali; sono liberi di volare alto e i Jules Not Jude volano alto.

Sono usciti nel 2009, hanno pubblicato un EP e poi subito il primo album; un altro EP, e ancora un altro, e non riusciamo ad essere sazi, vogliamo di più, quando esce il secondo disco? Ancora qualche mese. Inizio 2013. E allora in attesa di ascoltare l’atteso secondo album, torniamo a guardare quello che è stato. Troviamo l’album d’esordio “All Apples Are Red, Except For Those Which Are Not Red” di cui bisogna assolutamente ascoltare e vedere il video di: “Don’t Stop Your Thoughts In A Name”. Vediamo che i ragazzi hanno fatto tanti concerti in Italia e molti in giro per l’Europa; notiamo che hanno inciso il loro secondo EP a Londra nello studio dove qualche anno prima veniva inciso “The Wall”, e che sono stati l’unico gruppo italiano che, l’anno scorso, ha partecipato ad un prestigioso festival berlinese. L’ultima produzione dei Jules è l’EP intitolato “Tuesday?” uscito a Marzo 2012, contenente tre tracce inedite ed un remix, buon antipasto aspettando Gennaio. Accostati ai Fab Four, soprattutto per la squisita leggerezza delle canzoni e per la facilità con cui cambiano genere regalandoci sempre pezzi molto molto gradevoli.

All’interno dell’EP, continuando la loro tradizione Brit-Indie, i pezzi non seguono mai una struttura fissa; le canzoni si fermano, cambiano di netto, ripartono oppure hanno un  finale prolungato, come nell’energica “Talk Talk Talk”, dove per un minuto viene mantenuto lo stesso accordo, senza cantare, in antitesi con il titolo. Altro esempio di sregolatezza ci viene regalato con la frizzante “Tuesday” che dà il titolo all’EP, nella quale i musicisti si dilettano e il cantante fa sfoggio del suo ottimo inglese. L’ultimo inedito è la dolce “J” chitarra e voce, dalle forti influenze fumose e spensierate degli anni sessanta in bilico tra la psichedelia floydiana di “A Pillow Of Winds” e la delicatezza di “Too Much Love Will Kill You” delle regine del rock, con quel cambio molto raffinato sul finale. Il mini album si chiude con sonorità non del tutto sconosciute al gruppo, ricordiamo “Bubabeat” presente nel disco d’esordio, e lo fa con il remix di Tuesday ad opera dei Pink Holy Days. Le premesse per un’ottima riconferma ci sono tutte; attendiamo con ansia il nuovo anno.

Siti band: http://www.myspace.com/julesnotjude, http://www.facebook.com/pages/Jules-Not-Jude/45945569925, http://julesnotjude.tumblr.com/

 

Davide Pinchiroli

Richard Aschcroft ci riprova con "The United Nation of Sound"

Quando dieci anni fa riconoscevi dietro ai ray ban marroni il volto magro di Richard Ashcroft, balzava in mente il suono di quell’Inghilterra di metà anni novanta, quella melodia di chitarre e voci sgraziate, ingenerosamente etichettata come brit – pop. Era infatti il 1997 quando il successo di Urban Hymns, lanciava i Verve in vetta alle classifiche mondiali. In quell’Agosto di fine anni novanta singoli come Bittersweet Symphony e Lucky Man, scalzarono dal vertice delle classifiche niente di meno che loro maestà i fratelli Gallagher in persona, ai vertici con il loro terzo e ultimo capolavoro “Be Here Now”.

Paradossalmente quel successo planetario rappresentò per la band di Richard l’inizio della fine. Urban hymns fu l’ultimo lavoro dei Verve prima di un lungo periodo di riposo. Una pausa che pareva destinata a non finire mai. Nel 2008 la clamorosa reunion, celebrata dall’album Forth, nato in coda ad una serie di live che aveva riportato la band alla ribalta. Sembrava l’inizio di una nuova era per i Verve, di nuovo in cima alle classifiche di tutto il mondo. Illusione effimera, poco più tardi infatti Richard (Mad Richard per i fan), decise di lasciare nuovamente e definitivamente la band di Wigan.

Ora a distanza di due anni dall’ultimo disco dei Verve, Ashcroft ha deciso di tentare il ritorno sulle scene con un nuovo progetto: The United Nations of  Sound. Dopo aver annunciato lo scorso gennaio il titolo del disco: “Redemption”, il cantante ha reso note ora anche track list e data d’uscita. Il disco uscirà il 19 luglio e conterrà i seguenti brani: Born Again, America,This Thing Called Life, Beatitudes, Good Loving, How Deep Is Your Man, She Brings Me The Music, Royal Highness, Glory , Life Can Be So Beautiful, Let My Soul Rest. Nella lavorazione del disco Ashcroft si è avvalso della collaborazione di Derrk Wright alla batteria, del bassista Paul Wright, e di Steve Wyreman alla chitarra.