Claudio Tarantino (batterista de “L’Officina della Camomilla“) ci svela “100 cose che potresti non sapere sulla musica!”
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Goran Bregovic 16/7/12 @ Carroponte
Goran Bregovic in concerto al carroponte 16 luglio 2012 , Sesto San Giovanni , Milano
Si apre il concerto con i musicisti che attraversando il pubblico cercano di conquistare il palco, iniziano a suonare un intro che li accompagna fin sopra il palco, un inizio non proprio energico,diciamo “un po’ spompo”, anche perché, dai concediamoglielo, il pubblico si deve ancora scaldare completamente. Dopo alcuni minuti ecco salire Goran Bregovic in candido completo come sua consuetudine. Si siede ed imbraccia la chitarra ed inizia lo spettacolo, con un “consiglio” chi non diventa pazzo non è normale. Il pubblico accetta il consiglio, si scalda, ed inizia a ballare la folle marcia balcanica capitanata dal capitano Goran accompagnata dalla fedelissima Orchestra per Matrimonio e Funerali composta da i 5 fiati serbi sempre in ottima “forma”, dal batterista nonché voce principale dell’Orchestra per Matrimoni e Funerali, e le due voci bulgare di sofia così presentate dallo stesso Bregovic.
Tutti indossano vestiti dittici Balcanici. Goran Bregovic da sempre gradito ospite è tornato in Italia per con il suo Tour Champagne for Gypsies, il suo ultimo lavoro. Il concerto va avanti alternando sapientemente pezzi più veloci e tirati ad altri di un ritmo più lento. Non mancano i grandi classici del suo repertorio, come Ederlezi, tratta dalla colonna sonora del film Il tempo dei Gitani, o come In the death car tratta da Arizona Dream forse uno dei momenti più toccanti per chi scrive, anche se lo stesso Goran deve intimare il pubblico di smettere con il “clap clap” “questa è una canzone dedicata ad un mio amico maniaco non c’è clap clap” (a proposito di colonne sonore si è sentita anche un’assenza, Gatto Nero Gatto Bianco, in molti avrebbero voluta ascoltare, ma si sa, ormai è tempo dei “Cani”). Come dice lo stesso Bregovic della sua musica “è una miscela, nasce dalla frontiera balcanica dove si incrociano tre culture: ortodossa, cattolica e musulmana” ed è proprio questo il sapiente mix di contaminazioni “extracomunitarie” che vanno da Morricone al jazz , come le armonie acide e il folklore dei balcani, a rendere la musica ed i concerti di Bregovic intensi, e tali da richiamare un pubblico eterogeneo di ogni età razza e cultura. Si chiude in bellezza, con un classico della resistenza, Bella Ciao in stile rigorosamente balcanico. Il finale non poteva non essere che infuocato suon di Kalashnikov.
F.P.
Eccovi le foto della serata alla quale abbiamo partecipato:
Erykah Badu 7/7/12 @ Villa Arconati
La splendida cornice di Villa Arconati dove abbiamo già avuto modo di vedere gli Afterhours, ha ospitato lo scorso 7 luglio il ritorno di Erica Abi Wright, meglio nota come Erykah Badu. Un festival che porta ogni anno artisti di fama internazionale e soprattutto di importante pregio artistico. Con cinque album all’attivo in quasi quindici anni di carriera Erykah Badu è una delle artiste black più rappresentative nella storia della musica d’autore contemporanea, in grado di amalgamare efficacemente una mistura fatta di musica nera passando dallo standard jazz-blues, alla melodia soul, dal funk impetuoso ed arrivando al rap strumentale, (non mancano le contaminazioni con la musica dub, con quella psichedelica o ambientale. Diciamo che non si fa mancare niente! D’altronde dalla regina del nu-soul non ci si può aspettare meno) questi sono gli ingredienti principali del concerto presentato in villa Arconati.
Il concerto ha inizio con l’entrata del batterista e percussionisti che con una lunga serie di assoli iniziano a trasportare ed avvicinare il pubblico nella dimensione “nera” della musica. Ma ecco l’entrata di Erykah Badu, ingresso da diva il suo con un look tanto eccentrico quanto ricercato (per i più curiosi trench, cappello, e pantaloni rossi). Una performance di tutto rispetto, anche se con qualche “vuoto”, non so come spiegare ci sono stati momenti, attimi che ci son sembrati interminabili, troppo sospesi, come se la musica si facesse attendere per troppo tempo e quando arrivava non era quello che ci si aspettava. Un attimo dopo però, questa stessa sensazione svanisce e si ripresenta la piacevolezza dell’ascolto (tutto questo secondo il mio modesto parere che in poche righe cerco di descrivere l’immensità dei suoni e dei colori percepiti durante l’esecuzione del concerto di Erykah Badu e band, tra l’altro molto più che numerosa coristi, percussionisti, tastiere, basso elettrico, flauti, DJ, Sinth e quant’altro si possa immaginare).
In ogni caso, ve lo consiglio ne vale veramente la pena, e se potete fate un salto al Festival di Villa Arconati, per qualità e bellezza non trova pari in questo momento, passerete sicuramente una splendida serata.
F.P.
